Libano, uccisi tre soldati indonesiani. Italia in pressing per cambiare le regole di ingaggio di Unifil
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito di aver ordinato all’esercito di «ampliare ulteriormente» una zona di sicurezza nel Paese dei Cedri
di Andrea Carli
4' di lettura
I punti chiave
- Ministri della Difesa di Italia e Francia: «Forte preoccupazione per gli attacchi contro Unifil»
- Crosetto: «Colpire i contingenti Onu non è tollerabile né accettabile in alcun modo»
- Italia in pressing per adeguare le regole di ingaggio della missione
- Le risoluzioni 425 e 426 del Consiglio di sicurezza
- Meloni: se la missione viene prorogata vanno riviste le regole
- Le regole di ingaggio attuali
- Quando Unifil può ricorrere alla forza
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L’uccisione di tre soldati indonesiani di Unifil nell’arco di poche ore, vittime del fuoco incrociato tra l’esercito israeliano e i miliziani di Hezbollah, ha riaperto il dibattito sulla necessità di rimettere mano alle regole d’ingaggio della missione delle Nazioni Unite. Un dibattito che diventa ancora più di attualità considerando lo scenario complessivo: il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito di aver ordinato all’esercito di «ampliare ulteriormente» una zona di sicurezza nel Paese dei Cedri, allo scopo di neutralizzare definitivamente la minaccia di invasione (da parte dei militanti di Hezbollah) e di tenere il fuoco dei missili anticarro lontano dal confine».
Ministri della Difesa di Italia e Francia: «Forte preoccupazione per gli attacchi contro Unifil»
Lunedì 30 marzo il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e il ministro delle Forze Armate e dei Veterani della Repubblica Francese, Catherine Vautrin, hanno avuto un colloquio telefonico dedicato alla grave crisi in Libano.
I due, spiega una nota della Difesa, «hanno espresso forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza nell’area, con particolare riferimento ai recenti attacchi che hanno colpito il personale di Unifil, causando la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri. Hanno sottolineato con forza l’inaccettabilità di tali episodi e i crescenti rischi a cui è esposto il personale impegnato nella missione.
Nel corso del confronto - si legge ancora nel documento - è emersa una piena convergenza sulla rilevanza strategica di Unifil. È stato sottolineato come la stabilità del Libano costituisca un pilastro imprescindibile per l’equilibrio dell’intera area del Mediterraneo, confermando che Italia e Francia continueranno a operare in stretto coordinamento per garantire la sicurezza del personale internazionale, la tutela della pace e il sostegno alle autorità libanesi».
Crosetto: «Colpire i contingenti Onu non è tollerabile né accettabile in alcun modo»
In un post pubblicato su X Crosetto ha sottolineato che «colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo. Le forze Onu sono in Libano per garantire la pace. Chi attacca i caschi blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati».









