Oggi la cerimonia

La Parigi dei record mostra al mondo il valore dello sport paralimpico

Oggi la cerimonia. Dall’Arco di Trionfo a Place de la Concorde sfileranno 168 delegazioni con 4.400 atleti (quasi 2mila donne). Mai così tante televisioni collegate (165) e già venduti 2 milioni di biglietti dei 2,8 milioni disponibili

di Maria Luisa Colledani

Gli azzurri dell'atletica in partenza da Fiumicino per le Paralimpiadi. Da sinistra, Maxcel Amo Manu, velocista T64; Ganeshamoorthy Rigivanx,lancio del disco e Marco Cicchetti, salto in lungo cat.T44 e 100 m., Fiumicino, 26 agosto 2024. ANSA/TELENEWS

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Dalla nostra inviata

Le jour de glorie est arrivé. Finalmente. Oggi Parigi e la Francia alzano il sipario sui Giochi paralimpici con un’altra cerimonia che si annuncia fiammeggiante e con una sorpresa. Sono arrivati quasi tutti, atleti, delegazioni, ospiti, operatori dei media: 1.800 gli accreditati (di cui 83 italiani), con mille giornalisti e 800 fotografi. E anche il centro di Porte de Versailles, dove si ritirano i pass, si va svuotando: «Mancano ancora in pochissimi», confessa soddisfatto Baptiste Angelvy, responsabile del centro e una calma olimpica a risolvere problemi e aiutare tutti.

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Dopo due edizioni senza pubblico (Tokyo 2020 e Pechino 2022), questa si annuncia come la Paralimpiade dei record: 167 delegazioni (tre in più che a Tokyo, con il debutto di Eritrea, Kosovo e Kiribati, erano 135 vent’anni fa ad Atene) più il Team dei rifugiati, 4.400 atleti (di cui 1.983 donne), con tre Paesi da record (Cina con 282 atleti, Brasile con 255, Francia con 237), 22 sport per 549 eventi medaglia. Ma è il clima che si respira in città, sono le sensazioni del coinvolgimento della città i segnali nuovi anche per la Paralimpiade che, soprattutto dopo l’edizione di Londra 2012, ha davvero segnato un cambiamento sociale importante. Allora, la pubblicità di Channel 4 nel Regno Unito si intitolava “We’re Superhumans”. Ora, siamo oltre, siamo allo sport puro, alla bellezza del gesto tecnico e alla domanda che ad ogni medaglia potremo/dovremo ripeterci: «Ma io, quei 100 metri a stile libero, quanti minuti – non quanti secondi – ci avrei messo per nuotarli».

Da qui, si parte per altri primati: dei 2,8 milioni di biglietti a disposizione, ne sono già stati venduti due milioni (e sono sold out alcuni sport quali scherma, taekwondo, ciclismo, equitazione, triathlon e tiro a segno), e 200mila andranno alle scuole «perché dobbiamo coinvolgere le nuove generazioni per cambiare la percezione della disabilità», come ha sottolineato Tony Estanguet, presidente del comitato organizzatore. Paris 2024, fin dalla candidatura, ha fatto di tutto per un’edizione che fosse speculare ai Giochi: stesso logo, stessa mascotte, atleti paralimpici a portare la fiamma verso il braciere olimpico: «Siamo stati ambiziosi e con tanta audacia – confessa orgoglioso il presidente Estanguet – Abbiamo cercato di creare una base quanto più larga possibile perché i programmi di educazione destinati a 5 milioni di studenti siano la vera eredità della manifestazione». La Francia ha messo sul piatto 1,5 miliardi in progetti di inclusione, compresi i cosiddetti Club inclusivi per formare educatori che sappiano confrontarsi con allievi con disabilità; Parigi, per sua parte, ha fatto di tutto e investito tanto per rendere accessibile il 100% dei bus (sulle stazioni delle metro non ci è riuscita). Tanto farà anche la comunicazione: 165 televisioni trasmetteranno le gare nel mondo – altro record –, con una audience di 4,5 miliardi di persone. Potranno vedere lo sport giocato in luoghi iconici, dal Grand Palais alla Tour Eiffel, ai giardini di Versailles, che non poco fanno per l’impatto emozionale. E, conclude il presidente dell’Ipc, Andrew Parsons, «l’ambizione resta quella di essere luce di speranza per le persone con disabilità e, in generale, per la possibilità di vivere in pace: siamo tutti uguali nell’umanità». Vero, anche se là fuori, i conflitti negano tutto.

Questa sera, dall’Arco di Trionfo ai Campi Elisi, Parigi abbraccerà il movimento paralimpico e il mondo: fra le 168 delegazioni, sfileranno anche i 140 atleti dell’Ucraina, molto più di un atto di coraggio e autodeterminazione, davanti agli occhi di decine di capi di Stato da ogni dove, compreso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Perché lo sport è molto più politico e sociale di quanto si possa pensare. In fondo, vale quanto mai il claim scelto dalla squadra degli Stati Uniti per questa Paralimpiade: “One for all”.

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