A Shanghai i cinesi mostrano i muscoli e rilanciano la voglia di giocare con l’auto
Fino al 2 maggio una rassegna densa di novità, idee e stimoli come non si vedono più in Europa da anni. I brand del gigante asiatico come Omoda calano l’asso su innovazione, intelligenza artificiale e voglia di stupire e divertire il cliente
dal nostro inviato Mario Cianflone
3' di lettura
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SHANGHAI (CINA) - Da terra di conquista a Paese di conquistatori. Basta tornare indietro nel tempo, una decina d’anni non di più, e ricordarsi di cosa erano i saloni dell’auto cinesi, con Pechino e Shanghai che si alternavano. Rassegne di auto che definire oscene ed arretrate era un complimento, Cenerentole in mezzo ai modelli europei moderni e tecnologicamente avanzati (ma made in China per l’antico obbligo delle joint venture al 51% con partner locali). E i saloni cinesi erano il palcoscenico di lancio mondiali (la Vw Beetle e il prototipo di Mercedes Classe A nel 2011).
Dieci anni dopo, la 21a edizione del Salone dell’Auto di Shanghai 2025 (aperta fino al 2 maggio) conferma, se mai ce ne fosse bisogno che tutto è cambiato: la geopolitica dell’automotive come la conoscevamo non esiste più, con un diesel gate alle spalle, una corsa verso l’elettrico che trasforma l’industria e ora anche l’uragano dei dazi che si innesta su una tempesta perfetta. Ma a cambiare è stato soprattutto il prodotto cinese, affinato nel design, ricco di tecnologie e idee che fanno sembrare le auto europee, soprattutto tedesche, arretrate e incastonate in un mondo antico. Certo Omoda&Jaecoo, Byd o Xpeng non avranno il fascino heritage del premium tedesco, ma nel più grande mercato del mondo (35 milioni di esemplari all’anno) ora contano i brand cinesi (arrivati a verso quota 19 milioni).
E per riconquistare terreno, in Cina, brand come Audi lanciano modelli, la E5, senza i quattro anelli e con una diversa brand image. Una spia dei tempi. Di fronte a tecnologie avanzate (non solo per le elettriche ma anche per le ibride, soprattutto tipo Reev), prodotti di qualità e con funzioni pensate per stupire (si pensi alle manovre impossibili delle Denza, brand di Byd che ha lanciato la supercar anti-porsche Z), i marchi europei devono capire che le regole del gioco sono cambiate. E nell’auto entra l’intelligenza artificiale come quella tutta cinese di DeepSeek e tutta una serie di soluzioni tese alla gamification dell’automobile.
Nei 300mila metri quadri del salone di Shanghai regna un fil rouge dell’auto “Born to play”, come recita lo slogan del brand Icar di Chery che svela il fuoristrada V23,che incarna l’idea dell’auto creata per giocare ovvero l’idea dell’automobile giocosa con esemplari rivestiti di tessuto e pelo, in perfetto stile design week. Omoda&Jaecoo, marchio lanciato nel mercato europeo, presenta in coda al salone di Shanghai la Omoda 3, un crossover dalle linee scolpite che verrà proposto nel corso del 2026. Ad affiancare la nuova arrivata, al salone saranno presenti Jaecoo 5 EV, Omoda 5 Super Hybrid e Omoda 7 Super Hybrid.
Passando ad un altro colosso cinese già arrivato in Europa, BYD, che a Shanghai presenta aggiornamenti della gamma Ocean S e introduce la Denza Z. MG fa debuttare l’inedito suv elettrico Cyber X cercando di far breccia su un pubblico giovane con un design elegante e tecnologico. Tra i brand tedeschi, presenta Volkswagen con sette anteprime, tra cui i concept realizzati in joint venture con tre colossi cinesi, Saic, Anhui e Faw. E, tra i tedeschi presente anche Mercedes con la show car Vision V che anticipa la versione Limousine del van elettrico. Qual è la lezione di questa edizione 2025 del Salone di Shanghai? Semplice: i dazi, anche quelli europei, non fermeranno l’avanzata delle auto cinesi e con maggiore velocità rispetto a quanto fatto dai giapponesi e dai coreani vedremo modelli cinesi made in Europe. E sarà normale.



