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Bonus casa al 50 o al 36?%? Un rebus per chi si trasferisce a fine ristrutturazione

La legge di Bilancio impone di avere già la dimora in un immobile per accedere agli sconti più elevati. Problemi anche per i lavori condominiali

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

Bonus casa al 50 o al 36?%? Un rebus per chi trasferisce la residenza a fine ristrutturazione

2' di lettura

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Bonus casa con la percentuale più alta del 50% a rischio. E, sullo sfondo, il pericolo di doversi accontentare del meno conveniente 36%, lasciando per strada molti soldi. La nuova definizione di abitazione principale, in questi primi giorni del 2025, sta creando problemi a centinaia di contribuenti. E, con il passare dei mesi, le difficoltà potrebbero moltiplicarsi, fino a travolgere molte delle transazioni di compravendita che saranno effettuate quest’anno con l’obiettivo, poi, di ristrutturare gli immobili.

I bonus casa dopo l’acquisto e la ristrutturazione

Pensiamo al caso tipico di chi compra un immobile “usato” per poi ristrutturarlo, prima di andarci a vivere. Tecnicamente, quella casa diventerà abitazione principale solo dal momento del cambio di residenza e, quindi, dopo la ristrutturazione. L’articolo 10, comma 3 bis del Tuir, infatti, definisce l’abitazione principale come «quella nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente». L’articolo 43 del Codice civile, a sua volta, definisce la residenza come il «luogo in cui la persona ha la dimora abituale».

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Un delicato gioco di incastri dal quale si comprende che non è possibile dimorare e, quindi, risiedere in una casa nella quale non sono stati ancora effettuati i lavori di risistemazione. Per avere un’abitazione principale, sulla quale richiedere la detrazione del 50%, allora, bisognerebbe aspettare il cambio di residenza.

In questa trappola potrebbero restare impigliate migliaia di contribuenti. Se pensiamo che le compravendite di abitazioni sono circa 700mila ogni anno e che, di queste, circa i tre quarti riguardano prime case, per 500mila immobili nel 2025 le eventuali ristrutturazioni potrebbero diventare molto più onerose.

Il testo precedente è stato estrapolato dall’articolo di Giuseppe Latour e Giovanni Parente pubblicato in versione integrale (per abbonati) su NT+ Condominio & Immobili: “Bonus casa, i limiti sulla residenza mettono a rischio il 50% di 500mila case”.


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