Migranti

Lampedusa: sbarchi senza sosta, quasi 4mila in hotspot. Tajani: serve intervento Ue

Sull’isola sono arrivate dalla mezzanotte altre 519 persone. La Prefettura di Agrigento ha già disposto per metà mattinata l’imbarco di 740 migranti in direzione di Porto Empedocle

Migranti, Mattarella: "No a muri, ingressi regolari"

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Sono stati 63 gli sbarchi registratisi a Lampedusa, nell’arco delle 24 ore, durante la giornata di venerdì 25 agosto, per un totale di 1.826 persone. Un record, per numero di soccorsi e per totale di migranti approdati, mai raggiunto prima sulla più grande delle isole Pelagie dove dalla mezzanotte alla mattinata di sabato 26 agosto, ci sono già stati altri 17 sbarchi con altre 519 persone. All’hotspot di contrada Imbriacola ci sono, adesso, quasi 4 mila ospiti (per l’esattezza 3.983), fra cui 243 minori non accompagnati. La Prefettura di Agrigento ha già disposto per metà mattinata l’imbarco di 740 migranti sul traghetto di linea Galaxy che giungerà in serata a Porto Empedocle.

Tajani: situazione peggiora, serve intervento Ue

«C’è un peggioramento nella situazione internazionale che spinge le persone ad andare via dall’Africa e di trovare posto in Europa attraverso la rotta balcanica e mediterranea. Stiamo intervenendo per mettere la situazione sotto controllo ma serve un’azione Ue come ha chiesto da Mattarella, c’è una situazione oggettivamente complicata: guardiamo ciò che succede in Tunisia, dove fermano migliaia di persone ma ne arrivano sempre di più. Serve una strategia europea in tutto il continente africano, il rischio è che ci siano sempre più migranti da sud verso il nord del mondo». Così il vicepremier Antonio Tajani parlando a Rainews24.

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Il malessere di Comuni e Regioni

Numeri che confermano la necessità per il governo di intervenire nuovamente sul tema. Sul tavolo dell’esecutivo, ci sarebbe un nuovo decreto flussi per l’arrivo di 450mila stranieri regolari e un dl sicurezza che conterrà una stretta anche sul fronte delle espulsioni degli irregolari e sulla verifica dell’età dei migranti presunti minori. La questione degli sbarchi è tornata sotto i riflettori anche per il malessere manifestato da governatori e sindaci. L’Associazione Nazionale dei Comuni nello specifico lamenta l’impossibilità di garantire tutele sul sistema di accoglienza di minori stranieri non accompagnati, che al momento sono oltre 23mila in Italia, in maggioranza maschi e che hanno per la maggior parte 17, 16 e 15 anni. Arrivano soprattutto da Egitto, Ucraina, Tunisia, Guinea e Albania, mentre le regioni che ne accolgono di più sono la Sicilia, la Lombardia, l’Emilia-Romagna e la Calabria

L’emergenza dei minori non accompagnati

Sul fronte dei minori stranieri non accompagnati, nel nuovo decreto legge potrebbe arrivare una stretta sui controlli medici effettuati per stabilire l’età (dalla radiografia del polso ad altre verifiche anatomiche) di quei migranti appena sbarcati che durante le visite si dichiarano minorenni. Quindi un “tagliando” sull’attuale legge Zampa, che stabilisce accertamenti ritenuti meno invasivi e secondo cui in caso di dubbio la persona debba essere considerata minore (potrebbe essere invece più discrezionale con le nuove misure).

Il giro di vite sugli irregolari

II dl sicurezza allo studio conterrà inoltre un giro di vite sulle espulsioni degli irregolari con elevato profilo criminale e soggetti violenti, forse con più poteri a prefetti e questori nei provvedimenti. Inoltre si prevedono procedure più veloci per la realizzazioni di Centri di permanenza per i rimpatri, ovvero le strutture nelle quali vengono trattenuti gli irregolari da espellere.

Il nuovo decreto flussi

In cantiere non c’è solo il dl sicurezza. Nei giorni scorsi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha annunciato anche il nuovo decreto flussi: «Sarà a breve pubblicato - ha detto - e per la prima volta è triennale, 450mila stranieri che verranno in modo regolare. L’indicazione di una strada regolare deve essere l’antidoto a consegnarsi ai mercanti di morte. C’è poi la possibilità di ingresso fuori quota per l’aspirante lavoratore se ha frequentato un corso di formazione organizzato da una azienda o un network italiano». Lo stesso ministro Lollobrigida alcuni mesi fa aveva annunciato il progetto di 100mila arrivi regolari l’anno per 4 o 5 anni, anche in base ai fabbisogni del mercato del lavoro.

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