Fisco e imprese

Ires, ecco che cos’è e perché se ne parla

Pagata da 1,3 milioni di società ed enti, la tassa sugli utili d’impresa è ridotta sui profitti reinvestiti. Il Dm del Mef regola la versione premiale. Identikit di un’imposta da 52 miliardi di euro

Cristiano Dell'Oste

3' di lettura

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Vale oltre 57 miliardi di euro all’anno. Viene pagata da 1,3 milioni di società ed enti. La sua aliquota è al 24%, ma può essere ridotta al 20 per cento. È l’Ires, l’imposta per la quale il decreto ministeriale firmato l’8 agosto 2025 disciplina la versione “premiale” (cioè con aliquota al 20%), riservata alle imprese che investono nella produzione e assumono nuovo personale. Ma andiamo con ordine.

Che cos’è l’Ires?

L’Ires è l’imposta pagata dalle società di capitali e dagli enti (è disciplinata dall’articolo 73 del Tuir). Prevede una sola aliquota proporzionale, che è pari al 24% e si applica sul reddito d’impresa.

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Chi deve pagare l’Ires?

Secondo le statistiche delle Finanze, su circa 1,3 milioni di contribuenti che la pagano, 1,2 milioni sono società a responsabilità limitata (Srl). Oltre che dalle Srl, questa imposta deve essere versata dalle società per azioni (Spa) e da altre società di capitali (come le società in accomandita per azioni).

Sono tenute a pagarla anche le cooperative e le società di mutua assicurazione. Devono poi versare l’Ires gli enti pubblici e privati, i consorzi, i trust, gli organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) e gli enti non commerciali (organizzazioni non profit). Tra i soggetti passivi, ad esempio, ci sono 473 fondazioni.

Perché è al centro delle cronache?

La legge di Bilancio per il 2025 prevede uno sconto sull’Ires a favore delle società che lasciano in azienda una quota rilevante degli utili, per destinarli a investimenti, nuove assunzioni, welfare o formazione. L’aliquota ridotta è pari al 20% (anziché al 24%).

L’attuazione dell’Ires premiale era attesa da tempo da parte delle imprese, in particolare dopo l’abolizione dal 2024 dell’Ace, l’incentivo che premiava le ricapitalizzazioni aziendali.

È corretto dire che l’Ires è una flat tax?

Sì, l’Ires è un’imposta proporzionale e si applica perciò con la stessa percentuale a prescindere dall’ammontare del reddito. È una delle tante imposte flat previste dal sistema italiano.

Quanto vale l’Ires per lo Stato?

Nel 2023 l’Ires ha portato nelle casse pubbliche 51,8 miliardi di euro, con un aumento di 6,1 miliardi (+13,3% su base annua), cifra salita a 57,6 miliardi nel 2024, con un altro incremento di 5,8 miliardi (+11,3%). Anche il gettito del 2025 sta andando bene: l’ultimo Bollettino delle entrate tributarie indica che tra gennaio e giugno di quest’anno sono già arrivati nelle casse pubbliche 17 miliardi, più del doppio dell’anno scorso, ma il confronto non è affidabile in questo caso, perché nel 2024 il 30 giugno (scadenza del termine ordinario delle autoliquidazioni) cadeva di domenica, perciò i versamenti sono confluiti nel mese di luglio.

Il buon andamento del gettito dell’Ires è legato al miglioramento dei conti aziendali, ma anche al venir meno delle agevolazioni degli anni scorsi, a partire dall’Ace.

Per avere un termine di paragone con il peso relativo delle altre imposte, l’anno scorso 180,7 miliardi sono arrivati dall’Iva e 235,6 dall’Irpef (l’imposta sulle persone fisiche versata da dipendenti, pensionati, imprenditori e autonomi che non applicano il regime forfettario). L’Irap, l’altra grande imposta pagata dalle imprese, frutta all’Erario circa 33 miliardi all’anno, considerando la quota pagata dai privati e quella versata dagli enti pubblici.

Come è cambiata l’aliquota Ires nel tempo?

L’attuale Ires è l’erede dell’Irpeg, che in passato ha avuto un’aliquota del 36 per cento. Fino al 2016 l’aliquota dell’Ires era pari al 27,5%, poi è stata ridotta al 24 per cento.

Su cosa si applica l’Ires? E la mini-Ires?

Le società e gli enti commerciali pagano l’imposta sul reddito d’impresa. Per determinare questa grandezza si parte dall’utile (o dalla perdita) che risulta dal bilancio civilistico redatto dalla società o dall’ente e lo si modifica applicando le variazioni o in diminuzione previste dalla normativa fiscale. I soggetti che non sono residenti in Italia pagano l’Ires soltanto sui redditi prodotti in Italia. La mini-Ires (o Ires premiale) si applica ai soggetti Ires che hanno accantonato almeno l’80% degli utili del 2024 e ne hanno destinato una parte all’investimento in beni strumentali garantendo un incremento occupazionale nel 2025.

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