Previdenza

Medici e odontoiatri, il bilancio di Enpam chiude con 700 milioni di utile

L’ente registra per la prima volta un saldo previdenziale negativo per 183 milioni a causa della gobba pensionistica, ma a mettere in crisi la stabilità futura di Enpam è la riforma sanitaria che prevede il passaggio (volontario) alle dipendenze dei medici di famiglia

di Federica Micardi

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L’Enpam, l’ente di previdenza di medici e odontoiatri chiude il bilancio 2025 – approvato all’unanimità - con un utile di 700 milioni e un patrimonio di 27,66 miliardi (+ 2,98%), che a valore di mercato arriva a 31,3 miliardi.

Saldo previdenziale negativo

Per la prima volta il saldo previdenziale, dato dalla differenza tra le entrate contributive e le uscite per prestazioni previdenziali, è negativo per 183 milioni, un risultato legato all’aumento di 323 milioni delle pensioni erogate. «Stiamo attraversando la fase più intensa della gobba pensionistica, con un aumento fisiologico delle prestazioni – dichiara il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti –, ma la solidità patrimoniale e la qualità degli investimenti continuano a garantire risultati complessivi positivi e la piena sostenibilità del sistema previdenziale dei medici e degli odontoiatri».

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Gli investimenti hanno prodotto proventi per circa 934 milioni di euro, di cui 831 milioni dalla gestione finanziaria e oltre 100 milioni dal patrimonio immobiliare.

I numeri della categoria

I medici e odontoiatri attivi (iscritti alla Quota A) sono 354.518, di cui 8.466 studenti del 5° e 6° anno dei corsi di laurea. I pensionati sono 184.021, fra cui 141.445 medici e dentisti e 42.488 familiari superstiti.

«In un anno abbiamo pagato prestazioni per quasi 4,2 miliardi di euro e il nostro impegno aumenterà nel tempo – dice Oliveti –. Per assolvere questo compito, gli equilibri dell’Enpam dovranno essere mantenuti. Per questa ragione monitoriamo con attenzione tutti i cambiamenti, anche legislativi, che potrebbero avere un impatto sulla sostenibilità previdenziale».

L’allarme sulla riforma del ministro della Salute Schillaci

Oliveti si riferisce alla riforma del ministro della Salute Orazio Schillaci che consenteai medici di famiglia operativi nelle Case di comunità, di diventare dipendenti della pubblica amministrazione.

«Il passaggio alla dipendenza di una parte non prevedibile degli attuali e futuri contribuenti di Enpam – spiega Oliveti – mette al rischio la stabilità dell’ente». Nel sistema a ripartizione le pensioni vengono pagate con i contributi versati dai professionisti in attività, se il loro numero dovesse calare mentre le prestazioni erogate restano stabili l’equilibrio del sistema verrebbe compromesso.

«Le prestazioni dipendono dalla demografia, dalla produttività dei lavoratori attivi e dal patrimonio – spiega Oliveti - Il patrimonio accumulato, per quanto ingente, da solo non può garantire la tenuta di questo patto tra generazioni e il pagamento delle pensioni in essere, se verranno a mancare o diminuiranno i contribuenti».

Non convince la soluzione prospettata dal ministero di mantenere la contribuzione all’Enpam. «Se la configurazione giuridica del rapporto di lavoro cambia per forza di legge – commenta Oliveti - anche la contribuzione verrà attratta al polo pubblico».

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