Parigi

Lo spettacolo sugli Champs Elysees apre le Paralimpiadi. Mattarella alla cerimonia

Lunga la sfilata: 168 le Nazioni accreditate, comprese le tre new entry, Eritrea, Kiribati e Kosovo, e il team dei rifugiati, presente da Rio 2016

di Maria Luisa Colledani

4' di lettura

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Il sole del tramonto indora Place de la Concorde e l’Obelisco di Luxor: Chilly Gonzales scuote l’aria con il suo pianoforte. È il countdown di Parigi e della Francia che accolgono alla cerimonia 300 milioni di persone in diretta tv e 65mila lungo i Campi Elisi e in piazza. Una cerimonia spettacolare, ricca, colorata, piena di ritmo e di orgoglio francese e con un invito alla rivoluzione dell’inclusione.

C’è solo Chilly Gonzales, il silenzio, e poi scoppia la festa, ideata da Thomas Jolly che l’ha battezzata “Paradoxe, de la discorde à la concorde”. Una folla di Men in black sale sul palco dove ci sono dieci pianoforti a coda: sono 140 artisti e 16 ballerini con disabilità in colori sgargianti e carichi di energia. Sono due gruppi che si affrontano, la gang creativa, che incarna l’unicità, e quella più seriosa, che non sa accogliere. È la rappresentazione di una società che si vuole inclusiva e cerca di continuare gli sforzi in questa direzione.

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Dopo l’Hymne de l’amour, interpretata da Celine Dion alla cerimonia dei Giochi, la Francia gioca ancora il meglio, con Non, je ne regrette rien di Edith Piaf, in una originale interpretazione di Christine e The Queens, con l’Ensemble Matheus. I colori sono travolgenti, come li ha voluti lo stilista francese Louis-Gabriel Nouchi quando ha disegnato i 700 abiti della cerimonia. Poi i fuochi d’artificio tricolori e il pubblico si scalda con la musica molto tecno e dal ritmo acceso e anche con le immagini che rimbalzano dai grandi schermi quasi fossero dei caleidoscopi: welcome to Paris, urla l’attore, il paranuotatore Théo Curin.

Arriva Phryge, la mascotte, sul palco con una squadretta di compagne di ventura e il tricolore delle Patrouille de France segna il cielo e apre la sfilata delle squadre. Si comincia con l’Afghanistan, in bellissimi abiti tradizionali. Balla il pubblico, sventolano bandiere gli atleti che trovano posto in piazza. Il Brasile è uno squadrone, il secondo più numeroso dopo la Cina, che non finisce mai, e poi Grecia, Ungheria, Irak. Arriva l’Italia, con i portabandiera Ambra Sabatini e Luca Mazzone. La giovane e il veterano, la donna e l’uomo: tutta l’Italia rappresentata nella loro gioia mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in piedi applaude con quel suo sorriso sincero e così caldo. Accanto al presidente del Cip, Luca Pancalli, anche il ministro Andrea Abodi. Il cielo si accende e partecipa alla festa con un tramonto che esalta l’Arco di Trionfo e i tetti di Parigi. Scende la sera, si accende la Tour Eiffel e la magia.

Paralimpiadi, la cerimonia inaugurale

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La sfilata è lunga: 168 le Nazioni accreditate, comprese le tre new entry, Eritrea, Kiribati e Kosovo, e il team dei rifugiati, presente da Rio 2016. E che ha ricevuto grandi applausi come pure la delegazione della Ucraina, guidata dal presidente del comitato paralimpico, Valery Shushkevych. A chiudere l’Australia (con i Giochi 2032), gli Stati Uniti (Los Angeles 2028) e la Francia, sommersa dal pubblico tutto in piedi e avvolta dalle note di Oh, Champs Elysées di Joe Dassin. Un trionfo, prima di iniziare a gareggiare.

Si spengono i fari, inizia la seconda parte dello spettacolo “My ability”. Un film con persone con disabilità che raccontano il loro percorso: “bisogna rispettare il corpo, posso danzare all’infinito sulle mie ginocchia, siamo illimitati in quello che possiamo fare”.

Poi, il rito si consuma con tutta l’emozione di ogni edizione dei Giochi. L’inno della Francia, la bandiera che sale e i discorsi. Immenso, quello di Tony Esanguet, ex atleta olimpico e presidente del comitato organizzatore francese: “Benvenuti nel paese dell’amore e rivoluzione. Non sarà la Bastiglia, non sarà la ghigliottina. Questa è la rivoluzione paralimpica. Questa sera la rivoluzione siete voi. Avete il coraggio e la determinazione, vi battete per una causa che va oltre. La vostra arma sono record, metri ed emozioni. La lista di quello che non potete fare è lunga, ma la vostra storia inizia quando avete bussato alla porta di una società sportiva. E lo sport non vi mette limite. Come gli atleti, vi siete allenati. E siete divenuti immensi campioni che abbiamo l’onore di avere qui stasera. Quando vi hanno detto handicap, avete risposto performance. Questa sera ci invitate a raggiungervi per fare la rivoluzione, a cambiare sguardo e società per dare a ognuno il suo posto. Vedremo campioni, a ogni vostra vittoria saremo fieri e ogni vittoria sarà un Paese che cambia, e se cambia ogni Paese, cambia il mondo. Non avete alcun limite, questa è la rivoluzione dolce, che ci cambia in profondo con portata universale. Il 9 settembre ci sveglieremo diversi. Non ci farete solo vibrare ma ci trasformerete”. Concetto ribadito anche dal presidente dell’IPC, Andrew Parsons: “Questa è la rivoluzione dell’inclusione e l’unità è positiva e ci può essere un positivo impatto sulla società”. E alle 22,38, il presidente della Francia, Emmanuel Macron dichiara aperti i Giochi paralimpici di Parigi 2024. Ora la parola passa agli atleti: con le gare, i record, le medaglie faranno la rivoluzione di tutti noi.

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