La Molisana debutta nella produzione di conserve di pomodoro
In dirittura d’arrivo l’acquisizione di un’azienda conserviera del territorio su cui saranno investiti 27 milioni
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Dopo una escalation durata 15 anni che, dalle soglie del fallimento nel 2011 l’ha portato a un giro d’affari 2025 di 370 milioni di euro, il pastificio La Molisana prepara ora lo sbarco nel mondo delle conserve di pomodoro. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore l’azienda guidata da Giuseppe Ferro è in dirittura d’arrivo per l’acquisto dell’azienda conserviera tutta molisana.
Un’operazione di diversificazione in piena regola con il debutto, quindi, in un settore completamente nuovo. «Noi nasciamo mugnai e già quindici anni fa entrammo nel settore per noi nuovo della pasta – racconta l’amministratore delegato de La Molisana, Giuseppe Ferro – e anche allora entrammo con i piedi di piombo prendendoci il tempo per capire le dinamiche e poi avviare la nostra strategia. Anche in futuro adotteremo la stessa logica: capire il business e sviluppare una nostra linea d’azione».
Ma, soprattutto, una strategia già adottata da altri importanti brand della pasta made in Italy e che risponde alla logica di affiancare i consumatori internazionali per accompagnarli prima alla scoperta della pasta, per poi rendergli disponibile anche il condimento a cominciare da quello più diffuso: il pomodoro.
L’investimento, inoltre, è supplementare rispetto al piano già comunicato dall’azienda che prevede uno stanziamento di 100 milioni per raddoppiare il pastificio e il molino nel quartier generale alle porte di Campobasso. Nel dettaglio, sulla nuova area di oltre 20 ettari saranno investiti 65 milioni di euro per la produzione di pasta e 35 per il nuovo impianto molitorio.
L’investimento sull’industria conserviera – attualmente nella fase conclusiva della due diligence e che, a breve, dovrebbe giungere al closing – richiederà inizialmente un esborso inferiore ai due milioni di euro a cui se ne aggiungeranno altri per il trasferimento e il rinnovamento dello stabilimento. «Abbiamo visionato varie opportunità – prosegue l’ad – ma tutte in altre regioni e comunque molto distanti da noi. Mentre per me, in fase di ingresso in un settore completamente nuovo è imprescindibile avere tutto sotto controllo, vicino, in un luogo facilmente raggiungibile».








