Concordato, altre 700mila lettere a chi dichiara meno dei dipendenti
Nuovo invio massivo di Pec alle partire Iva con redditi inferiori a 15mila euro. Con il via libera della Camera al Dl, riapertura del patto con il Fisco al 12 dicembre
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Fisco non molla la presa e questa volta non vuole fare sconti a quelle 700mila partite Iva che dichiarano meno dei propri dipendenti fermandosi sotto i 15mila euro e soprattutto sotto il limite minimo di reddito per categoria preso a base di riferimento per l’adesione al concordato preventivo biennale.
Dalla notte tra martedì 3 e mercoledì 4 dicembre la Sogei, il braccio operativo dell’amministrazione finanziaria guidata da Cristiano Cannarsa, ha rilasciato in rete una nuova ondata di Pec come secondo avviso ai naviganti e soprattutto a quei contribuenti che agli occhi del Fisco si fingono dei finti poveri.
Il primo invio massivo
Il primo invio massivo effettuato la scorsa settimana ha riguardato 2 milioni di contribuenti che non hanno aderito entro il 31 ottobre al concordato preventivo biennale. Anche in quell’occasione nell’andare a incrociare i dati dell’Anagrafe tributaria la Sogei aveva evidenziato circa un milione di soggetti che hanno dichiarato meno di 15mila euro senza accettare il patto biennale con fisco, ricordando a tutti, comunque, che sono ancora in corso i tempi supplementari per aderire sfruttando la finestra aperta fino al 12 dicembre con l’approvazione definitiva della Camera attesa per giovedì 5 dicembre del decreto fiscale, su cui il governo ha incassato mercoledì 4 dicembre la fiducia (192 sì, 112 no e 3 astenuti).
La selezione mirata
Proprio all’interno di questa platea si concentrano ora le ulteriori attenzioni dell’amministrazione finanziaria che ha individuato, con una nuova selezione mirata, quei contribuenti che hanno uno o più specifici fattori di anomalia. A partire dall’aver denunciato al Fisco redditi inferiori a quelli dei dipendenti dello stesso settore economico.
L’altro dato incrociato è il reddito minimo di settore di riferimento rispetto agli Indici di affidabilità della categoria di appartenenza. A chiudere il cerchio per finire nella nuova black list è il reddito indicato nell’ultima dichiarazione presentata entro il 31 ottobre e che risulta inferiore contemporaneamente ai 15mila euro e al reddito minimo di riferimento.








