La Lombardia rafforza la strategia sulle filiere
Piena condivisione da parte delle associazioni di categoria dell'artigianato e dell'edilizia. Fare sistema elemento chiave per sostenere la competitività
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Si è tenuta il 31 ottobre a Monza la terza tappa del roadshow voluto dall'assessore lombardo allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi e organizzato da Regione Lombardia con il Gruppo 24Ore, con la collaborazione delle associazioni di categoria. Sono intervenute allo stesso tavolo Ance, Cna, Claai, Confartigianato e Casartigiani, con l’obiettivo di parlare del futuro del comparto dell’artigianato e dell'edilizia, delle sfide a cui le imprese vanno incontro e degli strumenti con cui anche le istituzioni possono dare sostegno, in un’ottica di sistema e con forte attenzione alle filiere. Proprio sulle filiere si incardina la nuova strategia della Regione Lombardia, che ha lanciato già due bandi proprio per sostenere le filiere, mentre un terzo da 34 milioni di euro è in arrivo.
Bando da 34 milioni per realizzare il potenziale delle imprese
La Regione Lombardia ha messo a punto una strategia orientata al concetto di filiere, ovvero al consolidamento dei rapporti tra mondo produttivo, mondo accademico e scientifico e istituti formativi per la creazione di veri eco-sistemi. Sono stati lanciati già due bandi e un terzo da 34 milioni di euro è in arrivo. La parola chiave è progettualità e questo sforzo a medio-lungo termine avviene in un momento in cui c’è ottimismo da parte degli imprenditori. «Abbiamo fatto valutazioni sul tema delle filiere, rivedendo la nostra strategia che era focalizzata più su singole imprese e su specifici fattori. Abbiamo deciso di cambiare strategia per capire come esprimere il reale potenziale di cui disponiamo, anche in modo da incrociare la filiera produttiva con le università», ha detto l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, durante la terza tappa del roadshow organizzato da Regione Lombardia e in corso a Monza, sottolineando che «il ruolo della Regione è innanzitutto di connettore. Poi occorre avere una pianificazione strategica ed economica per sostenere le imprese a essere competitive anche a livello internazionale». Si tratta di una misura per il rafforzamento delle filiere produttive, sostenendo gli ecosistemi industriali regionali nelle catene globali del valore per accrescere, anche in coerenza con la strategia industriale dell'Unione europea, la capacità di innovazione delle imprese, in particolare le Pmi.
Guidesi: puntiamo su filiere per sostenere la competitività
«Siamo convinti che una pianificazione strategica settoriale ci consentirà di anticipare i tempi e di certificare le nostre leadership. Capofila, fornitori, università e centri di innovazione insieme verso il futuro con il sostegno di Regione», ha detto l'assessore l'assessore Guidesi durante il roadshow. «E' una strategia vincente, anche per sostenere la competitività, basti pensare che in pochi mesi si sono ricostituite 45 filiere che contano complessivamente oltre 900 soggetti tra imprese, università, centri di ricerca e istituti di credito e che sono presenti in tutte le 12 province lombarde», ha aggiunto, sottolineando che «di queste l’86% dichiara come obiettivo quello dell’innovazione e della sostenibilità e il 34% ha per oggetto un progetto specifico di sostenibilità ed economia circolare e mediamente il ‘partenariato’ si compone di 20 soggetti».
Il plauso delle associazioni all'iniziativa della Regione
Un “si convinto” a questa strategia lombarda è stato espresso anche durante il roadshow a Monza. In particolare, gli artigiani, con il presidente di Cna Lombardia Giovanni Bozzini, hanno sottolineato che «è il tempo, dopo la pandemia e nelle reti globali del valore, di ricostruire comunità di microimprese caratterizzate da forti legami di filiera, lavorando su digitalizzazione, economia circolare, internazionalizzazione condivise». Anche il settore edile, con il presidente di Ance Lombardia Tiziano Pavoni, ha sottolineato che «il sistema regionale delle costruzioni ha valutato positivamente l'attività di sostegno delle filiere industriali avviate da Regione Lombardia». Infatti, tre delle 45 filiere riconosciute sono direttamente partecipate da imprese associate e dal sistema associativo territoriale della Lombardia e i temi che questi progetti affrontano sono quelli dell’innovazione di processo e della transizione ecologica, questioni al centro del futuro del settore. «Le tre filiere si sono già attivate per rispondere al nuovo bando che aprirà nelle prossime settimane e stiamo valutandone quindi i contenuti», ha aggiunto Pavoni. Inoltre, è cruciale che imprese parlino con una voce sola: «E' fondamentale e strategico. Mettersi insieme, con la Regione e i sistemi associativi, è importante per fare lobby a livello nazionale e, superando i confini, anche a livello europeo. Più siamo, più facciamo sistema, più si raggiungeranno risultati strategici per il nostro comparto», ha spiegato Mauro Sangalli, coordinatore generale di Casartigiani Lombardia.
Anche la formazione è centrale per il futuro delle imprese
Come emerso durante il convegno, un tema cruciale, che va di pari passo con quello della competitività, è quello della formazione. «E' uno dei pilastri fondamentali delle imprese e su questo bisogna concentrare le forze. Si è già fatto qualcosa, ma bisogna andare oltre e mettere sempre più in contatto il mondo della scuola con quello delle imprese», ha detto Mauro Sangalli, coordinatore generale Casartigiani Lombardia, sottolineando che «si deve lavorare sulla sinergia tra il mondo delle imprese e dell'istruzione». Il problema principale è portare i giovani verso l’artigianato: «Bisogna fare capire ai giovani che tutti sono importanti nella catena produttiva e che è bello anche fare il lavoro manuale. Le imprese artigiane sono oggi in difficoltà perché hanno lavoro ma non hanno persone, giovani, che facciano il lavoro. Occorre fare una riflessione, per calamitare i giovani verso questo mondo», ha detto Stefano Fugazza, presidente di Claai Lombardia. Un'idea è quella di creare del licei del Made in Italy, fiore all'occhiello dell'imprenditorialità italiana: «Può essere un'idea, a patto che non si taglino fuori le associazioni di categoria. Usciamo da anni in cui gli imprenditori erano anche formatori dei giovani imprenditori e oggi ci troviamo a reinventare formule che esistevano e funzionavano», ha spiegato Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Imprese Lombardia.









