Immatricolazioni

Mercato auto, l’Europa recupera il 4,9% nel mese di ottobre

Stellantis recupera il 4,6% di volumi, crescono con percentuali double digit i gruppi cinesi come Saic e Byd mentre Tesla dimezza la quota di mercato

di Filomena Greco

Un dipendente lavora alla catena di montaggio della Volkswagen (VW) ID.3 della casa automobilistica tedesca Volkswagen, presso la "Fabbrica trasparente" (Glaeserne Manufaktur) della casa automobilistica tedesca Volkswagen (VW) a Dresda (Foto di JENS SCHLUETER / AFP)

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Il mercato dell’auto europeo registra a ottobre un milione e 91.904 registrazioni nell’area Ue più Uk e Efta, in recupero del 4,9% rispetto allo stesso mese del 2024. Un risultato che riduce il gap rispetto al 2019, anno pre-Covid - meno 10,1% mese su mese, - 17,3% se si guarda al periodo gennaio-ottobre - e che porta i volumi registrati da gennaio a crescere dell’1,9% sullo stesso periodo dell’anno scorso.

«La situazione insoddisfacente del mercato dell’auto riguarda tutti i paesi dell’Europa Occidentale compreso il Regno Unito, che della UE non fa più parte, ma che continua a mantenerne gli orientamenti politici in materia di transizione energetica» commenta il Centro Studi Promotor guidato da Gian Primo Quagliano. Tra i mercati europei, performa meglio la Spagna, con un incremento sullo stesso periodo dell’anno scorso del 14,9% e con un calo sulla situazione antecrisi del 10,2%. Segue il Regno Unito con una crescita del 3,9% e un gap del 14,1% rispetto al 2019. Per la Germania il recupero sull’anno scorso è lieve (+0,5%) ma il primo mercato europeo sconta un calo del 22% rispetto alla fase precedente al Covid.

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In Italia il confronto è negativo sia rispetto all’anno scorso (-2,6%) che rispetto alla situazione ante-crisi (-20,4%) mentre la Francia si colloca ultima nella classifica dei primi cinque mercati dell’area, con un calo del 5,4% nel gennaio-ottobre scorsi e del 27,5% rispetto alla situazione ante-Covid.

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In casa Stellantis, Gruppo che recupera il 4,6% di volumi mese su mese e riduce a -4,7% la contrazione nel periodo rispetto all’anno scorso, soffrono Jeep, DS e Peugeot. Volkswagen cresce del 6,5% nel mese e di oltre il 4% da gennaio ad ottobre, con tutti i brand in positivo tranne Porsche. Renault consolida il 10% di quota di mercato grazie a volumi in crescita nel mese e nel periodo mentre segnano il passo Hyundai e Toyota.

Tra le case emergenti, galoppa Saic Motors, al ritmo del 30% di volumi in più sul mese e nell’intero periodo mentre Tesla dimezza le immatricolazioni a ottobre. Corrono anche i cinesi di Byd che triplicano la quota di mercato nel mese (da 0,5 a 1,6) e la quadruplicano da inizio anno.

Il 10 dicembre prossimo Bruxelles renderà noti gli aggiustamenti al Regolamento per la decarbonizzazione del settore chiesti a gran voce dagli operatori nella fase del Dialogo competitivo avviato dalla presidente Von der Leyen. Nel frattempo Acea, l’Associazione delle case produttrici di auto europee, rimarca l’impossibilità di raggiungere gli obiettivi posti dalla Commissione europea al 2035 con il passaggio al 100% elettrico delle nuove immatricolazioni.

«L’attuale ritmo di crescita del mercato delle BEV per auto e furgoni indica che gli obiettivi di CO2 del 2030 e 2035 non sono più raggiungibili. Sebbene i produttori rimangano pienamente impegnati nell’obiettivo di neutralità climatica per il 2050 — e vedano l’elettrificazione come il principale percorso per decarbonizzare il trasporto — la realtà sul campo si è rivelata molto più complessa» scrive Acea ancora una volta.

I produttori fanno appello ad un approccio neutrale, che mantenga in vita le motorizzazioni plug in e Range extended e suggeriscono: «Eventuali emissioni residue da una piccola quota di veicoli non elettrici possono essere compensate in diversi modi, rinnovando le flotte di veicoli, aumentando l’uso di materiali a basso contenuto di carbonio o riciclati nella produzione, utilizzando carburanti più decarbonizzati o attraverso misure di rimozione del carbonio».

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