Viaggio negli Its Academy

Logistica e trasporti, a Verona Last è il polo leader

Casa madre all’Interporto di Verona, un’eccellenza nella formazione di talenti, a ottobre partiranno dieci nuovi percorsi

di Nicoletta Cottone e Claudio Tucci

Logistica e trasporti, a Verona Last è il polo leader nella formazione di talenti

3' di lettura

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Il Sole 24 Ore dedica una serie di video agli Its Academy, la punta di diamante della formazione che sostiene l’inserimento dei giovani nelle imprese. Ospite di questa puntata l’Its Academy Last, casa madre all’Interporto di Verona, un’eccellenza nella formazione di talenti nel settore della logistica e dei trasporti. A ottobre partiranno dieci nuovi percorsi in tutto, fra il primo e il secondo anno, l’Its Last, frequentato da 450 studenti. Una eccellenza nella formazione dei talenti nell’ambito della mobilità sostenibile, attiva dal 2011. Il tasso di occupazione a un anno dal titolo di studio è del 95 per cento. Circa il 70% della docenza proviene dal mondo produttivo e ci sono più di 400 imprese collegate, sia piccole sia multinazionali, per le quali è fondamentale poter contare su manodopera qualificata. Ne abbiamo parlato con il presidente di Its Academy Last Silvano Stellini e con la direttrice Laura Speri.

Servono tecnici in grado di conoscere l’intera catena della supply chain

I corsi dell’Its Last sono tutti di 1.900 ore, tutte svolte in aula, in attività laboratoriali, e “on the job”. Una piccola chicca sono le esperienze Erasmus di tre mesi, 13 settimane in totale, per completare il bagaglio di lingue straniere e soft skill a vantaggio dei ragazzi. «La logistica come disciplina è entrata anche nelle nostre case, nelle nostre aziende. È entrata anche in aziende non di logistica. Servono quindi studenti tecnici in grado di conoscere l’intera catena della supply chain. Questo ha fatto aumentare il fabbisogno e noi facciamo fatica a star dietro al fabbisogno che hanno le aziende. Cresce anche il tema internazionalizzazione che è diventato per le aziende di logistica un tema fondamentale così come il tema della sostenibilità.

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Tasso di occupazione al 95 per cento

L’ultimo monitoraggio Indire conferma l’Its Academy Last in vetta. «Siamo davvero orgogliosi di questo risultato. È il quarto anno consecutivo - sottolinea Speri - che il 100% dei nostri percorsi ottiene la premialità. Questo è sicuramente dovuto al tasso di occupazione, coerente con l’ambito di riferimento del percorso. Siamo sul 95 per cento. Quindi riusciamo ad attrarre studenti, si iscrivono da noi, fanno le selezioni e davvero pochi si ritirano. Questo è indice sicuramente di qualità. E poi sicuramente l’esperienza all’estero non solo per gli stage all’estero, ma anche visite didattiche che accrescono il valore del nostro percorso».

Nel campus universitario di Verona i lavoratori del Last

Il Pnrr ha investito 1,5 miliardi in questo settore, ma il finanziamento aggiuntivo terminerà nel 2026. «Stiamo ristrutturando un immobile - sottolinea Stellini - per realizzare laboratori e aule. Laboratori di eccellenza virtuali e reali che riguardano la logistica, il settore dell’automotive. In questo modo i nostri studenti sono in grado di simulare processi reali aziendali che troveranno in azienda. Realizzeremo nuovi laboratori tra dicembre e marzo 2026 e saranno l’eccellenza nazionale. Li realizzeremo dentro il Campus universitario di Verona Santa Marta. Quindi i nostri studenti entrano all’interno dell’università. Questo è un dato di orgoglio che credo piaccia ai nostri studenti e anche alle nostre aziende».

Dopo il Pnrr serve un finanziamento ordinario più importante

Tutte le nuove opportunità, laboratori e poli di eccellenza contano sul finanziamento del Pnrr che terminerà nel 2026. Poi cosa succede? «Il Pnrr ha dato una forte spinta. Abbiamo aumentato il numero di iscritti, creato dei laboratori innovativi meravigliosi, strutturato e organizzato le nostre fondazioni e questo va mantenuto. Ma con il finanziamento ordinario che abbiamo avuto finora, i 48 milioni a livello nazionale, è impensabile. Dopo il Pnrr si parla di un finanziamento ordinario più importante, 300 milioni l’anno, che sarebbe il minimo per poter continuare a gestire questi laboratori e a gestire le strutture così come sono state organizzate finora. Fondamentale anche la comunicazione. «È stata data una spinta a far conoscere questo sistema di eccellenza e dobbiamo però ancora continuare su questa strada. Una strada ancora lunga».

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