Formazione d’avanguardia

Its Academy trampolino per il lavoro: l’84% dei giovani trova posto in azienda

Il monitoraggio 2025 conferma il ruolo centrale delle imprese. Il ministro Valditara: contrastiamo il mismatch e diamo opportunità ai ragazzi.

di Claudio Tucci

3' di lettura

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Per le imprese rappresentano il canale formativo d’avanguardia per formare i talenti di cui hanno bisogno. Per i ragazzi gli Its Academy rappresentano una valida alternativa all’università, con la possibilità di inserirsi in anticipo nel mondo del lavoro e con solide competenze tecnico-pratiche. Per il Paese è la tanto attesa “seconda gamba” dell’istruzione terziaria, quella professionalizzante, il cui decollo è fondamentale per aggredire abbandoni scolastici e Neet. Fatto sta che gli Istituti tecnologici superiori, si chiamano così dopo la legge di riforma del 2022, continuano a sfornare numeri record.

Il successo occupazionale

Il monitoraggio 2025 che Indire e ministero dell’Istruzione e del Merito presentano oggi a Roma parla chiaro. A un anno dal titolo gli studenti occupati sono l’84%, con una coerenza tra percorso di studi e tipologia di occupazione pari al 93%. Del restante 16% di non occupati, il 4% ha proseguito all’università, l’1,8% svolge un tirocinio extracurriculare, il 2,5% è irreperibile. Un risultato significativo (sono ormai 10 anni che il tasso di occupazione negli Its Academy supera l’80%) e superiore al tasso di occupazione dei laureati triennali a un anno dal titolo, più basso, al 78%.

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Il link con le tecnologie

Non solo. Grazie a laboratori d’avanguardia, impegno delle imprese e utilizzo massiccio delle nuove tecnologie gli Its Academy sono ormai diventati vere e proprie “palestre” formative di alta tecnologia, visto che favoriscono lo sviluppo di competenze digitali attraverso le tecnologie abilitanti 4.0 in una percentuale pari al 69% dei percorsi (si parla di Big data and analytics, Industrial Internet, realtà aumentata a supporto dei processi produttivi, simulazione, intelligenza artificiale). Ciò accade soprattutto nei settore della meccanica e dell’Ict.

«Gli Its Academy sono centrali per contrastare il mismatch e offrire una formazione innovativa per i ragazzi - ha sottolineato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara -. Con l’ultimo decreto Pnrr abbiamo stanziato 1 milione di euro per ampliare l’offerta formativa degli Its Academy connessa ai processi di internazionalizzazione legati al piano Mattei». «Negli Its Academy si praticano attività didattiche innovative - ha aggiunto Francesco Manfredi, presidente di Indire - perché hanno strutture e organizzazione adeguate. Questi Istituti oggi propongono un modello organizzativo e didattico basato su tre parole chiave: flessibilità, agilità ed autonomia».

Oggi le Fondazioni che gestiscono gli Its Academy sono 147 e gli studenti frequentanti sono circa 40mila. I corsi sono di norma di durata biennale, si sale a tre anni per determinate esigenze formative. La legge 99 del 2022, completamente attuata, ha dato slancio a questi Istituti, e con il Pnrr è arrivato un finanziamento “una tantum” di 1,5 miliardi di euro destinato a potenziare laboratori e a incrementare il numero di alunni.

Centrale il ruolo delle imprese

Dal monitoraggio Indire, curato dalla prima ricercatrice Antonella Zuccaro, si conferma centrale la presenza delle imprese. Non solo le aziende sono partner strategici degli Its Academy in oltre la metà dei casi (52%, per l’esattezza), ma anche la docenza proveniente dal lavoro è superiore al 70 per cento. Il 43% dei percorsi formativi si svolge in modalità di stage, e sono quasi il 20% le ore di formazione nei laboratori di imprese e di ricerca.

«I dati Indire dimostrano come gli Its Academy consolidino il loro ruolo nel sistema Paese portando un forte cambiamento culturale - ha detto Riccardo Di Stefano, delegato del presidente di Confindustria all’Education e all’Open Innovation -. Istituzioni all’avanguardia perché permettono ai nostri giovani di formarsi con le tecnologie, imparando a non temerle ma a usarle e innovarle, che è il vero valore aggiunto per le imprese. Imprese ancora più coinvolte nella governance e nella didattica, che assumono perché co-partecipano al percorso di formazione. La qualità c’è, ma è il momento del salto di quantità: il Pnrr sta aiutando, nonostante significative difficoltà di execution, ma risorse e collaborazione pubblico-privata saranno fondamentali soprattutto dopo il 2026».

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