Il personaggio

Björn Höcke, chi è il leader di Afd che spaventa l’Europa con slogan nazisti e teorie della remigrazione

Il leader di Alternative für Deutschland in Turingia è già stato condannato per aver usato parole d’ordine hitleriane

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato domenica 1° settembre alle 22:03

Björn Höcke, presidente di Alternative für Deutschland in Turingia durante il comizio finale della campagna elettorale a Erfurt

3' di lettura

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«Noi possiamo scrivere la storia, il 1° settembre 2024 potrebbe finire nei libri come una cesura politica. Può essere che gli storici parleranno di un’era dei partiti cartello e di un’era successiva». Il leader in Turingia di Alternative für Deutschland, Björn Höcke, ha concluso la campagna per le elezioni a Erfurt, sabato 31 agosto, da par suo, davanti a due folle: sotto il palco, militanti e simpatizzanti del partito, galvanizzati dalle parole del demagogo; più lontano, il popolo antifascista, radunatosi per contestarlo.

«Siamo pronti a governare», ha detto trionfante Höcke, poco dopo la chiusura dei seggi. Nella circoscrizione in cui si è candidato, ha perso la sfida con il candidato della Cdu, Christian Tischner.

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Nel tentativo di assicurarsi l’ingresso diretto nel Parlamento del Land, Höcke aveva abbandonato la sua circoscrizione di origine, nella cattolica Eichsfeld, dove ha perso anche cinque anni fa.

Un futuro sovrano e libero

«Qualsiasi partito del cartello voi votiate avrete più Ue, più euro, più multiculturalismo, più insicurezza, più retorica della guerra, meno identità tedesca, e avrete meno Germania. E noi questi li manderemo a casa», aveva tuonato Höcke alla vigilia del voto, indicando un futuro da «Paese libero e sovrano», grazie «alla remigrazione», l’espulsione degli stranieri indesiderati. «Germany first», ha scandito. Come dire, Deutschland über alles.

Ex insegnante di storia, 52 anni, nato a Lünen, nel Nordreno-Westfalia, è stato condannato due volte per aver usato slogan nazisti. Definì il memoriale dell’Olocausto di Berlino un «monumento alla vergogna» («Noi tedeschi siamo l’unico popolo al mondo che ha piantato un monumento alla vergogna nel cuore della sua capitale»).

Höcke è su posizioni addirittura più estremiste di quelle del partito a livello federale, tanto radicali da mettere a disagio perfino i suoi colleghi, che però piegano la testa davanti al successo dell’uomo che sempre più sembra l’eminenza grigia del movimento.

Pecore o lupi

La retorica del declino e della redenzione, che chiama i tedeschi a scegliere tra essere pecore o lupi, è il filo (nero) della sua comunicazione politica. Qualcuno ci vede l’eco dei discorsi dell’ideologo del nazismo, Joseph Goebbels. Per i suoi critici, è una delle minacce più gravi per la democrazia tedesca e il responsabile della radicalizzazione di Alternative für Deutschland, della sua mutazione da movimento euroscettico e liberista a partito etno-nazionalista e islamofobico.

Durante un recente comizio a Bad Salzungen, classica cittadina rurale di 23mila abitanti, ha promesso incentivi per le giovani famiglie ed è tornato a evocare complotti e cospirazioni sul Covid-19, inventato dai «globalisti» per arricchirsi, e sulla fantomatica sostituzione etnica dei tedeschi, voluta dai partiti di sistema con l’immigrazione dall’Africa. Tutto con l’aiuto della «stampa bugiarda» che diffonde false notizie. Un tema caro a tanti politici sovranisti in Europa e negli Stati Uniti.

Già nel 2020 i servizi segreti tedeschi lo consideravano un estremista di destra. Nel 2024, il tribunale regionale di Halle lo ha condannato a una multa di 13mila euro, per aver usato lo slogan «Tutto per la Germania», che era il motto della Sturmabteilung, l’ala paramilitare originale del partito Nazista. Höcke si è difeso parlando di sentenza politica e di essere stato frainteso.

L’Ala dell’identità tedesca

Alternative für Deutschland nasce nel febbraio 2013, fondata dal professore di macroeconomia Bernd Lucke, in riposta alla crisi del debito dell’Eurozona. Il nome fu scelto in reazione al discorso di Angela Merkel al Bundestag del 2010, secondo cui non c’era nessuna alternativa ai salvataggi. Un paio di mesi dopo, Höcke creò la sezione del partito in Turingia e si mise a capo di una confederazione nota come L’Ala (Der Flügel), «movimento di resistenza contro l’erosione dell’identità tedesca», che si è spinto sempre più a destra. Per due volte, i dirigenti nazionali di Afd hanno tentato di espellere Höcke (Frauke Petry lo definì un «peso per il partito») e sono stati sconfitti.

Nel marzo del 2020, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (l’intelligence interna) classificò Der Flügel come «un entità estremista di destra contro il libero ordine democratico», incompatibile con la Legge fondamentale tedesca, e ha posto il gruppo sotto sorveglianza dei servizi segreti.

In seguito all’annuncio, i leader nazionali dell’Afd ne hanno chiesto lo scioglimento. Da all’ora l’organizzazione ha ufficialmente cessato l’attività.

La stessa sezione regionale dell’Afd in Thuringia è stata classificata come organizzazione estremista di destra, nel marzo 2021, dall’Agenzia per la protezione della Costituzione (la stessa è accaduta per la sezione della Sassonia nel 2023).


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