Cisgiordania, economia verso il default: così Israele blocca le finanze dell’Anp
di Roberto Bongiorni
di Andrea Carli
4' di lettura
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Si sono ristretti i margini di temporeggiamento per il governo italiano per la ratifica del trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Una fonte Ue coinvolta nella preparazione delle riunioni dell'Eurogruppo, che si apre in queste ore a Stoccolma (sabato 29 aprile, si riunirà l’Ecofin), abbandonando i toni usualmente morbidi e le caute perifrasi usate nei mesi scorsi, ha spiegato che nella riunione di oggi il tema «sarà sollevato» e che sarà chiesto al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che cosa l'Italia intenda fare essendo il solo paese a non aver ratificato il trattato emendato. La trasferta di Giorgetti avviene a poche ore dall’incidente parlamentare sul Def, con l’Aula della Camera che ha respinto la risoluzione di maggioranza sullo scostamento di bilancio.
Il Meccanismo europeo di stabilità (European Stability Mechanism, ESM) è stato istituito mediante un trattato intergovernativo, al di fuori del quadro giuridico della Ue, nel 2012. La sua funzione fondamentale è concedere, sotto precise condizioni, assistenza finanziaria ai paesi membri che - pur avendo un debito pubblico sostenibile - trovino temporanee difficoltà nel finanziarsi sul mercato. La condizionalità varia a seconda della natura dello strumento utilizzato: per i prestiti assume la forma di un programma di aggiustamento macroeconomico, specificato in un apposito memorandum; è meno stringente nel caso delle linee di credito precauzionali, destinate a paesi in condizioni economiche e finanziarie fondamentalmente sane ma colpiti da shock avversi.
Dal punto di vista organizzativo, il Mes è guidato da un «Consiglio dei Governatori» composto dai 19 Ministri delle finanze dell’area dell’euro. Il Consiglio assume all’unanimità tutte le principali decisioni (incluse quelle relative alla concessione di assistenza finanziaria e all’approvazione dei protocolli d’intesa con i paesi che la ricevono). Il Mes può operare a maggioranza qualificata dell’85 per cento del capitale qualora, in caso di minaccia per la stabilità finanziaria ed economica dell’area dell’euro, la Commissione europea e la Bce richiedano l’assunzione di decisioni urgenti in materia di assistenza finanziaria.
Il Mes ha un capitale sottoscritto pari a 704,8 miliardi, di cui 80,5 sono stati versati; la sua capacità di prestito ammonta a 500 miliardi. L’Italia ha sottoscritto il capitale del Mes per 125,3 miliardi, versandone oltre 14. I diritti di voto dei membri del Consiglio sono proporzionali al capitale sottoscritto dai rispettivi paesi. Germania, Francia e Italia hanno diritti di voto superiori al 15 per cento e possono quindi porre il loro veto anche sulle decisioni prese in condizioni di urgenza.
Ora l’Italia è chiamata a ratificare l’accordo internazionale che prevede modifiche al funzionamento del Mes originario. Due anni fa, il 27 gennaio del 2021, è stata infatti promossa, in virtù di un’intesa sottoscritta anche dai 19 Paesi dell’area Euro (Italia compresa), una riforma del Meccanismo europeo di stabilità. In sintesi, in quell’occasione è stata presa in considerazione la possibilità per il Mes di fornire una rete di di sicurezza finanziaria (un backstop) al Fondo di Risoluzione comune per le banche. Allo stesso tempo sono state in parte modificate le condizioni di accesso alla assistenza finanziaria e introdotta una nuova linea di credito cosiddetta “precauzionale”.