Le mosse

Italia-Usa, dal 2 luglio alla missione dei conservatori a Washington: come si muove il governo dopo lo scontro Meloni-Trump

La premier ha invitato i ministri a partecipare al ricevimento del 2 luglio all’ambasciata Usa per la festa dell’Indipendenza

di Redazione Roma

Fidanza: "Polemicha Meloni-Trump chiusa, superare diatribe"

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Dopo lo scontro tra Trump e Meloni, con il presidente Usa che è tornato a criticare la premier «che si è comportata molto male nei confronti di chi ha speso migliaia di miliardi di dollari per proteggere l’Italia», il governo valuta come muoversi. La linea è: al di là delle distanze tra i due, i rapporti storici tra Italia e Stati Uniti non sono in discussione, né dal punto di vista politico e diplomatico, né da quello economico e commerciale (nel 2025, nonostante i dazi, l’interscambio tra i due paesi è cresciuto alla cifra record di 110 miliardi di dollari, pur con un lieve calo atteso quest’anno per l’export italiano). La preoccupazione di ricadute economiche e commerciali, il rischio di dazi sui prodotti agroalimentari hanno spinto il governo ad abbassare i toni sullo scontro tra Trump e Meloni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Durante il Consiglio dei ministri che si è svolto lunedì 22 giugno Meloni ha fatto riferimento al recente scontro a distanza con Trump e, come hanno confermato diversi presenti alla riunione, avrebbe sottolineato che non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti. Alla luce di questo, hanno riferito le stesse fonti di governo, Meloni ha invitato i ministri a partecipare al ricevimento del 2 luglio all’ambasciata Usa per la festa dell’Indipendenza, anche perché - avrebbero rimarcato - «l’ambasciatore Fertitta è sempre stato estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti».

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Meloni vuole che la photo opportunity, con l’esecutivo al completo o quasi, renda plastico un messaggio inequivocabile: il rapporto con gli Stati Uniti non è in discussione. La premier sta valutando la sua presenza e, per ora, nulla è escluso. Ci saranno i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. E anche il guardasigilli Carlo Nordio.

Dopo la telefonata di solidarietà di Sergio Mattarella non si registrano contatti sul tema nelle ultime ore tra Colle e Palazzo Chigi, ma il presidente della Repubblica, si è appreso, si augura che le polemiche si ridimensionino.

«Riconosco che possono esserci momenti di disaccordo tra due leader - ha chiarito da parte sua l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tillman J. Fertitta -. Ciò che è importante è che la relazione tra Stati Uniti e Italia continui a essere una vera partnership di cooperazione tra i nostri due Paesi. America e Italia sono da tempo importanti l’una per l’altra ed è stato un vero piacere per me lavorare quotidianamente con il popolo italiano su un’ampia gamma di questioni, tra cui quelle economiche, politiche e di difesa».

Fonti: «Fidanza e Sberna a Washington la settimana prossima con l’Ecr»

Intanto Carlo Fidanza e Antonella Sberna, rispettivamente capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo e vicepresidente dell’Eurocamera, saranno in missione con il gruppo dei Conservatori (Ecr) a Washington in agenda per la prossima settimana. È quanto hanno confermato all’Adnkronos fonti della delegazione di FdI al Parlamento europeo, sottolineando che si tratta di una riunione esterna dell’Ufficio di presidenza del gruppo Ecr «prevista da tempo» e volta a «rafforzare i legami transatlantici». Il programma finale verrà definito e comunicato nei prossimi giorni, hanno chiarito le stesse fonti, anticipando che comprenderà incontri con membri del Congresso ed esponenti dell’amministrazione statunitensi, oltre a rappresentanti di think tank.

La diplomazia delle materie prime rare

Anche per archiviare le tensioni, spiegano dalla Farnesina, Roma e Washington stanno finalizzando i dettagli per la firma del memorandum sui minerali e per l’adesione dell’Italia alla Pax Silica, l’alleanza a guida Usa sui i minerali critici, considerata il primo passo sulla roadmap per rinsaldare le relazioni. L’occasione sarà la riunione inaugurale in programma il 25 e 26 giugno a Washington, quando il Dipartimento di Stato riunirà i Paesi interessati a costruire una catena di approvvigionamento globale per materiali e hardware strategici nell’era dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori. All’iniziativa hanno aderito diversi Paesi, tra cui Germania, Olanda e Svezia, oltre alla Commissione europea in rappresentanza degli Stati membri dell’Ue. Anche l’Italia, che aveva sostenuto fin dall’inizio la creazione della “Pax Silica”, dovrebbe confermare la propria partecipazione. Per il governo italiano l’alleanza rappresenta infatti un tassello centrale del dialogo con Washington, mentre la cooperazione con gli Stati Uniti sui temi dell’innovazione e delle filiere digitali è da tempo una priorità strategica. Sulle due sponde dell’Atlantico si continua a lavorare affinché la presenza italiana venga confermata.

Gli incontri in vista del vertice Nato di Ankara

Fra un paio di settimane ad Ankara la premier incrocerà di nuovo Trump al vertice dell’Alleanza atlantica, in vista del quale mercoledì si riunirà a Berlino il format E5, con Meloni e i leader di Regno Unito, Germania, Francia e Polonia, e in videocollegamento il segretario generale della Nato Mark Rutte, che nelle prossime ore a sua volta vedrà il presidente Usa alla Casa Bianca.

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