Imprese

Alleanze europee per confermare la leadership lombarda

Il ruolo delle imprese e le prospettive della regione in un contesto complesso, che vede rallentare la "locomotiva italiana" ma mostra la solidità del tessuto imprenditoriale, anche in chiave internazionale

di Stefania Arcudi

Roadshow Regione Lombardia all'Università di Lodi

4' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Si è tenuta il 31 ottobre a Lodi la quarta tappa del roadshow voluto dall'assessore lombardo allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi e organizzato da Regione Lombardia con il Gruppo 24Ore, con la collaborazione delle associazioni di categoria. In un contesto in cui l'economia lombarda rallenta, è emerso chiaramente che, al contrario, il mercato occupazionale è forte e le imprese resilienti. La sfida è riuscire ad andare oltre i confini regionali e nazionali, facendo in modo che la strategia delle filiere, che sta avendo successo in Lombardia, diventi interregionale ed europea. Filiere che includono le imprese, gli istituti di ricerca e le università ed è proprio per valorizzarne l'importanza che l'incontro è avvenuto in una realtà come quella della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Lodi. In quest'ottica, se da un lato è necessario che arrivino segnali importanti a livello extra regionale ed europeo, per valorizzare e ascoltare i territori, punto di forza dell'economia reale.

La locomotiva rallenta ma il lavoro tiene, imprese resilienti

La congiuntura «non è positiva, ma non è neppure negativa. I dati evidenziano un rallentamento della locomotiva lombarda sul manifatturiero e in prospettiva potrebbero peggiorare, se non ci saranno segnali sovraregionali positivi. Però l’occupazione tiene e questo è il dato a cui le nostre politiche si rivolgono», ha detto l'assessore Guidesi. Tuttavia, in una congiuntura economica non positiva, «le aziende hanno dimostrato di essere resilienti e di saper avere una capacità di risposta a contingenze negative che prima non c’era. Le imprese, anche attraverso l’uso più flessibile del magazzino, riescono a rispondere in modo più elastico e flessibile alle difficoltà", ha detto l'assessore. In questo contesto, le politiche monetarie europee e le ricadute sul tessuto produttivo, aggiungono ulteriore complessità: «La politica monetaria della Bce non sta dando risultati dal punto di vista dell’inflazione, perché risponde secondo logiche storiche a un’inflazione che non ha motivazioni storiche. Ci viene chiesto di rispettare degli obiettivi, ma si verifica un paradosso europeo», perché le scelte europee finiscono per essere un freno, ha spiegato Guidesi. L'auspicio, dunque, è che «dalla Bce arrivi un segnale positivo. Non che i tassi saranno abbassati tra un anno, ma che saranno abbassati tra qualche mese e che c'è fiducia nell’economia reale. Un secondo segnale sarebbe il ripristino del fondo di garanzia, che può essere un aiuto», ha detto.

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Dadda: congiuntura complicata, risposta è fare sistema

La congiuntura attuale «è complicata, più che altro da un punto di vista di macrodati e condizioni che abbiamo davanti nel medio periodo, ma siamo ancora in tempo utile per portare dei correttivi», ha detto Attilio Dadda, presidente Legacoop Lombardia, spiegando che «durante il Covid abbiamo capito che la congiuntura è soggetta all’impatto di fattori esterni alla filiera industriale, come si è visto anche con le ricadute del conflitto in Ucraina e la crisi energetica. Dobbiamo mettere a frutto quello che abbiamo imparato durante le crisi, ovvero il mettere a fattore comune le esperienze e le risposte». Guardando avanti, «abbiamo davanti fattori critici, ma abbiamo anche la possibilità di mettere in campo la straordinaria collaborazione tra pubblico, privato, finanza e tutti gli altri attori coinvolti». Secondo Dadda, quindi, «la congiuntura è preoccupante e grigia, ma dobbiamo fare sistema e dare risposte comuni».

Guidesi: creare sinergie con altre regioni produttive in Ue

In questo contesto, la Lombardia si sta «confrontando con le altre regioni produttive a livello europeo, siamo estremamente convinti che la sinergia istituzionale debba diventare sinergia per il futuro economico», ha spiegato Guido Guidesi, sottolineando che «in Europa si discute su come rendere competitivo il continente, noi pensiamo che sarà competitivo se ripartirà dall'ascolto dei territori produttivi, che sono fondamentali per l'economia reale", motivo epr cui «noi facciamo sistema per influenzare in modo positivo e produttivo la prossima commissione europea». Del resto, ha spiegato l'assessore, «la strategia delle filiere, che sta avendo successo in Lombardia, vogliamo che diventi interregionale ed europea. Per noi all'interno delle filiere ci sono le imprese, gli istituti di ricerca e le università ed è proprio per questo abbiamo voluto oggi incontrarci in una realtà come quella della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Lodi, perché riteniamo importante valorizzare realtà importanti come le università lombarde».

Con Ue obiettivi comuni, ma limitante dire come raggiungerli

Non c'è dunque una contrapposizione con l'Europa, anzi c'è una condivisione di obiettivi, ma è importante rilevare alcune cose che non funzionano. «Non sono critico verso l’Europa, anzi sono un forte europeista», ma «ci sono scelte e posizionamenti da fare, finora l’Europa si è troppo posizionata sull’economia finanziaria, ma la competitività dipende dall’economia reale, che a sua volta dipende da chi produce e dai territori», ha detto Guidesi. «Con grande determinazione stiamo cercando di condividere con i nostri partner europei, con le altre regioni produttive europee, che occorre avere attenzione all’economia reale, senza svilire gli obiettivi, come sostenibilità e innovazione tecnologica, in cui noi crediamo fortemente. Quello su cui sbaglia l’Europa è dirci come raggiungere i nostri obiettivi e così facendo frena e limita il processo di raggiungimento degli obiettivi», ha detto l'assessore, spiegando che «il tema è mettere a sistema gli strumenti a disposizione, ed è quello che facciamo in Lombardia, e imporre un grande cambiamento, per non pensare più a singole categorie di imprese e singole dimensionalità, ma a interi settori di sviluppo e a tutti gli attori delle filiere. La sfida è fare le cose insieme».

Minelli: imprese devono stare sul mercato, bisogna investire

La questione centrale, in una congiuntura complessa per il tessuto imprenditoriale lombardo, «è costruire un sistema con imprese che possano stare sul mercato, che abbiano gli strumenti adatti per potere lavorare è crescere e che abbiano gli investimenti necessari per rafforzarsi», ha detto Massimo Minelli, presidente Confcooperative Lombardia, sottolineando che «la questione è fondamentale e prioritaria, non bisogna chiudere gli occhi ma lavorare in modo coeso». Le crisi passate e quelle in corso portano a ripensare l’approccio: «Il problema è grave, quindi è importante in questa fase avere i nervi molto saldi per potere riuscire insieme a trovare la via, per non mettere gli interessi in contrapposizione. In questo è fondamentale la politica, il ragionamento politico», ha detto Minelli, sottolineando che «durante il Covid abbiamo dovuto reggere il colpo, ma alla fine siamo stati quelli che hanno trainato di più. Un’economia principalmente finanziaria non regge più e quindi la cooperazione è una risorsa e lo sono anche i territori, bisogna investire su questo tipo di economia che definiamo sociale e che l’Europa ci sta riconoscendo sempre di più. Questo modello di sviluppo, che non è di finanza e individualismo, è legato alla persona e all’individualità».

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