Borsa

Lusso, rialzo dei titoli in Europa su ipotesi riapertura Hormuz

Sulla piazza di Parigi corrono attorno al 5% di progresso a metà seduta tutti i grnadi gruppi del comparto: Lvmh, Kering e Hermès

di Monica D'Ascenzo

 REUTERS/Gonzalo Fuentes/File Photo REUTERS

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Il possibile disgelo tra Stati Uniti e Iran, con l’ipotesi di una riapertura dello Stretto di Hormuz e di un allentamento del regime sanzionatorio sul petrolio, riporta improvvisamente il tema geopolitico al centro delle dinamiche di mercato e innesca un rapido repricing sugli asset più sensibili al ciclo globale dei consumi. In questo contesto, il settore del lusso europeo accelera con decisione nel corso della seduta, interpretando lo scenario come un potenziale alleggerimento dei rischi macro e un miglioramento delle prospettive di domanda internazionale.

Il settore del lusso si conferma tra i principali beneficiari del movimento risk-on, in una fase in cui gli investitori stanno riconoscendo nelle quotazioni dei titoli la possibilità di una riduzione del rischio geopolitico in Medio Oriente, area che incide sia sulle dinamiche energetiche sia sulla fiducia dei consumatori a livello globale.

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In questo contesto a metà seduta sulla piazza parigina Lvmh segna un progresso attorno al 5%, mentre Kering mette a segno un progresso del 5,9% ed Hermès del 5%. In evidenza a Londra anche Burberry, in rialzo del 4%. Tra i titoli del segmento premium europeo, andamento più contenuto ma positivo per Moncler (+1,8%) e Brunello Cucinelli (+1,5%), mentre a Francoforte Hugo Boss segna un progresso dello 0,8%. Quest’ultimo l’11 giugno aveva registrato un rally in Borsa sulla spinta dell’Opa da quasi 2 miliardi di euro lanciata dal gruppo britannico Frasers muovendosi sopra al prezzo dell’Opa. Frasers, che è già maggiore azionista di Hugo Boss con una quota attorno al 26%, mercoledì dopo la chiusura della seduta ha annunciato la decisione di lanciare un’offerta pubblica d’acquisto a 38 euro per azione in contanti sul 74% delle azioni che non controlla, con un premio del 4,3% rispetto al prezzo di chiusura, per un importo complessivo di 1,978 miliardi di euro.

Tornando ad oggi il comparto era stato nelle ultime settimane tra i più esposti alle tensioni in Medio Oriente, con impatti non solo diretti sulla domanda regionale, che rappresenta una quota mid single digit per molte maison, ma anche indiretti attraverso la riduzione dei flussi turistici e il deterioramento del “feel-good factor”, elemento chiave per la spesa discrezionale.

Stime positive per Lvmh

Attese positive per il secondo trimestre 2026 per Lvmh, che pubblicherà i risultati a fine luglio 2026. Il mercato si attende un’accelerazione della crescita organica dopo il +1% registrato nel primo trimestre e secondo quanto riportato da un report odierno di Barclays il gruppo dovrebbe riportare un aumento delle vendite del +2,6% su base organica, in linea con il consenso Bloomberg, sostenuto soprattutto dal contributo dei segmenti Watches & Jewellery e Selective Retailing, mentre il Fashion & Leather Goods (FLG) rimane più debole e sotto le attese.

In particolare, il comparto Fashion & Leather Goods è atteso in crescita organica dello 0,7% nel secondo trimestre 2026, in lieve revisione al ribasso rispetto alla precedente stima dello 0,9% e inferiore al consenso all’1,8%, con una dinamica geografica eterogenea che vede gli Stati Uniti in accelerazione fino al +5%, la Corea del Sud al +7% e la Cina al +2% organico dopo il flat del primo trimestre, anche se alcuni analisti segnalano che la traiettoria del consumatore cinese potrebbe risultare meno favorevole rispetto alle attese implicite nei confronti statistici, considerando la base comparativa particolarmente forte del 2Q24. Il segmento beneficerebbe comunque del contributo di Dior grazie al lancio di nuovi prodotti che dovrebbero sostenere ulteriormente le vendite, mentre sul fronte della redditività la stima del margine operativo del FLG per il primo semestre 2026 viene rivista al 33,5%, in calo di 120 punti base su base annua rispetto al -100bp precedente e leggermente sotto il consenso al 33,7%.

Più favorevole il quadro per il segmento Watches & Jewellery, atteso in crescita dell’8% organico nel 2Q26, in accelerazione dal precedente +7% e superiore al consenso al +5,2%, con un contributo equilibrato tra Tiffany & Co. e Bulgari, entrambe sostenute da un diffuso aumento dei prezzi nel settore gioielliero. In particolare Tiffany & Co. avrebbe aumentato i listini fino al 12% dall’inizio del secondo trimestre dell’anno precedente, elemento che supporta la revisione al rialzo delle stime di crescita del comparto, mentre i margini restano invariati con un’espansione attesa di circa 40 punti base nel primo semestre 2026, poiché la forte crescita dei ricavi dovrebbe essere solo parzialmente compensata da pressioni su materie prime e cambi.

Anche il segmento Selective Retailing dovrebbe contribuire positivamente, con una crescita organica attesa del +5% nel 2Q26, superiore al consenso al +3,5%, delineando così un quadro complessivo in cui la crescita del gruppo appare sostenuta ma ancora caratterizzata da una marcata divergenza tra le diverse divisioni operative.

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