Il voto a Est

L’ultradestra tedesca vince la sua prima elezione regionale, Afd primo partito in Turingia

L’ultradestra tedesca Afd ottiene una netta vittoria nelle elezioni regionali in Turingia, mentre i partiti del governo subiscono una pesante sconfitta. La Cdu rimane l’unico partito tradizionale a resistere. Testa a testa in Sassonia. Boom dei rosso-bruni di Sahra Wagenknecht

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 1° settembre alle 23:24

Il candidato di destra di Alternativa per la Germania (AfD) Bjoern Hoecke nel giorno delle elezioni in Turingia. REUTERS/Wolfgang Rattay

2' di lettura

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Successo storico dell’ultradestra tedesca nelle elezioni nell’Est della Germania: Afd si avvia a una netta vittoria in Turingia con quasi il 33% (dal 23,4% del 2019), secondo le proiezioni delle emittenti pubbliche tedesche. Si tratta del primo trionfo di un partito di estrema destra in uno Land dalla Seconda Guerra Mondiale, anche se è altamente improbabile che riesca a formare un esecutivo. In Sassonia, è testa a testa con la Cdu: le proiezioni danno i cristiano democratici, che guidano il Land dal 1990, al 32% (stabile rispetto al 2019), con circa un punto di vantaggio su Afd (che era al 27,5).

L’affluenza alle urne è stata alta, attorno al 74%.

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La coalizione semaforo si spegne

Secondo le proiezioni, i partiti del Governo guidato da Olaf Scholz incassano una batosta: tutti insieme incassano meno del 15% nei due Stati. La Spd del cancelliere, stando alle proiezioni, è al 6,5% in Turingia (dall’8,2% del 2019) e al 7,5% in Sassonia (dal 7,7%). I Verdi, mai particolarmente popolari all’Est, sono sotto il 4% in Turingia (ed escono dal Parlamento, erano al 5,2% nel 2019) e intorno al 5% in Sassonia (dall’8,6%). I liberali dell’Fdp crollano all’1% in entrambi i Länder. (erano al 4,5% in Sassonia e al 5% in Turingia).

Anche se i trend elettorali nella Germania orientale sono molto diversi dal resto del Paese, a un anno dalle elezioni nazionali, sale la pressione su Scholz e sulle politiche sull’immigrazione e di sostegno all’Ucraina, temi che hanno dominato la campagna elettorale, specie dopo l’attentato di Solingen del 23 agosto, che ha già spinto Berlino a un giro di vite su asilo ed espulsioni.

Tra i partiti tradizionali, tiene solo la Cdu. In Turingia, sempre stando alle proiezioni, è seconda a circa il 24% (dal 21,7%). In Sassonia, è sopra al 31%.

Höcke pronto a governare in Turingia

«Siamo pronti ad assumere la responsabilità di Governo». È quello che ha detto il leader dell’ultradestra in Turingia, Björn Höcke, che avrebbe intenzione di invitare gli altri partiti a colloqui per la formazione di un Esecutivo regionale. «È buona tradizione che il partito più forte inviti gli altri ai colloqui dopo una elezione», ha spiegato.

Sarà difficile: tutti gli altri gruppi politici, compresi i populisti di sinistra della Bsw, hanno escluso accordi con Afd: un cordone sanitario simile a quello che ha sbarrato la strada a Marine Le Pen in Francia.

La scommessa vinta di Sahra Wagenknecht

Il nuovo partito di estrema sinistra, l’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), ha superato il 15% in Turingia e il 12% in Sassonia, secondo le proiezioni. Fondato solo a gennaio dopo la scissione di Wagenknecht da Die Linke, Bsw ha posizioni sovrapponibili a quelle della Afd su molti punti: anti-Nato, anti-immigrazione e vicinanza alla Russia. I rosso-bruni sono la vera novità di questa tornata elettorale: potranno giocare un ruolo chiave nei tentativi dei partiti tradizionali di tenere l’ultradestra fuori dal Governo in Turingia.

Crollo della Linke, assorbita da Bsw: in Sassonia scendono al 4,5% dal 10,4%, e in Sassonia, dove erano il primo partito con il 31%, crollano verso il 13%.

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