ACEA: gli obiettivi Ue per il 2030/2035 non sono raggiungibili
La mancanza di un supporto esterno all’industria automobilistica uno dei principali “colpevoli”
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I target dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni di CO2 di auto e furgoni entro il 2030 e il 2035 non sono raggiungibili né realistici, con il rischio che sfuggano alla portata del settore. Lo ha ribadito con forza l’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA), chiedendo a Bruxelles un approccio normativo più intelligente e flessibile per la transizione ecologica. Secondo l’ACEA il ritmo attuale di crescita del mercato dei veicoli elettrici è drammaticamente insufficiente.
L’associazione sottolinea come la quota di mercato sia inferiore al 16% per le auto e al 9% per i furgoni, numeri lontani da quelli necessari per centrare gli obiettivi intermedi al 2030. I motivi del mancato raggiungimento degli obiettivi sono legati principalmente al supporto esterno all’industria.
Per colpa di un ecosistema mancante, ovvero la diffusione dell’infrastruttura di ricarica, gli incentivi e la domanda dei consumatori i produttori di auto non riescono a tenere il passo con il ritmo imposto dalla legge. Il focus esclusivo sulle solo auto elettriche al 100% mette a rischio l’autonomia strategica e la competitività industriale europea, aumentando la dipendenza dalle catene di valore delle batterie asiatiche.
Inoltre, il segmento dei veicoli commerciali leggeri affronta sfide uniche, inclusi costi operativi elevati e, con l’elettrico, ridotta capacità di carico, richiedendo un approccio normativo distinto. L’ACEA non contesta l’obiettivo finale di neutralità climatica al 2050, ma chiede che la politica riconosca le “realtà del mercato” e adotti un percorso che supporti una transizione competitiva e guidata dal consumatore








