Lavoro, emergenza Neet in Italia: ecco il piano per riattivarli
Protocollo Mim-Università-Lavoro e Inps per favorire lo scambio dei dati per presa in carico e formazione più mirata. Dal Cv precompilato all’alimentazione del Fascicolo sociale e lavorativo. Portale Giovani, più di un milione di accessi in poche settimane.
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I punti chiave
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Il mercato del lavoro italiano ha bisogno di recuperare i Neet, vale a dire giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi. Per iniziare a farlo i ministeri del Lavoro, dell’Istruzione e del Merito, e dell’Università, assieme a Inps, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che, per la prima volta, sancisce l’interoperabilità dei rispettivi sistemi informativi per rafforzare le politiche di inclusione sociale e lavorativa, con particolare attenzione, appunto, ai giovani Neet.
Il protocollo
Grazie allo scambio strutturato e sicuro dei dati, sarà possibile:
• individuare e prendere in carico i Neet. Lo scambio di dati consentirà di identificare la platea potenziale e proporre, a cura del ministero del Lavoro e dell’Inps, iniziative mirate di politiche attive, differenziate per target e misurate sugli impatti (inserimenti occupazionali, durata, stabilità e qualità del lavoro).
• progettare una formazione più aderente al lavoro. I ministeri dell’Istruzione e del Merito e dell’Università e della Ricerca potranno perfezionare l’offerta scolastica, terziaria e post-laurea grazie alla disponibilità di informazioni sugli sbocchi occupazionali e gli sviluppi di carriera di diplomati e laureati in relazione ai percorsi intrapresi.
• proporre servizi pubblici più efficaci. Il protocollo rafforza infatti la capacità della Pa di operare in logica data-driven, favorendo decisioni tempestive, trasparenti e basate sull’evidenza.
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