Istat: «Sale la speranza di vita». Nel 2027 tre mesi in più per la pensione. Durigon: «Bloccheremo l’aumento dell’età»
L’aumento» della speranza di vita a 65 anni nel 2024 «sarà tra i 4 e i 5 mesi»
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«Non abbiamo fatto ancora il calcolo al centesimo ma verosimilmente l’aumento» della speranza di vita a 65 anni nel 2024 «sarà tra i 4 e i 5 mesi»: lo affermano i ricercatori dell’Istat rispondendo a una domanda sull’andamento della speranza di vita a 65 anni, dato sulla base del quale scattano gli adeguamenti dell’età pensionabile, nel corso della conferenza stampa sui dati demografici pubblicati oggi. «Questo andrà a far sì - spiegano - che ci sarà uno scatto ulteriore sull’età pensionabile». Lo scatto previsto per il 2027 sarà però inferiore perchè dovrà tenere conto anche di quanto perso durante la pandemia, periodo che andrà recuperato.
Nel 2027 tre mesi in più per la pensione
Nel 2027 l’età pensionabile e i contributi necessari a raggiungere la pensione anticipata aumenteranno di tre mesi arrivando a 67 anni e tre mesi per la vecchiaia e a 43 anni e un mese per l’anticipata. Secondo i dati pubblicati oggi dall’Istat la speranza di vita a 65 anni è salita nel 2024 a 21,2 anni, il dato più alto dal 2019. Se si guarda al confronto tra il biennio 2023-2024 e il 2021/2022, confronto sul quale si basa l’adeguamento nel 2027 dell’età, si vede che c’è stato un incremento di sette mesi. Da questi vanno tolti i quattro mesi di riduzione registrati durate la pandemia a causa dell’aumento della mortalità nella fascia più anziana della popolazione. Nel 2024 la speranza di vita a 65 anni è stata di 21,2 anni, in aumento rispetto ai 20,9 anni registrati nel 2023. E’ il dato più alto dall’inizio delle serie storiche pubblicate dall’Istat (2002) superando anche il dato del 2019 (21 anni). Nel biennio 2023/2024 la speranza di vita a 65 anni è stata in media di 21,03 anni, in aumento di 0,61 punti sul biennio precedente, dato questo che tradotto in mesi significa una crescita di oltre sette mesi. Ma da questi sette mesi vanno tolti i quattro mesi di calo della speranza di vita registrati durante la pandemia portando l’aumento applicabile ai requisiti per l’età pensionabile nel 2027 a tre mesi (tre mesi è anche l’aumento massimo che si può applicare in un biennio). Per l’applicazione dell’aumento è previsto un decreto del ministero dell’Economia che andrà fatto entro quest’anno. Sulla questione potrebbe comunque intervenire il Governo congelando l’aumento.
Durigon: bloccheremo aumento età pensionabile nel 2027
Il Governo interverrà per bloccare l’aumento dell’età pensionabile previsto dalla normativa a fronte dell’aumento della speranza di vita a 65 anni. Lo afferma il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon commentando i dati Istat pubblicati oggi secondo i quali nel 2024 la speranza di vita a 65 anni sale a 21,2 anni. “Bloccheremo l’aumento nel 2027, lo sterilizzeremo, ha detto, confermo quanto detto da me e dal ministro Giorgetti nei mesi scorsi”. Ci sarà quindi un intervento per fare sì che l’età di vecchiaia resti a 67 anni e i contributi necessari per la pensione anticipata indipendentemente dall’età restino a 42 anni e 10 mesi.
Rilevante crescita della speranza di vita in Italia
Rilevante crescita della speranza di vita in Italia che nel 2024 è pari a 83,4 anni, quasi 5 mesi di vita in più rispetto al 2023. E’ quanto emerge dagli indicatori demografici dell’Istat diffusi oggi. Al 31 dicembre 2024 la popolazione residente conta 58 milioni 934mila individui (dati provvisori), in calo di 37mila unità rispetto alla stessa data dell’anno precedente. La diminuzione della popolazione prosegue ininterrottamente dal 2014 e il decremento registrato nel 2024 (-0,6 per mille) è in linea con quanto osservato negli anni precedenti (-0,4 per mille del 2023 e -0,6 per mille nel 2022).
Le diverse aree del Paese
Il calo di popolazione non coinvolge in modo generalizzato tutte le aree del Paese. Mentre nel Nord la popolazione aumenta dell’1,6 per mille, il Centro e il Mezzogiorno registrano variazioni negative rispettivamente pari a -0,6 per mille e a -3,8 per mille. Nelle aree interne del Paese si osserva una perdita di popolazione più intensa rispetto ai centri. A livello regionale, la popolazione risulta in aumento soprattutto in Trentino-Alto Adige (+3,1 per mille), in Emilia-Romagna (+3,1 per mille) e in Lombardia (+2,3 per mille). Le regioni in cui si riscontrano le maggiori perdite sono invece la Basilicata (-6,3 per mille) e la Sardegna (-5,8 per mille).








