Con un emendamento

Dl Pnrr, via libera della Camera: tra le misure anche i medici di famiglia in servizio fino a 72 anni

Il decreto Pnrr, che dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile, arriverà la prossima settimana in Senato

di Redazione Roma

 IMAGOECONOMICA

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Dall’estensione dell’Assegno unico alla proroga per le Asl per poter trattenere in servizio un medico di famiglia fino ai 72 anni. Sono le principali novità arrivate al decreto Pnrr, che dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile. Il testo, intanto, è stato approvato alla Camera con 145 voti favorevoli, 4 astenuti e 62 contrari e arriverà la prossima settimana in Senato.

Scadenze Pnrr

Partiamo dalle scadenze per il termine dei lavori sugli investimenti Pnrr, che si allineano al 30 giugno.

Loading...

L’ultima mossa è arrivata dalle riformulazioni degli emendamenti all’articolo 1 del decreto che, nella versione iniziale, avevano provato a spostare i termini al 31 luglio.

Il tentativo avrebbe imposto una modifica al regolamento comunitario, e quindi un nuovo complesso negoziato con Bruxelles, improbabile per uno slittamento di un mese solo.

La parola fine sulla querelle delle scadenze dovrebbe finalmente liberare le Linee guida sull’ultimo miglio del Pnrr, che sono state completate tre settimane fa dalla Struttura di missione di Palazzo Chigi e dalla Ragioneria generale (si veda «Il Sole 24 Ore» del 17 marzo) ma non sono mai state pubblicate ufficialmente per non andare in cortocircuito con gli emendamenti.

I medici di famiglia

Poi, viene prorogata di un anno, quindi fino al 31 dicembre 2027, la possibilità per le Aziende sanitarie locali di «trattenere in servizio, a richiesta degli interessati» dei medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale: si tratta soprattutto di medici di famiglia, pediatri e guardie mediche di cui c’è oggi una grande carenza.

Assegno unico, bonus e sconti: le misure della manovra per le famiglie

L’Assegno unico

Inoltre, va avanti l’estensione dell’Assegno unico e universale. L’emendamento del governo, necessario anche per evitare una condanna da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea, allarga la platea ai lavoratori degli Stati dell’Ue non residenti in Italia e ai figli a carico residenti in un altro Stato.

Il testo interviene sul decreto legislativo 29 dicembre 2021 n. 230, che tra i beneficiari esclude i lavoratori che non risiedono in Italia per almeno due anni o i cui figli non risiedono in Italia.

È per questi requisiti che, nel 2024, la Commissione Ue ha deferito l’Italia alla Corte europea.

Con l’estensione, secondo la relazione tecnica, si avrebbero 50mila nuovi beneficiari. La spesa prevista, così, sarebbe di 20 milioni di euro per i prossimi mesi del 2026 e salirebbe fino ai 36,2 milioni annui a decorrere dal 2035.

Le altre misure

Altra modifica approvata riguarda i comandi e i distacchi del personale delle società a controllo pubblico che continueranno a non poter superare la durata di un anno, ma potranno essere rinnovabili e utilizzabili fino al 31 dicembre 2027.

L’intervento impatta sul testo unico delle società a partecipazione pubblica: la legge di Bilancio 2023 aveva già previsto un regime temporaneo con la durata di un anno e fino a dicembre 2026 per i comandi e i distacchi del personale delle società a controllo pubblico per l’attuazione del Pnrr.

Inoltre, la struttura della presidenza del Consiglio competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale potrà prorogare non oltre il 31 dicembre 2026 gli incarichi conferiti agli esperti del Dipartimento per la digitalizzazione.

Il differimento è finalizzato a garantire continuità ed efficacia ai programmi di trasformazione digitale avviati nell’ambito dei progetti previsti dal Pnrr, in attesa dello svolgimento delle procedure concorsuali già previste.

Via libera anche alla spesa di 1,6 milioni di euro nel triennio (400mila euro nel 2026, 800mila euro per il 2027 e 400mila euro per il 2028) in favore del ministero dell’Interno per consentire lo svolgimento delle attività di raccolta, elaborazione e diffusione dei dati relativi alle consultazioni elettorali e referendarie tramite lo sviluppo, la manutenzione evolutiva, adeguativa e correttiva del Sistema informativo elettorale (Siel), anche al fine della piena realizzazione della tessera elettorale in formato digitale.

Ok poi della commissione Bilancio di Montecitorio alla riduzione da 90 a 60 giorni del termine entro il quale le autorità competenti alla gestione del suolo pubblico adottano - salvo per i casi di espropriazione - le decisioni necessarie e rispettano procedure semplici, efficaci, trasparenti, pubbliche e non discriminatorie, nell’esaminare le domande per la concessione del diritto di installare infrastrutture elettroniche.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti