Dai cocktail bar ai musei, il fascino di Praga da riscoprire senza folle
Locande e birrerie: una città da bere e da mangiare
Lo scorso ottobre, per gli amanti del genere, era arrivata una cattiva notizia, vale a dire l’ordinanza con la quale l’amministrazione comunale di Praga ha vietato (per questioni di decoro e ordine pubblico) i cosiddetti “pub crawl”, i tour organizzati che accompagnavano i turisti stranieri per bar e birrerie. Poco male, perché i locali sono liberamente accessibili e per chi ama il piacere di un buon boccale di birra a basso prezzo non c’è che l’imbarazzo della scelta. Fra le decine di locali di Malá Strana e di Starè Mesto, U Fleku è un’istituzione fra le birrerie storiche della città (fu aperta nel 1499): è una tappa “obbligata” per i suoi interni e la taverna che conservano il fascino di un tempo e per la Tmavé (birra scura) da accompagnare a piatti classici come il guláš o lo stinco di maiale. Poco lontano da Staroměstské náměstí, la piazza della Città Vecchia, nella turistica via Celetná, c’è un’altra storica locanda le cui origini risalgono al 1400, Pivovar U Supa dove dilettarsi con la rinomata degustazione di sei diverse birre prodotte in casa e un menu di piatti tradizionali rivisitati in chiave moderna. Una vera esperienza immersiva nell’atmosfera delle birrerie praghesi si vive invece a U Zlateho Tygra, uno spartano ma accogliente locale dove si paga solo in contanti (anche in euro) e ai cui tavoli ci si siede accanto agli altri commensali (per lo più locali). Fu il locale preferito da Bohumil Hrabal, uno dei più grandi scrittori della Repubblica Ceca, e la specialità della casa è la Pilsner Urquell: la pinta da 0,5 lt costa 70 corone, meno di 3 euro.

