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SHANGHAI - Gli obiettivi, e l’ambizione, sono grandi. Il fondatore e azionista di controllo di Leapmotor, Zhu Jiangming, non li nasconde. Entrare nei prossimi tre anni nei primi cinque posti della classifica dei costruttori di auto elettriche vendute nel mondo. Non poco per un brand fondato nel 2015 in Cina, che ha consegnato le sue prime auto nel 2019 e che attualmente è all’undicesimo posto della classifica globale, preceduta dai colossi dell’automotive di Pechino e non. «Ma l’ambizione», ha detto Zhu Jangming al Salone dell’auto di Shanghai, alla presentazione della B01, la berlina del segmento C destinata al mercato cinese, «è la molla decisiva per la crescita».
Una strategia basata su due gambe: il lancio di nuovi modelli, per la Cina e il mercato globale; lo sviluppo delle vendite all’estero, anche grazie alla jont venture con Stellantis, che ne controlla il 51%, lanciata a ottobre 2023 e che ha portato le prima auto Leapmotor in Europa a luglio del 2024. Un anno che la casa ritiene indicativo di un trend appena all’inizio: le consegne sono raddoppiate, da circa 150mila a 293.724 auto. Il fatturato ha toccato quota 4,4 miliardi di dollari, con un margine operativo lordo dell’8,4%. Ma soprattutto, Leapmotor è la casa cinese con il maggior trend di crescita nell’elettrico. Nel mese scorso Leapmotor ha consegnato 37.095 veicoli con un incremento sull’anno del 154%, al primo posto per crescita tra i marchi dell’elettrico. Nei primi due giorni sul mercato, il lancio è stato il 10 aprile, la B10, il C-Suv nato per i mercati globali, ha raccolto oltre 30mila ordini, 10mila nella prima ora di vendita.
La gamma di prodotti Leapmotor in mostra allo stand del Salone di Shanghai, oltre mille metri quadrati contro le poche decine dell’edizione passata, è divisa, anche fisicamente, in due grandi blocchi: B10, C10 e T03 venduti in tutto il mondo; C16, C11, C01, B01 destinate al mercato cinese. Tutti i modelli hanno alimentazione elettrica pura eo con autonomia estesa. Hanno caratteristiche precise – linee pulite, tecnologia di alto livello e di semplice uso – ma soprattutto prezzi che le rendono appetibili soprattutto sui mercati internazionali.
La seconda gamba dello sviluppo è l’espansione globale basata sulla joint venture con Stellantis. L’azienda ha iniziato a operare in Europa, Medio Oriente e Asia Pacifico a partire da settembre 2024 e prevede di espandere l’attività in Sud America e in nuovi Paesi nel 2025. Italia, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Portogallo sono stati i primi Paesi europei in cui sono stati venduti i modelli Leapmotor. La strategia, a partire dall’Italia, è semplice: Stellantis fornisce al brand cinese i concessionari, l’assistenza finanziaria e post vendita, il tallone d’Achille dei marchi di Pechino che sbarcano all’estero con reti di protezione (e vendita) spesso deboli. In Italia, dove sono state consegnate più di mille auto (circa 400 previste solo in questo mese) i concessionari coinvolti sono oltre cento. Il trend fa pensare che possono essere avvicinate le cinquemila vetture vendute nel 2025. Ad aprile, Leapmotor International è entrata in altri 23 mercati in Medio Oriente, Africa, Asia-Pacifico e Sud America, con oltre 550 punti vendita e assistenza.
Ma Leapmotor pianifica anche di aprire, in tempi brevi, un insediamento produttivo in Europa. «Sarà uno stabilimento di assemblaggio», ha detto Zhu, «che apriremo dove troveremo le condizioni, economiche e tecnologiche, migliori per sviluppare i nostri prodotti. Stiamo guardanto a Slovenia, Serbia e Spagna». L’Italia, nonostante Stellantis, non è fuori dei giochi, ma neanche al centro dei pensieri.



