Irpef a tre aliquote, affitti brevi al 26% e plusvalenze sul superbonus: ecco come sarà il 730/2025
Arrivano le prime bozze di modelli e istruzioni per il 2025: lavoratori dipendenti e pensionati possono iniziare a fare i conti con le nuove indicazioni
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L’Irpef a tre aliquote ma con con il taglio di 260 euro per gli oneri detraibili al 19% per chi ha redditi complessivi oltre a 50mila euro. Affitti brevi con cedolare secca al 26% per gli appartamenti locati dopo il primo. Superbonus al 70% e con rate in dieci anni, ma anche con la tassazione delle plusvalenze destinata a colpire le vendite speculative per chi ha usufruito della maxiagevolazione sulle ristrutturazioni. Scattano poi anche gli aumenti delle patrimoniali estere: l’Ivie sugli immobili oltreconfine sale all’1,06% mentre l’Ivafe su valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero passa dal 2 al 4 per mille. Sono alcune delle novità scattate nel periodo d’imposta 2024 e che ora trovano spazio e forma nelle prime bozze del modello e delle istruzioni al 730/2025 (ossia il modello destinato a lavoratori dipendenti e pensionati) pubblicate sul sito dell’agenzia delle Entrate.
L’ampliamento della platea
Prosegue l’ampliamento della platea del 730 con la possibilità di utilizzare il modello senza transitare da Redditi Persone fisiche per i redditi soggetti a tassazione e imposta sostitutiva e da rivalutazione dei terreni e le plusvalenze di natura finanziaria.
L’Irpef a tre aliquote
Il 730/2025 accoglie anche la rimodulazione dell’Irpef a tre aliquote: 23% fino a 28mila euro, 35% oltre i 28mila euro e fino a 50mila euro e 43% oltre i 50mila euro. Aliquote ora confermate a regime dalla manovra 2025. Ma per il 2024 c’è anche l’assaggio del taglio degli oneri detraibili. Perché oltre i 50mila euro di reddito scatta la tagliola di 260 euro per gli oneri detraibili a 19%.
Gli affitti brevi
Arriva nel modello anche il nuovo assetto della tassazione degli affitti brevi, ossia quelli non superiori a 30 giorni. Qui solo un’unità immobiliare potrà scontare la tassazione con la cedolare secca più bassa del 21%, mentre per le unità affittate successive alla prima il prelievo sarà al 26 per cento. E proprio in dichiarazione si tratterà di individuare l’appartamento che sconta la tassazione più bassa.
Il superbonus
La regola generale, per le spese sostenute nel 2024, è che saranno detraibili al 70% e potranno essere spalmate su dieci rate. Per il 2024 e il 2025 è stata introdotta la nuova comunicazione antifrode collegata a queste operazioni. Andranno inviati una serie di dati, tra i quali spiccano coordinate catastali e ammontare delle spese realizzate. Tra i redditi diversi bisognerà indicare le plusvalenze realizzate tramite cessione di immobili ristrutturati con il superbonus. Non devono essere conclusi da più di dieci anni e non devono essere stati oggetto di una successione. Inoltre, sono fuori anche quelli che sono stati abitazione principale per la maggior parte dei dieci anni precedenti la cessione.









