Dalle pensioni alla casa, le novità

Manovra 2024: in Senato, salvano pensioni medici, ok a fondo contrasto violenza

La commissione Bilancio del Senato ha concluso l’esame del Ddl di bilancio con la manovra 2024. L’emendamento del governo all’articolo 33 della manovra salva le pensioni di vecchiaia di medici, dipendenti di enti locali, maestri e ufficiali giudiziari

Articolo aggiornato alle 11:30 del 18 dicembre 2023

Superbonus e fondi contro la violenza, rush manovra

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La commissione Bilancio del Senato ha concluso l’esame del Ddl di bilancio con la manovra 2024: è stato approvato il mandato ai relatori Dario Damiani (FI), Guido Quintino Liris (FdI) ed Elena Testor (Lega). Il provvedimento arriverà in aula per il dibattito alle 17.00 di mercoledì 20 dicembre, per un primo voto venerdì mattina. Il Ddl di Bilancio dovrà poi passare alla Camera per il disco verde definitivo previsto nei giorni tra Natale e Capodanno.

Tra le proposte di modifica approvate dalla commissione c’è un emendamento del governo all’articolo 33 della manovra: salve dai tagli inizialmente previsti le pensioni di vecchiaia di medici, dipendenti di enti locali, maestri e ufficiali giudiziari. Restano penalizzate quelle anticipate ma c’è un taglio più soft per i sanitari con una riduzione di un trentaseiesimo del taglio per ogni mese in più di permanenza al lavoro. I dirigenti medici e gli infermieri potranno, se vorranno, rimanere al lavoro fino ai 70 anni. Passo indietro invece dell’esecutivo su una proposta di modifica che avrebbe previsto il pensionamento a 72 anni per i dirigenti medici ospedalieri.

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Semaforo verde della commissione anche ai quattro emendamenti del governo alla manovra che prevedono, tra l’altro, la rimodulazione dei fondi per il Ponte sullo stretto con una parte delle risorse prese dal Fondo di coesione. Ok anche alla cabina di regia per il disagio abitativo e ai fondi per i concorsi per il comparto della sicurezza. Approvato l’emendamento con il quale tutti i 40 milioni del “tesoretto” per le modifiche parlamentari spettante alle opposizioni sono stati impiegati per il contrasto alla violenza sulle donne.

Ok infine della commissione Bilancio del Senato all’emendamento dei relatori alla manovra riguardante la casa. Passa - dunque - la specifica sugli affitti brevi voluta da FI per cui la cedolare secca è al 21% per una delle case affittate e al 26% per le altre. Ok anche alle agevolazioni per il fondo di garanzia sui mutui sulla prima casa per le famiglie numerose e anche in base all’Isee.

Superbonus: Liris (FdI), ipotesi provvedimento ad hoc

Tra gli emendamenti alla manovra presentati nella notte e approvati dalla commissione Bilancio del Senato non risulta invece alcun intervento sul Superbonus. «Questi giorni e queste ore - ha spiegato il senatore di FdI Guido Quintino Liris, relatore della manovra, a margine della commissione Bilancio del Senato - sono state un momento di confronto con il governo e i vari ministeri ma soprattutto col Mef, abbiamo affrontato più volte questo tema e l’ipotesi su cui da subito ho lavorato, quello del Sal straordinario senza proroghe e senza onerosità sul 2024, che andava un po’ incontro ai paletti messi dal Mef, può essere calzante e vedere la luce. Lo può essere entro la fine dell’anno, non per forza col Milleproroghe che avrebbe delle difficoltà, ma c’è l’ipotesi di un provvedimento ad hoc».

Il via libera della Commissione agli emendamenti

La commissione Bilancio del Senato ha completato intorno alle 6 del mattino di lunedì 18 dicembre, al termine di una seduta notturna iniziata poco prima dell’1, l’esame di tutti gli emendamenti alla manovra. Dopo aver proceduto alla votazione di quelli dell’opposizione, la commissione ha dato il via libera a quelli del governo e successivamente a quelli dei relatori , oltreché agli emendamenti unitari delle forze di minoranza sui 40 milioni del “tesoretto” da destinare al contrasto alla violenza di genere e sui 2 milioni da destinare allo screening delle malattie rare e dei tumori. Terminata la seduta, è stato stabilito che la commissione si riunirà alle 10:00 per gli ordini del giorno, le dichiarazioni di voto e per dare, infine, il mandato ai relatori.

Dietrofront del Governo: non presenta l’emendamento sui medici

La giornata di domenica 17 dicembre ha registrato la decisione dell’esecutivo di non presentare la proposta di modifica sulle pensioni dei medici. Un cambiamento di strategia a tutti gli effetti, considerato che in un primo momento il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a margine di una riunione tra governo e maggioranza in commissione Bilancio del Senato, in riferimento alla riformulazione di un emendamento che avrebbe previsto il pensionamento a 72 anni per i dirigenti medici ospedalieri, aveva chiarito: «Il governo è pronto e ha un testo, ci sono anche proposte che vengono dalla maggioranza e dall’opposizione e vorremmo discuterne. Siamo disposti a ragionare». «La maggioranza - aveva poi aggiunto - è d’accordo, ora dobbiamo parlarne con l’opposizione».

La modifica

Inizialmente «il testo del governo prevedeva la pensione a 70 anni su base volontaria - aveva ricordato Ciriani - ma ci sono state tante richieste di modificare il testo dalla maggioranza e dall’opposizione. Il governo è favorevole, ha preparato un testo e valuteremo di estendere a 72 anni la possibilità ai dirigenti medici ospedalieri, anche allargandola ai docenti universitari». La misura, aveva poi aggiunto il ministro, non prevede l’innalzamento per gli infermieri, la cui età «resta a 70 anni» ma anche su questo punto «dovremo parlarne assieme a maggioranza e opposizione per vedere se si trova un punto unitario».

La protesta dei sindacati

Ma a seguito delle proteste dei sindacati, l’esecutivo ha alla fine deciso di fare un passo indietro. L’emendamento per l’innalzamento dell’età pensionabile dei medici e degli infermieri a 72 anni è «un insulto alla categoria, solo per salvare alcune lobby. Questa volta faremo le barricate e siamo disposti a indire nuovi scioperi da subito. Non si salva così la sanità pubblica», aveva sottolineato da Pierino Di Silverio, segretario del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri, l’Anaao Assome.

L’emendamento sui medici «non è mai stato depositato quindi non viene ritirato, era una proposta, una disponibilità da parte di governo e maggioranza a discutere, abbiamo visto che è scattato subito un dibattito gigantesco sulla questione che porterebbe via troppo tempo e forse ora non è il momento né l’ora per discutere una questione così importante. Verificheremo nei prossimi mesi», ha detto Ciriani. Ciriani ha spiegato che c’è stata un’interlocuzione con il ministero della Salute, che aveva condiviso l’iniziativa, ma «siccome è una questione complessa e controversa, le opposizioni e i gruppi vogliono discuterne approfonditamente, ora è un po’ troppo tardi, quindi non vale la pena», ha concluso.

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