L’hamburger potrà continuare a essere vegano, ma la bistecca è solo di carne: la decisione a metà della Ue sul meat sounding
I termini più strettamente legati alla carne non potranno essere usati per i prodotti plant based, ma sono previste eccezioni come ad esempio per salsiccia, nuggets o polpette
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Alla fine è stato trovato un compromesso - per così dire, salomonico - che rischia di fare ancora più confusione e scontentare un po’ tutti. Stiamo parlando del cosiddetto “meat sounding”, cioè della possibilità di chiamare con nomi legati al mondo animale preparati con ingredienti vegetali (“plant based”). Il cosiddetto “Trilogo Ue” (un organismo di raccordo tra Commissione, Consiglio e Parlamento, ndr) ha concordato una lista di 31 termini che non potranno più essere utilizzati per le alternative vegetali all acarne, che solo in Italia valgono oltre 600 milioni di euro di vendite.
Tra questi figurano denominazioni associate agli animali, come “pollo”, “manzo” o “maiale”, nonché nomi di specifici tagli di carne come “petto” e “bacon”; anche i termini “bistecca” e “fegato” sono stati inclusi nella lista di restrizioni durante i negoziati. Termini di uso comune, invece, come “burger”, “salsiccia”, “nuggets” resteranno consentiti.
Prodotti di questo tipo, con nomi come “hamburger di soia”, sono già da anni sul mercato, ma anche sull’onda dell’allarme causato dal possibile (e tale rimasto, per ora) arrivo della carne artificiale nei nostri supermercati, si è aperto il dibattito (soprattutto legislativo, a dire il vero, dato che il famoso “uomo della strada” o la “celeberrima casalinga di Voghera”, pare che ben sappiano distinguere il manzo o il maiale dalla soia e dai piselli, indipendentemente da quello che c’è scritto sulla confezione (e sui burger di soia non si può scrivere del resto burger di manzo, e viceversa).
Cosa prevede l’accordo del Trilogo
Sta di fatto che per stabilire che gli hamburger si possano chiamare così solo se frutto della macellazione di qualche animale hanno provato a legiferare diversi paesi e poi anche l’Unione Europea, ma con alcuni cambiamenti di rotta nel complesso iter del governo continentale (neppure oggi arrivato, comunque, alla fine).Nell’autunno dello scorso anno, l’orientamento sembrava “proibizionista”: basta “finti” nuggets e salsicce farcite di legumi. Invece, dopo pochi mesi ecco il compromesso: il “meat sounding” sarà vietato sì, ma non per tutti i termini, solo quelli più strettamente legati alla carne come “filetto” o “fegato”. Hamburger e nuggets veg sì, quindi, ma non coscia ai semi di bambù e bistecca o costine di tofu.
È il risultato dell’accordo tra Consiglio, Commissione e Parlamento Ue all’interno della più ampia riforma del regolamento sull’Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) proposta «per rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori nella filiera». Tra le altre cose, l’accordo introduce una definizione del termine “carne” come “parti commestibili di animali” e dunque specifica che nomi come “bistecca”, “filetto” o “fegato” debbano essere riservati ai prodotti contenenti carne ed escludere i prodotti coltivati in laboratorio (ancora lontani da venire).








