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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Si è tenuta al Mudec di Milano la quinta e ultima tappa del roadshow organizzato da Regione Lombardia, in collaborazione con il Gruppo 24 Ore, sui temi che riguardano da vicino le imprese della regione, in un contesto nazionale e internazionale. La serie di appuntamenti è stata fortemente voluta dall'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, per approfondire gli impatti sulle imprese lombarde e le opportunità che possono emergere da una congiuntura complessa. Al tavolo del dibattito, come era successo anche nei precedenti appuntamenti, sono stati chiamati i rappresentanti degli operatori del mercato finanziario (Banca d'Italia, Abi Lombardia, Assofintech, ConfidiSystema e Politecnico di Milano) per approfondire gli impatti sulle imprese lombarde e le chance offerte dagli strumenti di finanza alternativa in complementarità con la finanza tradizionale.
«Oggi l’accesso al credito è il principale problema per le imprese. Tra i motivi c’è l’elevato costo per accedere al credito, quindi una politica monetaria di stampo tradizionalista da parte della Bce in risposta a un’inflazione che invece non ha cause tradizionali. Per cui si è creata una situazione in cui è stata procrastinata la calendarizzazione degli investimenti delle aziende e quindi una situazione che ha rallentato l’economia», ha detto l’assessore Guidesi. «Noi suggerimmo alla Commissione europea, davanti a questa politica monetaria decisa dalla Bce, di mettere in atto e in campo quel fondo di garanzia per l’accesso al credito che era stato reso disponibile durante la pandemia e questo avrebbe sicuramente aiutato a dare alle imprese continuità dal punto di vista degli investimenti e della crescita», ha detto l'assessore, sottolineando che Regione Lombardia, dal canto suo, «prova a mettere in campo strumenti innovativi dal punto di vista finanziario, non solo quelli tradizionali, che sono comunque attivi. Di certo, davanti a un costo del denaro così elevato, la compensazione che noi possiamo avere è molto limitato. Per cui abbiamo bisogno di qualche segnale positivo da parte della Bce e sarebbe molto positivo l’abbassamento dei tassi di interesse».
La domanda è dunque quale potrà e dovrà essere il ruolo delle banche nel futuro dell’economia lombarda, italiana ed europea. Negli ultimi anni «si è lavorato molto sul tema della patrimonializzazione delle banche e di una vigilanza più attiva ed efficace, si è lavorato sulle competenze e la professionalità degli amministratori delle banche. Forse si è persa un po’ l’azione per cui le banche sono nate, il loro ruolo naturale che non è solo la raccolta del risparmio, ma anche la disponibilità del credito e la messa a disposizione delle filiere produttive della liquidità necessaria per potere investire», ha detto Guidesi. Tuttavia, ha spiegato l'assessore, «per raggiungere gli obiettivi a livello europeo c’è bisogno non solo di idee, ma anche di fare investimenti e per fare investimenti serve liquidità. Quindi abbiamo bisogno che le banche tornino a fare le banche».
Questo in un momento in cui la Lombardia sta attraversando una fase di crescita più lenta, in cui ha subito l'impatto delle recenti crisi, ma si è dimostrata resiliente. «Siamo in una fase di debolezza del quadro congiunturale della regione, comune al resto dell’Italia, e questo si riflette sulla dinamica dei prestiti bancari al tessuto produttivo, con una crescita ma a ritmi progressivamente più contenuti. Questo rallentamento si è intensificato nei primi mesi di quest’anno e ad aprile siamo entrati in un territorio negativo, fino ad arrivare al -5,1% di ottobre dei prestiti alle imprese lombarde, contro il -5,6% italiano», ha detto Davide Arnaudo, direttore della sede di Milano di Banca d'Italia. C’è quindi una minore quantità di credito offerto al tessuto produttivo, soprattutto alle realtà considerate più rischiose: «Siamo in una situazione di contrazione del credito, che è più marcata per le Pmi (-8% circa a ottobre) e per alcune province, come quelle di Brescia e Sondrio, mentre è più contenuta per esempio nelle aree di Milano e Mantova», ha detto.
Il dato evidente è che «il credito è in diminuzione, con un calo della domanda. C’è anche un tema di utilizzo della liquidità e un tema di liquidità disponibile, cosa che richiede un’allocazione differente. Il motore deve essere alimentato e questo pone anche un tema di regole di ingaggio delle banche, che tendono a rendere più facile l’accesso al credito alle aziende più grandi, strutturate e solvibili e a frammentare il credito laddove l’affidabilità delle imprese diminuisce», ha sottolineato Luca Gotti, componente della commissione regionale di Abi Lombardia. Per quanto riguarda l'accesso al credito un tema cruciale è quello delle garanzie che «sono un asset fondamentale per l’accesso al credito e per dare finanza alle imprese», ma «in un contesto in cui le regole sulle garanzie si modificano, i soggetti come Confidi avranno un ruolo importante come garanti, ma le garanzie da sole non sono sufficienti», come ha sottolineato Andrea Bianchi, direttore generale di ConfidiSystema.