
03 novembre 2025
Manovra 2026, l’Abi: «Da misure su fisco 800 milioni di mancati ricavi»
Saranno quattro i relatori per la legge di Bilancio in Senato, uno per ogni componente della maggioranza di centrodestra - Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Civici d’Italia-Udc-Noi Moderati - e l’ufficializzazione, secondo quanto viene confermato, dovrebbe arrivare giovedì 6 novembre, al termine del giro di audizioni
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3 novembre 2025
Abi, con Manovra maggior gettito da banche di 9,6 miliardi euro
«Le banche sono dirette destinatarie di un articolato insieme di misure. Complessivamente, il maggior gettito che ne deriva, per il quadriennio 2026-2029, ammonta a circa 9,6 miliardi di euro». È quanto ha ricordato il dg dell’Abi Marco Elio Rottigni in audizione alla commissione bilancio del Senato sulla Manovra.«Nei primi sei mesi del 2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente - ha aggiunto -, i principali gruppi bancari italiani hanno registrato una riduzione di circa il 6 per cento del margine di interesse; questa tendenza è attesa proseguire nel prossimo biennio». Secondo Rottigni il calo deriva «dalla riduzione dei tassi di interesse. Rispetto a novembre 2023, il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese a settembre 2025 è sceso di circa 220 punti base, quello sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso di circa 120 punti base». Il dg ha quindi ricordato come «in Italia la dinamica del credito mostra segnali di ripresa. Secondo i dati della BCE, a settembre 2025 i prestiti a famiglie e imprese sono aumentati dell’1,6 per cento su base annua, sei decimi di punto in più rispetto a giugno scorso e quasi tre punti percentuali oltre il valore registrato a fine 2024. La ripresa riguarda sia i prestiti alle famiglie sia quelli alle imprese ed è strettamente connessa all’evoluzione della domanda di credito». Per Rottigni «il contesto economico è incerto ed è elevata l’instabilità geopolitica, anche per l’introduzione dei dazi, con un impatto negativo sul commercio internazionale e sulla dinamica del Pil. In particolare, Il Fondo Monetario Internazionale stima un rallentamento dei tassi di crescita dell’economia. Le tensioni commerciali indotte dai dazi potrebbero essere accompagnate da interruzioni della catena di approvvigionamento, con ulteriori impatti depressivi sulla crescita. Lo conferma anche la recente dinamica crescente del valore dei credit default swaps sui titoli sovrani».
3 novembre 2025
Abi: da misure manovra su fisco 800 milioni di mancati ricavi
Nella manovra «le banche sono dirette destinatarie di un articolato insieme di misure» fiscali, complessivamente «il maggior gettito che ne deriva, per il quadriennio 2026-2029, ammonta a circa 9,6 miliardi di euro». Così i rappresentanti dell’Abi in audizione sulla manovra. Ele misure previste dalla Manovra sulle deducibilità fiscali comportano per le banche mancati ricavi di 800 milioni di euro al 2030. Lo afferma il dg dell’Abi Marco Elio Rottigni in audizione alla commissione bilancio del Senato secondo cui la legge prevede il «differimento di una parte delle quote di deducibilità previste per il periodo d’imposta 2027 dello stock delle svalutazioni e perdite su crediti» oltre a «una limitazione alla deducibilità delle perdite fiscali e delle eccedenze Ace sui maggiori imponibili in parola, per il periodo di imposta 2027 (al 54%». «Analogo intervento è poi previsto per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 (al 45%), per il quale già la Legge di bilancio per il 2025 aveva disposto il differimento delle deduzioni delle menzionate quote» ha detto. «Si tratta di un ulteriore differimento del recupero delle anticipazioni di imposta che si aggiunge a quanto previsto con la legge di bilancio 2025. È opportuno evidenziare che anche questo tipo di prelievo determina un costo per le banche misurabile come minor margine di interesse per il mancato impiego della liquidità, ad esempio, qualora tale liquidità, fosse stata investita sottoscrivendo titoli del debito pubblico avrebbe generato ricavi finanziari per circa 800 milioni di euro (fine orizzonte 2030)» ha concluso.
3 novembre 2025
Confimi: manovra timida, non incide su Pmi
«Priorità al caro energia e a una politica industriale stabile per restituire competitività alle Pmi. La manovra contiene alcuni segnali positivi, ma ancora timidi che non riescono a incidere pienamente nel mondo delle piccole e medie imprese». Lo ha detto Fabio Ramaioli, direttore generale di Confimi Industria, in audizione al Senato sulla manovra. «Tra le priorità assolute è richiesto un intervento strutturale sul caro energia, con misure di revisione delle accise e delle rendite delle società regolamentate, disaccoppiamento dei prezzi di gas ed elettricità, politiche di approvvigionamento a lungo termine e integrazione del mercato interno, per riportare i costi italiani in linea con la media europea e restituire competitività al sistema produttivo», ha spiegato il direttore generale di Confimi Industria. Confimi ha ricordato che il settore manifatturiero italiano sta attraversando una fase di «forte contrazione»: dal 1995 ad oggi le imprese sono passate da 744 mila a 497 mila, con una riduzione del peso sul totale nazionale dal 13,8% all’8,5%. «A perdere di più sono i comparti tradizionali - legno-arredo, tessile, carta ed elettronica - mentre resistono, ma con difficoltà, i settori più capitalizzati come la meccanica».
Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ANSA/MASSIMO PERCOSSI
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3 novembre 2025
Ddl Bilancio, Farmindustria: eliminare il payback per la competitività
«Occorre eliminare o ridurre fortemente le barriere non tariffarie che comprimono la spesa, a partire dal payback, migliorare le condizioni e i tempi di accesso ai farmaci, mantenere la possibilità per le aziende di praticare sconti, anche confidenziali, al Ssn in forma cash, per non penalizzare l’Italia nei confronti internazionali dei prezzi». Lo ha detto il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, nell’audizione sul ddl Bilancio alle commissione riunite Bilancio di Camera e Senato sottolineando «il percorso costruttivo intrapreso nell’attuale legislatura». Secondo Cattani «è necessario e urgente aumentare il tetto della spesa per acquisti diretti dell’1% o quantomeno dello 0,5%, escludere dalla spesa soggetta al tetto i plasmaderivati e introdurre da subito meccanismi value-based di misurazione della spesa all’interno del percorso terapeutico». «Una logica in investimento e di reale efficienza - continua - che può consentire di avviare un percorso di superamento del meccanismo stesso del payback, da completarsi nell’ambito del Testo unico sulla legislazione farmaceutica, che rappresenta una opportunità molto positiva di modernizzazione del sistema».
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3 novembre 2025
Manovra, Alleanza Coop: servono più risorse a filiere colpite da dazi
Il recupero dell’equilibrio dei conti pubblici è un punto di partenza importante che, però, non esime Alleanza delle Cooperative Italiane (Confcooperative, Legacoop, Agci) dall’evidenziare la necessità di rimuovere le criticità che non rendono accessibili tutte le misure alle imprese cooperative, e di prevedere più risorse per le imprese e per le filiere colpite dai dazi. È questa la posizione espressa nell’audizione sul disegno di Legge di Bilancio davanti alla Commissione Bilancio del Senato.
3 novembre 2025
Federdistribuzione: estendere taglio Irpef fino a 60mila euro
Federdistribuzione «ritiene importante indirizzare gli sforzi su interventi di carattere strutturale, finalizzati a sostenere famiglie e imprese, incentivando i consumi interni». Lo ha detto Marco Pagani, direttore Normativa e Rapporti Istituzionali di Federdistribuzione, in audizione al Senato sulla manovra, sottolineando quindi «l’esigenza di estendere la riduzione Irpef al 33% fino a 60.000 euro di reddito». Inoltre Federdistribuzione chiede «lo stralcio della misura che limita le compensazioni dei crediti d’imposta, che rischia di penalizzare le imprese più di quanti vantaggi apporti all’Erario», e di «rendere strutturale il nuovo iper-ammortamento per l’acquisto di beni strumentali». Federdistribuzione propone poi «di innalzare dal 50% al 75% il valore di terreni immobili agevolabili tramite Zes e di estendere la detassazione degli incrementi contrattuali anche agli aumenti di retribuzione applicati nel 2026 sulla base di contratti nazionali stipulati nel 2024», ha concluso Pagani.
3 novembre 2025
Ddl bilancio, Orsini: ci sono margini di miglioramento in Parlamento
Per la legge di bilancio c’è un «margine» di miglioramento in ottica di favorire la crescita. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dell’assemblea di Confindustria Bergamo. «Noi abbiamo detto da subito che preferivamo una manovra che avesse molta più crescita. Condividiamo il fatto che comunque si voglia mantenere i conti in ordine perché, da un certo punto di vista fa bene al Paese, però in un momento come questo dove abbiamo gli Stati Uniti che cercano di attrarre le nostre imprese, la Cina che cerca di invadere il nostro continente coi propri prodotti, noi abbiamo bisogno di essere competitivi», ha affermato Orsini. In merito alle possibilità di miglioramento, «il margine secondo me c’è. Nel dibattito parlamentare sia alla Camera sia al Senato, secondo me si possono costruire le condizioni» perché in particolare «la misura sull’iper e super ammortamento possa essere triennale», ha proseguito Orsini, ribadendo che al Paese «serve un piano industriale che abbia una visione». Inoltre, «credo che ci sia spazio anche sul Pnrr su cui serve fare una discussione per rimettere in campo ovviamente i fondi non utilizzati e soprattutto serve correre sull’energia, perché oggi il costo dell’energia rischia di mandarci fuori quota competitività e questo per noi è fondamentale», ha concluso Orsini.
3 novembre 2025
Manovra, Confetra: stabilizzare Ires premiale per imprese virtuose
«Stabilizzare l’Ires premiale per le imprese virtuose, escludere la logistica e la spedizione dai contributi e dalla competenza di Art e Agcom, e correggere la norma che vieta la compensazione dei crediti d’imposta con i versamenti previdenziali e assicurativi. Si tratta di interventi indispensabili per tutelare competitività, occupazione e investimenti del comparto logistico». Sono le richieste avanzate da Confetra nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera sul disegno di legge di Bilancio 2026.
3 novembre 2025
Confapi: contro dazi Usa credito imposta fino al 30%
«Per contrastare i dazi statunitensi proponiamo di integrare la Manovra con un pacchetto straordinario di misure dedicate a mitigarne l’impatto e favorire la diversificazione dei mercati come un credito d’imposta fino al 30% per le spese di internazionalizzazione e di riconversione produttiva verso mercati alternativi; fondi compensativi o contributi a fondo perduto per le imprese più colpite; il ripristino della misura Simest per la patrimonializzazione delle Pmi esportatrici». Lo ha detto il vicepresidente di Confapi, Francesco Napoli, in audizione al Senato sulla manovra.
3 novembre 2025
Ddl Bilancio, Fnopi: positive le misure previste e l’attenzione agli infermieri
«Esprimiamo apprezzamento per le previsioni contenute nella legge di Bilancio 2026, che dimostrano attenzione sui problemi della sanità in Italia e un segnale concreto verso le professioni infermieristiche». Lo afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) nell’audizione delle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato sul ddl Bilancio, sottolineando che «le misure previste rappresentano un importante riconoscimento dell’essenzialità e del valore del ruolo degli infermieri all’interno del Servizio sanitario nazionale, collocandosi nel solco della continuità rispetto a quanto già previsto dalla scorsa manovra». La Fnopi accoglie «positivamente la previsione di aumenti retributivi attraverso l’ulteriore incremento dell’indennità di specificità infermieristica, da 285 a 480 milioni, nonché la tassazione agevolata con imposta sostitutiva al 15% sui compensi erogati per prestazioni aggiuntive svolte dal personale sanitario».
3 novembre 2025
Manovra, i commercialisti: impianto positivo ma servono modifiche su dividendi e professionisti
«L’impianto normativo complessivo del disegno di legge è positivo e potrà essere migliorato e completato in sede parlamentare. Positivi innanzitutto gli interventi di riduzione della pressione fiscale nei confronti del ceto medio con il taglio dal 35 al 33 per cento dell’aliquota del secondo scaglione di reddito dell’Irpef tra 28 e 50mila euro. Apprezzamento anche per le misure di sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti consistenti nella riduzione dal 5 all’1 per cento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato o sulle partecipazioni agli utili d’impresa e nel contestuale incremento da tremila a cinquemila euro delle somme agevolabili, nonché le misure a sostegno delle imprese, con la reintroduzione dell’iper-ammortamento – che si auspica possa diventare, quanto prima, strutturale – e la conferma, per il triennio 2026-2028, del credito d’imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (zes) e del credito d’imposta per le zone logistiche semplificate (zls)». È il giudizio sulla manovra espresso in audizione parlamentare da una delegazione del Consiglio nazionale dei commercialisti guidata dal consigliere tesoriere delegato alla fiscalità, Salvatore Regalbuto, accompagnato dal coordinatore dell’area fiscalità della Fondazione nazionale della categoria, Pasquale Saggese.
3 novembre 2025
Confprofessioni: «Fisco pesa più su autonomi, che su dipendenti»
«Sempre nell’ottica di una piena attuazione della riforma fiscale, Confprofessioni sostiene da sempre l’obiettivo prioritario dell’equità orizzontale», e «soggetti che realizzano lo stesso ammontare di reddito devono essere sottoposti al medesimo carico fiscale, a prescindere dall’attività svolta. Ad oggi, a parità di reddito, permangono significative differenze in termini di prelievi fiscali tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi - a tutto danno di questi ultimi». Lo si legge nella memoria che la Confederazione presieduta da Marco Natali e che, rappresentata dal vicepresidente Andrea Dili, ha sottoposto oggi alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, in un’audizione sulla Legge di Bilancio.
3 novembre 2025
Manovra, consulenti del lavoro: bene misure su rinnovi contrattuali e premi produttività
Estremamente positiva la misura volta all’adeguamento salariale al costo della vita e al rafforzamento del legame tra produttività e retribuzione. Tale previsione, infatti, rappresenta un intervento di grande rilievo e pienamente condivisibile. È quanto sottolinea il Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro in audizione presso le commissioni bilancio di Camera e Senato in merito all’esame del Disegno di legge di Bilancio 2026 in merito alle disposizioni sulla tassazione dei rinnovi contrattuali, dei premi di produttività e del trattamento accessorio. Secondo i consulenti del lavoro «si coglie e si condivide appieno la volontà di incentivare la contrattazione collettiva quale strumento privilegiato di regolazione dei rapporti di lavoro e di promozione della produttività, attribuendo al contempo maggiore valore al ruolo delle parti sociali nel definire un equilibrio equo e sostenibile tra esigenze d’impresa e tutela dei lavoratori».
3 novembre 2025
Manovra, la Cgil: «Risorse insufficienti per la sanità»
«Il Disegno di legge di Bilancio prevede risorse del tutto insufficienti ad affrontare il drammatico sottofinanziamento della sanità pubblica. Il Governo decide dolosamente di ridurre la quota di ricchezza del Paese da destinare alla sanità pubblica imponendo alle persone di pagare per curarsi, se possono permetterselo. Dal suo insediamento nel 2022, ha previsto di tagliare quasi mezzo punto di Pil destinato alla sanità, pari a 9 miliardi di euro in meno all’anno. Si continua su questa strada, con un pericoloso arretramento del servizio pubblico. Questa è la verità dei numeri». È quanto dichiara la segretaria confederale della Cgil Daniela Barbaresi. Come si evidenzia nell’elaborazione dell’area “Stato sociale” della Cgil nazionale, «nel 2025 per il Fabbisogno sanitario nazionale sono previsti 136,5 miliardi di euro, pari a 6,05% del Pil, in rapporto al quale il finanziamento per il Ssn tocca il valore più basso degli ultimi decenni. Il Disegno di Legge di Bilancio 2026 porta il Fabbisogno sanitario nazionale del 2026 ad appena il 6,15% del Pil, pari a 142,9 miliardi di euro, prevedendo un incremento di 2,4 miliardi e 2,65 miliardi rispettivamente per il 2027 e 2028».
3 novembre 2025
Gimbe: «Nella manovra c’è un rischio di definanziamento della sanità pubblica»
Nella manovra 2026 il rischio per la sanità pubblica è «un nuovo definanziamento strutturale”. È l’allarme lanciato oggi dalla Fondazione Gimbe durante l’audizione davanti alle Commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera, dove sono stati presentati i dati sull’andamento del Fondo Sanitario Nazionale (Fsn). «A fronte di miliardi sbandierati in valore assoluto, la sanità pubblica ha perso in quattro anni l’equivalente di una legge di bilancio, mentre per cittadini e Regioni crescono liste di attesa, spesa privata e diseguaglianze di accesso», spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione. Secondo Gimbe, tra il Fondo sanitario nazionale effettivo e quello che si sarebbe ottenuto mantenendo stabile il livello di finanziamento al 6,3% del PIL del 2022, si registra un gap cumulato di 17,5 miliardi di euro nel periodo 2023-2026. L’apparente aumento delle risorse, sottolinea la Fondazione, nasconde dunque una progressiva riduzione della quota di Pil destinata alla sanità, che dal 6,3% del 2022 scende al 6,05% nel 2027 e al 5,93% nel 2028. Secondo Gimbe, inoltre, oltre 430 milioni delle misure annunciate sono finanziate con fondi di manovre precedenti. La Fondazione propone di rinominare l’articolo 63 in “Fabbisogno Sanitario Nazionale Standard” e di indicare per ciascun anno gli importi effettivi del Fsn, chiedendo un rifinanziamento strutturale per invertire il trend di disinvestimento iniziato oltre un decennio fa.
3 novembre 2025
Greenpeace: «In manovra priorità alle spese militari»
«Ancora una volta è stata data priorità alle spese militari, prevedendo un nuovo aumento di bilancio per la difesa. L’attuale corsa al riarmo non sta aumentando la sicurezza delle persone, come raccontano i sostenitori di questa spesa, ma sta contribuendo al deterioramento del livello globale di pace, come rilevano i principali indici internazionali», ha dichiarato Sofia Basso, membro dell’unità investigativa sui temi della pace e del disarmo di Greenpeace in audizione sulla manovra. «Nel 2024 la spesa militare globale ha raggiunto i 2718 miliardi di dollari, 9,4% in più rispetto al 2023, a sua volta in crescita rispetto all’anno precedente, in linea con il repentino aumento registrato a partire dallo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022 e con il drammatico acuirsi delle tensioni internazionali. Anche in Italia le spese militari sono in forte crescita con un incremento del 25% negli ultimi cinque anni, pari a 6,4 miliardi di euro in più. Aumenti record che però il governo non ritiene sufficienti tanto che l’Italia si è impegnata a portare la spesa per la difesa al 5% del Pil entro il 2030 come richiesto dal vertice Nato del giugno scorso. I principali beneficiari di questo contesto sempre più remunerativo sono le imprese impegnate nella produzione e nel commercio degli armamenti», ha aggiunto.
3 novembre 2025
Manovra, Wwf: servono 3 miliardi per la messa in sicurezza del territorio
Un fondo per l’adattamento au cambiamenti climatici con 3 miliardi per la sicurezza del territorio. È quanto propone il Wwf Italia in audizione al Senato insieme ad altre sigle ambientaliste e del terzo settore sulla Manovra che, secondo l’associazione contiene «misure di breve respiro, senza strumenti decisivi per l’efficenza egernetica e la produzione di energia green».
3 novembre 2025
Manovra: verso nomina quattro relatori giovedì dopo le audizioni
Saranno quattro i relatori per la legge di Bilancio in Senato, uno per ogni componente della maggioranza di centrodestra - Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Civici d’Italia-Udc-Noi Moderati - e l’ufficializzazione, secondo quanto viene confermato, dovrebbe arrivare giovedì 6 novembre, al termine del giro di audizioni. Mentre il termine per la presentazione degli emendamenti non è ancora fissato, l’approdo in Aula della legge di Bilancio è già previsto nel calendario dei lavori a partire dal 24 novembre.
3 novembre 2025
Giovannini (ASviS): «Assenti in manovra alcuni impegni»
«Non è una sorpresa che nella legge di bilancio non si trovino una serie di impegni che il nostro paese ha preso, anche recentemente, per esempio a Siviglia. Abbiamo un problema di coerenza complessiva tra quello che si dichiara, quello che si approva e quello che avviene». Così Enrico Giovannini, co-fondatore e direttore scientifico dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), nel corso delle audizioni sulla manovra in commissione Bilancio al Senato. «Nel rapporto ASviS abbiamo mostrato l’andamento dei vari indicatori dell’agenda 2030 e purtroppo ricordo che per ben sei goal la condizione dell’Italia è peggiore rispetto al 2010 e anche rispetto all’anno scorso ci sono dei passi indietro», ha aggiunto. «Il punto cruciale è che l’Italia ha assunto una serie di impegni, anche con questo governo: se tutto andrà bene, ne riusciremo a portare a casa il 29%, per cui non raggiungeremo gli obiettivi assunti a livello europeo o anche quelli assunti dalla strategia nazionale di sviluppo sostenibile approvata da questo governo a settembre del 2023. C’è una profonda contraddizione».
3 novembre 2025
Forum Terzo settore: la manovra consideri le emergenze sociali
«Ci sembra che gli obiettivi di questa manovra, per qualche misura condivisibili, tendano essenzialmente a concentrarsi su due temi: il contenimento del deficit al di sotto del 3% e il sostegno ai ceti medi. Sono orientamenti comprensibili e accettabili dal nostro punto di vista, ma crediamo che la manovra debba porre maggiore attenzione ad alcune emergenze sociali, in particolare al contrasto delle disuguaglianze, all’investimento sulla coesione sociale e sulla sicurezza sociale». Così Maurizio Mumolo, direttore del Forum nazionale del Terzo settore, nel corso delle audizioni sulla manovra in commissione Bilancio al Senato. «Sul tema della povertà, non possiamo che riscontrare positivamente il fatto che vi è un aumento di stanziamenti per l’assegno di inclusione per lati di 500 milioni di euro. Tuttavia non possiamo non considerare il fatto che a oggi beneficiano di questa misura 647 mila famiglie a fronte di una povertà che aggredisce circa 2 milioni di famiglie. Andrebbero per questo incrementate le risorse a disposizione». «Altro tema - prosegue Mumolo - è quello della condizione dei disabili. Accogliamo con favore il fatto che finalmente vi sia un fondo per i caregiver, a partire dall’anno prossimo, misura attesa da tempo. Non ci sono progetti, però, di cure individuali e la misura relativa ai progetti di vita, quest’anno subisce un’ulteriore riduzione da 25 milioni a 22 milioni». «Sulla povertà educativa minorile crediamo sia positivo il fatto che si siano stanziati 60 milioni per il fondo sull’attività socio-educative. Tuttavia il fondo nazionale per la povertà educativa minorile rimane al palo con solo 3 milioni di euro di disponibilità», aggiunge Mumolo. “Concludo con le misure riguardanti specificamente il terzo settore. A fronte di apprezzamenti che ogni giorno i media, ma anche le istituzioni, rivolgono all’organizzazione del settore per l’opera che svolgono, constatiamo però che vi sia una decurtazione delle risorse per i progetti nazionali che passano da 62 milioni a 54 milioni di euro. Queste sarebbero le uniche risorse a disposizione per progetti nazionali di 130 mila”. (ANSA).
3 novembre 2025
Liverani (Ania): se richieste eque non ci tireremo indietro
Le compagnie assicurative italiane faranno la loro parte per il contributo chiesto dal Governo per finanziare la legge di bilancio. «Se le richieste sono proporzionate, eque e ragionevoli non ci tireremo indietro neanche questa volta» afferma il presidente dell’Ania, Giovanni Liverani, interpellato a margine di un evento della Fondazione Ania. Liverani, che domani sarà ascoltato in audizione in Senato sulla manovra, aggiunge tuttavia il disappunto per lo sforzo aggiuntivo richiesto ogni anno. «Dispiace vedere che ogni anno si chieda al settore uno sforzo aggiuntivo ma vorremmo che si comprendesse la potenzialità dello strumento che non va indebolito ma va rafforzato». In generale, prosegue Liverani «se l’Italia migliora, se la spesa pubblica è sotto controllo» e gli indicatori del Paese vanno bene «siamo tra i primi a beneficiarne» perché si diffonde un clima di fiducia.
3 novembre 2025
Asstra: preoccupa definanziamento a rinnovo contratto Tpl
«Siamo preoccupati per un parziale definanziamento dei finanziamenti per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri». Così il direttore generale di Asstra, Emanuele Proia, in audizione al Senato sulla manovra, spiegando che il contratto di settore è stato rinnovato a marzo scorso «con un impegno del governo a garantire fin dal primo anno il finanziamento del contratto attraverso il maggiore gettito del riallineamento delle accise sui carburanti» ma nella Legge di bilancio «il maggior gettito è stato destinato non più al Tpl, o meglio al rinnovo del contratto, ma alla legge per l’attuazione della delega fiscale», ha sottolineato Proia. «Rimanendo al settore, la parte del gettito, relativo a 1,5 centesimi, quindi a regime con tali importi riusciamo a coprire il 30-40% del contratto», ha avvertito, e dunque «una situazione non in linea con l’accordo sul rinnovo del contratto», ha concluso il direttore generale di Asstra.
3 novembre 2025
Conftrasporto: no a stop compensazione crediti
«La conferma di proseguire su una strada di messa in sicurezza dei conti pubblici è certamente apprezzabile, anche in considerazione del contesto internazionale incerto, ma nonostante questa visione condivisibile ci sono una serie di interventi su cui si può chiedere un approfondimento per garantire maggiore competitività alle imprese». Così il segretario generale di Conftrasporto, Renato Imbruglia, in audizione al Senato sulla legge di bilancio 2026. Tra i punti da rivedere, ha sottolineato, «l’introduzione del divieto di compensazione dei crediti d’imposta ai fini delle posizioni contributive e previdenziali è una misura particolarmente critica per l’autotrasporto merci». Infatti «le imprese utilizzano gli importi generati dal rimborso parziale delle accise per compensare i contributi Inps e Inail e il divieto che si intende imporre rischia di paralizzare l’operatività delle imprese», ha avvertito Imbruglia.
3 novembre 2025
Svimez: se Lep senza coperture difficile attenuare divari
«Con Lep sociali senza copertura rischio cristallizzazione divari di cittadinanza». È quanto ha segnalato Svimez nell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera sulla manovra. Il ddl di bilancio «prevede che nell’allocazione delle risorse si tenga conto “degli effettivi beneficiari dei servizi”, riproponendo in tal modo il criterio della spesa storica che perpetuerebbe le differenze attuali». «La manovra - afferma Svimez - compie passi limitati e al di fuori di un piano organico verso l’attuazione del federalismo fiscale regionale, milestone del Pnrr da completare entro aprile 2026. In particolare, il ddl si occupa di Lep in materia di assistenza e istruzione (limitatamente all’istruzione universitaria), lasciando ancora indeterminati i Lep relativi all’istruzione professionale e al trasporto pubblico locale. Riguardo all’assistenza in larga parte il Ddl sistematizza i Lep già previsti dalla legislazione vigente, accorpandoli in un “Sistema di garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni nel settore sociale” con due novità: l’introduzione di un Lep relativo alla presenza di una équipe multidisciplinare in ogni ambito territoriale sociale (nella misura di uno psicologo ogni 30.000 abitanti e un educatore socio-pedagogico ogni 20.000), nonché quella di un LEP relativo ai servizi domiciliari socio-assistenziali per i soggetti non autosufficienti (nella misura di un’ora a settimana).
Sono previsti nuovi stanziamenti solo per le équipe multidisciplinari (0,2 miliardi a decorrere dal 2027), mentre per il secondo dei nuovi LEP devono provvedere le amministrazioni regionali e locali con le risorse disponibili nei loro bilanci. Anche gli altri Lep già previsti dalla normativa sono finanziati con le risorse disponibili a legislazione vigente. La Commissione tecnica fabbisogni standard (Ctfs) dovrà definire i criteri di riparto».
3 novembre 2025
Fimaa: l’aumento sugli affitti brevi non serve a nessuno
«Siamo molto preoccupati dell’articolo di questa legge di Bilancio che riguarda l’innalzamento della cedolare secca sugli affitti brevi dal 21% al 26% perché non serve a nessuno». Lo ha detto Maurizio Pezzetta, vicepresidente nazionale di Fimaa, la Federazione italiana mediatori agenti d’affari nel corso delle audizioni sulla manovra 2026 in commissione Bilancio. “La pensiamo tutti alla stessa maniera”, ha aggiunto. Pezzetta ha ribadito quanto già anticipato via documento, ovvero che “la carenza di immobili destinati alla locazione a medio e lungo termine non è riconducibile alla crescita degli affitti turistici” che sono “meno del 2% del totale delle abitazioni italiane”. Il nodo vero, per la federazione, è piuttosto quello delle case vuote e sfitte per “la fiscalità elevata o i contratti poco flessibili e i rischi di morosità”. (ANSA).
3 novembre 2025
Gestori affitti brevi: aumento cedolare a 500mila famiglie ceto medio
«Su 9,6 milioni di seconde case, quelle destinate ad affitti brevi turistici sono 500mila: significa che 9 milioni di case sono non utilizzate, e il legislatore dovrebbe soffermarsi su questo aspetto. Ad oggi l’articolo 7 (con l’aumento del’aliquota dal 21 al 26%, ndr) di fatto sta colpendo 500mila famiglie del ceto medio. Non stiamo parlando di fondi di investimento o società di capitali che vengono a sfruttare il patrimonio italiano ma delle famiglie medie». Così i rappresentanti dell’Associazione italiana gestori affitti brevi (Aigab), che raggruppa società che gestiscono circa 42mila immobili, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra. «Considerato che il governo Meloni è un governo politico e non tecnico, considerando che i vicepresidenti del Consiglio, Salvini e Tajani, si sono già espressi a sfavore di questo articolo, chiediamo lo stralcio dell’articolo 7 e il mantenimento dell’attuale formulazione legislativa, con l’aliquota della cedolare secca al 21% sulla prima casa, e di cercare altrove i 100 milioni che sembrano essere il valore della norma, in altri settori dell’ospitalità dove tante volte c’è il sommerso», ha affermato Aigab, «se la ratio della norma è quella di spostare le case attualmente destinate ad affitti brevi in quello del mercato degli affitti tradizionali, questo andrebbe fatto con altre norme».
3 novembre 2025
Al via le audizioni sulla manovra, oggi sentiti in 50
Si apre con una raffica di audizioni il percorso della manovra in Parlamento. Un lavoro preliminare che si concluderà con l’audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in programma giovedì. Intanto i soggetti auditi (48 solo nella prima giornata avanzeranno le proprie proposte): da una suora membro dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia ai gestori degli affitti brevi passando per le associazioni ambientaliste, i commercialisti, i rappresentanti dei cinema fino all’Abi.
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