Björn Höcke, chi è il leader di Afd che spaventa l’Europa con slogan nazisti e teorie della remigrazione
Il leader di Alternative für Deutschland in Turingia è già stato condannato per aver usato parole d’ordine hitleriane
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«Noi possiamo scrivere la storia, il 1° settembre 2024 potrebbe finire nei libri come una cesura politica. Può essere che gli storici parleranno di un’era dei partiti cartello e di un’era successiva». Il leader in Turingia di Alternative für Deutschland, Björn Höcke, ha concluso la campagna per le elezioni a Erfurt, sabato 31 agosto, da par suo, davanti a due folle: sotto il palco, militanti e simpatizzanti del partito, galvanizzati dalle parole del demagogo; più lontano, il popolo antifascista, radunatosi per contestarlo.
«Siamo pronti a governare», ha detto trionfante Höcke, poco dopo la chiusura dei seggi. Nella circoscrizione in cui si è candidato, ha perso la sfida con il candidato della Cdu, Christian Tischner.
Nel tentativo di assicurarsi l’ingresso diretto nel Parlamento del Land, Höcke aveva abbandonato la sua circoscrizione di origine, nella cattolica Eichsfeld, dove ha perso anche cinque anni fa.
Un futuro sovrano e libero
«Qualsiasi partito del cartello voi votiate avrete più Ue, più euro, più multiculturalismo, più insicurezza, più retorica della guerra, meno identità tedesca, e avrete meno Germania. E noi questi li manderemo a casa», aveva tuonato Höcke alla vigilia del voto, indicando un futuro da «Paese libero e sovrano», grazie «alla remigrazione», l’espulsione degli stranieri indesiderati. «Germany first», ha scandito. Come dire, Deutschland über alles.
Ex insegnante di storia, 52 anni, nato a Lünen, nel Nordreno-Westfalia, è stato condannato due volte per aver usato slogan nazisti. Definì il memoriale dell’Olocausto di Berlino un «monumento alla vergogna» («Noi tedeschi siamo l’unico popolo al mondo che ha piantato un monumento alla vergogna nel cuore della sua capitale»).









