Bonus Natale, concordato, partite Iva: via libera definitivo della Camera al decreto fiscale
Il provvedimento ha conosciuto una dinamica in Parlamento non senza tensioni all’interno della maggioranza
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Dal due per mille per i partiti al concordato, dal payback farmaceutico alle partite Iva. Sono alcune delle misure contenute nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio approvato definitivamente dalla Camera e che ha conosciuto una dinamica in Parlamento non senza tensioni all’interno della stessa maggioranza. Il confronto tra i partiti adesso si sposta sulla manovra vera e propria, nella quale più di un nodo politico rimane ancora alla ricerca di un compromesso. Ieri l’assemblea di Montecitorio aveva confermato la fiducia al Governo sul testo del decreto fiscale.
Concordato e partite Iva
Tra le novità più significative c’è la riapertura dei termini del concordato preventivo biennale, approvata dal Consiglio dei ministri il 12 novembre con decreto legge, poi confluito nel decreto fiscale per velocizzarne l’approvazione. Il concordato bis a chi non ha aderito alla prima tranche: si applicano le stesse condizioni e la finestra si chiuderà il 12 dicembre. Nello stesso decreto si è anche ampliata la platea del Bonus Natale da 100 euro, insieme alle tredicesime dei lavoratori dipendenti con almeno un figlio a carico, anche single.
Con la riformulazione del Governo all’emendamento (presentato dalla Lega nel corso di esame al Senato) sarà possibile rinviare il pagamento delle imposte sui redditi per le partite Iva individuali fino a 170mila euro di ricavi o compensi: la scadenza del 2 dicembre (il 30 novembre cade di sabato) viene rinviata al prossimo 16 gennaio, pagando in un’unica soluzione e rateizzando l’importo in cinque tranche in scadenza il 16 di ogni mese fino al 16 maggio.
Payback farmaceutico
A Montecitorio l’approvazione del decreto è avvenuta senza modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato in prima lettura. Sempre a Palazzo Madama ha ottenuto via libera l’emendamento di Fratelli d’Italia, sottoscritto anche dal Pd, sul payback farmaceutico, il cui obiettivo è un riequilibrio tra le Regioni. La misura ridisegna il meccanismo e prevede che nella definizione delle quote spettanti alle Regioni da parte delle aziende come contributo allo sforamento del tetto di spesa farmaceutica, l’Aifa tenga conto non più del solo criterio pro capite, ossia del numero di abitanti, ma anche dei «rispettivi superamenti dei tetti di spesa», redistribuendo gli importi delle Regioni.
Ai partiti nel 2024 tre milioni in più
Dopo il mancato blitz sul finanziamento alla politica con l’emendamento riformulato dal governo che ridisegnava l’intera disciplina bloccato dal Quirinale, il decreto introduce comunque una novità per i fondi ai partiti: è passata la versione originale della proposta di modifica presentata dall’opposizione che aumenta solo per il 2024 di tre milioni il tetto stabilito per legge (25,1 milioni di euro) delle risorse che provengono dalla destinazione volontaria del due per mille dell’Irpef.








