Ue-Russia

Jamming e spoofing nell’arsenale della guerra elettronica: cosa indica il caso dell’aereo di von der Leyen

Il pericolo di nuove interferenze potrebbe intensificarsi nelle prossime settimane

 Inquam Photos/George Calin

4' di lettura

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Immaginate di guidare su una strada sconosciuta, priva di punti di riferimento, magari di notte, basandovi esclusivamente sul navigatore satellitare.

All’improvviso il sistema GPS impazzisce e perde qualsiasi contatto con il terreno o - peggio ancora – inizia a fornire coordinate completamente sbagliate, localizzandovi a decine (se non centinaia) di chilometri da dove credevate di trovarvi, o addirittura indirizzandovi su una rotta del tutto sbagliata: ecco, più o meno, quello che succede ad aerei e navi vittime di interferenze ai sistemi satellitari dette jamming e spoofing, come quelle che domenica scorsa hanno colpito il volo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

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Si tratta del caso più clamoroso di una tendenza sempre più frequente, che costituisce allo stesso tempo una minaccia concreta alla sicurezza di trasporti e passaggeri e il fronte meno conosciuto delle tensioni tra l’Unione europea e la Russia di Vladimir Putin.

Secondo i portavoce della Commissione europea, «l’Europa è la regione più colpita al mondo» da attività di questo tipo, e per comprendere la portata del fenomeno è sufficiente visitare il sito di EGIPRON Project, un’iniziativa dell’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale: EGIPRON – che si avvale di tecnologie italiane fornite da Leonardo e QASCOM S.r.l. – fornisce di ora in ora una mappa aggiornata delle interferenze sui sistemi satellitari, e basta uno sguardo alla cartina geografica per rendersi conto che ogni giorno il fronte orientale dell’Unione europea viene bombardato da segnali di disturbo, dal Mar Baltico fino a Cipro.

È quella che in gergo strategico viene detta electronic warfare (o electromagnetic warfare): attacchi allo spettro elettromagnetico per controllare e confondere lo spettro delle emissioni radio, una tecnica in cui i russi sono maestri, come spiegato da Jack Watling, tra i massimi esperti occidentali di strategie militari di Mosca, ricercatore senior del RUSI (Royal United Services Institute), il più antico think-tank britannico.

Nell’arsenale della guerra elettronica rientrano sia il jamming (la capacità di mandare in crisi i segnali dei navigatori satellitari) che lo spoofing (l’alterazione dei segnali per sostituirli con coordinate fasulle), ma se Mosca continua a ribadire che queste azioni hanno l’obiettivo esclusivo di contrastare l’esercito ucraino, le mappe EGIPRON e gli allarmi lanciati dalle repubbliche baltiche raccontano una verità diversa: l’obiettivo delle azioni di disturbo è sempre di più l’Unione europea.

Il caso Von der Leyen

Nel pomeriggio di domenica 31 agosto un aereo che stava trasportando la presidente Von der Leyen e il suo staff a Plovdiv, in Bulgaria, è stato costretto a sorvolare l’aeroporto per circa un’ora e infine ad atterrare basandosi esclusivamente mappe geografiche di carta.

Secondo il Financial Times, che per primo ha riportato l’incidente, il governo bulgaro sospetta un’azione diretta della Russia (ovviamente smentita dal Cremlino), mentre l’autorità bulgara per il traffico aereo registra «un notevole incremento di queste attività a partire dal febbraio 2022», data dell’aggressione russa contro l’Ucraina.

Gli altri velivoli presenti nella zona, riporta sempre il Financial Times, sono stati capaci di riportare la loro posizione senza problemi, «aumentando i sospetti che il jamming dell’aereo di Von der Leyen fosse un’attività mirata».

I dati aperti analizzati da un esperto come Benoit Figuet, inoltre, suggeriscono un’attività ancora più sofisticata, e più massiccia: il volo di Von der Leyen diretto in Bulgaria non ha registrato alcuna interferenza diretta nel sistema GPS; a essere colpito è stato l’aeroporto di Plovdiv, che ha subìto un black-out dei sistemi di oltre un’ora. Il giorno prima, però, lo stesso volo della presidente della Commissione Europea era stato direttamente preso di mira con attacchi jamming nei cieli sopra il Mar Baltico, indizio forse che l’attività di disturbo era stata lanciata già all’inizio del viaggio sul fianco est dell’Unione europea, ed è stata completata solo in Bulgaria, quando le circostanze lo hanno reso possibile.

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Il capo delle forze armate tedesche Carsten Breuer ha dichiarato lunedì che lui stesso, lo scorso anno, ha avuto esperienza di interferenze ai sistemi GPS in due occasioni, la prima mentre si trovava a bordo di un volo militare sul Mar Baltico e la seconda durante un’esercitazione in Lituania.

Sempre lo scorso anno, un incidente simile era avvenuto sull’aereo militare che trasportava il ministro della Difesa britannico Grant Schnapps, in volo nei pressi dell’exclave russa di Kaliningrad al ritorno nel Regno Unito dopo una visita in Polonia.

Le misure dell’Unione europea

L’Unione europea ha già incluso nei vari pacchetti di sanzioni contro la Russia individui e società coinvolte nelle attività di guerra elettronica, ma le contromisure da intraprendere sono soprattutto di natura tecnologica, e richiedono investimenti.

Nel giugno scorso, una lettera inviata alla Commissione Europea da 13 stati membri – tra cui l’Italia – aveva chiesto una risposta più forte contro questo tipo di interferenze.

A luglio, l’Unione ha annunciato il lancio di OSNMA (Open Service Navigation Message Authentication), un protocollo che permetterà di riconoscere i segnali distribuiti dal sistema satellitare europeo Galileo e identificarli come autentici.

Il protocollo, tuttavia, entrerà in vigore nella seconda metà del 2026, e si conferma di particolare urgenza, considerato che – secondo un’esclusiva della Reuters – nel maggio scorso l’amministrazione Trump ha sospeso alcune condivisioni di informazioni sulle attività russe di guerra ibrida che Joe Biden aveva stabilito con le agenzie di intelligence europee.

Intanto, il pericolo di nuove interferenze potrebbe intensificarsi nelle prossime settimane: secondo quanto dichiarato da un portavoce del governo polacco al sito DefenseNews, Varsavia ritiene che «i rischi di provocazioni da parte di Mosca e Minsk aumenteranno durante le esercitazioni congiunte tra Russia e Bielorussia Zapad 2025, e potrebbero comprendere cyberattacchi, attività di jamming contro strutture NATO e incidenti militari su piccola scala per testare le capacità di reazione dell’Alleanza».

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