Una piccola imbarcazione a motore passa accanto a navi ancorate nello Stretto di Hormuz, al largo di Bandar Abbas, in Iran. (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)      Associated Press/ LaPresse Solo l'Italia e la Spagna APN

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Vance: Hormuz è aperto, ok Iran al ritorno ispettori dell’Aiea è una pietra miliare

L’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato di istituire un canale di comunicazione per evitare incidenti e proteggere il transito nello a Hormuz. Lo riferiscono i mediatori Pakistan e Qatar in una nota congiunta

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22 giugno 2026

Cnn, Usa istituiscono meccanismo monitoraggio del cessate il fuoco

Gli Stati Uniti hanno istituito un “meccanismo di monitoraggio” per il fragile cessate il fuoco in Libano, dato che le ripetute violazioni da parte di Israele e Hezbollah hanno minacciato di far fallire i negoziati con l’Iran. Lo ha dichiarato alla Cnn un funzionario statunitense, riferendo che il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato sia con il premier israeliano Benjamin Netanyahu che con il presidente libanese Joseph Aoun “per consolidare il cessate il fuoco e i futuri colloqui”. “A seguito di tali conversazioni, gli Stati Uniti hanno avviato un meccanismo di monitoraggio tramite il Centcom (Comando Centrale degli Stati Uniti), affinché i nostri decisori politici dispongano di informazioni accurate e in tempo reale sui combattimenti in Libano”, ha affermato il funzionario.

22 giugno 2026

Iran, Vance apre a sblocco asset iraniani: se non andranno a terroristi

Le parole del vicepresidente statunitense JD Vance.

22 giugno 2026

Libano, Ghalibaf: questione sovranità verrà risolta in colloqui con Usa

“La sovranità nazionale del Li bano sul suo intero territorio troverà una soluzione definitiva nel corso di questi colloqui, e finché ciò non avverrà, non li abbandoneremo”. Lo ha dichiarato il capo negoziatore iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media di Stato di ritorno dai colloqui in Svizzera con gli Stati Uniti.

22 giugno 2026

Media, Netanyahu nel panico per nuovo meccanismo di de-escalation in Libano

In un servizio andato in onda questa sera durante il telegiornale di Channel 12, è stato riferito che il primo ministro Benjamin Netanyahu è “in preda al panico” per il nuovo meccanismo di de-escalation in Libano, emerso dai colloqui di ieri tra Stati Uniti e Iran che potrebbe escludere Israele dal quadro di supervisione. Secondo l’emittente, che cita un alto funzionario israeliano, Netanyahu ha avviato iniziative diplomatiche per tutelare gli interessi di Israele. Il nuovo “meccanismo di de-escalation”, annunciato dal vicepresidente statunitense JD Vance, sostituirebbe quello negoziato nel 2024 che includeva Israele, Libano, Stati Uniti, Francia e Nazioni Unite, con un nuovo organismo composto da Stati Uniti, Iran, Libano, Qatar e Pakistan.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu interviene durante una conferenza stampa, nel contesto del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, a Gerusalemme, il 19 marzo 2026. REUTERS/Ronen Zvulun/Foto d'archivio

22 giugno 2026

Iran, ministro Pakistan: Israele tenta di sabotare l’accordo

Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Muhammad Asif ha accusato Israele di voler ostacolare l’accordo di pace tra Stati uniti e Iran. Lo ha riferito l’agenzia iraniana Tasnim. Secondo Asif, Israele “cerca di sabotare l’accordo di pace tra Stati uniti e Iran”. Il ministro pakistano ha inoltre sostenuto che il raggiungimento di un’intesa potrebbe portare alla “fine politica” del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e persino al suo arresto. Le dichiarazioni arrivano mentre proseguono i contatti diplomatici sul memorandum d’intesa tra Washington e Teheran e sulla stabilizzazione regionale.

22 giugno 2026

Vance riparte dalla Svizzera: progressi su Hormuz e nucleare

Il vicepresidente Usa JD Vance ha rivendicato “progressi” nei colloqui con la delegazione iraniana in Svizzera, affermando che le parti hanno definito un meccanismo per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz e per sostenere il cessate il fuoco regionale. Parlando ai giornalisti ai piedi della scaletta dell’Air Force Two, prima di lasciare la Svizzera per rientrare negli Stati uniti, Vance ha detto di sentirsi “molto bene” per i passi avanti compiuti negli ultimi due giorni.

“Il punto fondamentale è che, primo, abbiamo messo in piedi il meccanismo per garantire non solo che lo Stretto di Hormuz sia aperto, ma che resti aperto”, ha dichiarato. Vance ha affermato che dagli scorsi colloqui sarebbero usciti “circa 15 milioni di barili di petrolio”, contribuendo al calo dei prezzi del greggio e, di conseguenza, a un atteso ribasso dei prezzi della benzina.

22 giugno 2026

Iran, Erdogan a Pezeshkian: «Soddisfatti per accordo con Usa, Turchia farà possibile per pace»

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, nel quale i due leader hanno discusso delle relazioni bilaterali tra i loro Paesi, oltre che dei principali sviluppi regionali e internazionali. Nel corso del colloqui - si legge in una nota della presidenza turca - Erdogan ha definito “positivamente” l’accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti, affermando che Ankara farà “tutto il possibile” affinché il processo si concluda con una soluzione pacifica. Il presidente turco ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di vigilare contro eventuali tentativi di “sabotare i negoziati”. Sempre secondo quanto riferito dalla presidenza turca, Erdogan ha sottolineato che nella nuova fase è “importante e necessario” adottare iniziative in grado di rafforzare la pace e la stabilità regionale, assicurando l’impegno della Turchia in questa direzione.

22 giugno 2026

Trump: «Iran accetterà ispezioni per garantire la trasparenza nucleare»

“Tutti sanno bene che l’Iran accetterà ispezioni approfondite sui suoi armamenti per garantire la ’trasparenza sul nucleare’ a lungo termine”. Lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth.

22 giugno 2026

Iea, dopo accordo situazione rimasta altamente imprevedibile, incertezza su esiti colloqui

Il nuovo accordo tra Stati Uniti e Iran “è giunto in un momento critico per i mercati petroliferi”. La situazione rimane comunque “altamente imprevedibile, con forti tensioni in ampie fasce del mercato e incertezza sull’esito dei colloqui di pace”. Lo scrive la l’Agenzia internazionale dell’energia, nel documento ’Come si sono riadattate le forniture globali di petrolio per contribuire a colmare l’enorme vuoto lasciato dallo shock dello Stretto di Hormuz’. “Anche se la riapertura dello Stretto dovesse procedere con successo, come noi e molti altri auspichiamo sinceramente, il conflitto in Medio Oriente lascerà un segno indelebile sul settore energetico globale”, sottolinea la Iea. La crisi degli ultimi quattro mesi, spiega l’Agenzia, “sta spingendo i paesi di tutto il mondo, produttori e consumatori, a rivedere le proprie strategie e politiche energetiche. Aziende e governi si trovano già a dover prendere decisioni cruciali su investimenti, progetti infrastrutturali, partner commerciali, rotte di approvvigionamento, combustibili e tecnologie. Gli effetti saranno significativi e duraturi”.

22 giugno 2026

Teheran a Vance, su nucleare nessun nuovo impegno preso

I rapporti tra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e l’Iran “proseguiranno secondo le procedure vigenti”, nel rispetto degli obblighi previsti dagli accordi sulle salvaguardie e delle leggi nazionali, nonché delle decisioni del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dai media di Stato. Baghaei ha inoltre precisato che, durante i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera, “non si è discusso del programma nucleare iraniano e non sono stati assunti nuovi impegni”. La posizione è stata confermata anche dall’agenzia iraniana Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, che ha smentito le affermazioni del vicepresidente americano J.D. Vance secondo cui Teheran avrebbe accettato di consentire il ritorno degli ispettori nucleari. Secondo una fonte citata dall’agenzia, infatti, non vi sarebbe stata alcuna discussione sul rientro in Iran degli ispettori dell’Aiea.

22 giugno 2026

Libano, Ben Gvir: «Adoriamo Trump, ma sicurezza Israele viene prima di tutto»

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, ha dichiarato che, pur “adorando” il presidente americano Donald Trump, “la sicurezza dei cittadini israeliani viene prima di tutto”. “Prima di tutto - ha affermato Ben Gvir in una nota - vengono i soldati israeliani, i nostri combattenti, i nostri residenti, la sicurezza dei cittadini israeliani. Non ci saranno più cessate il fuoco avventati”. Commentando le morti dei soldati israeliani avvenute dopo l’annuncio di un nuovo cessate il fuoco con Hezbollah in Libano, Ben Gvir ha criticato “anni di risposte misurate” e i tentativi di “comprare una pace temporanea” con l’Iran e i suoi alleati regionali, aggiungendo che tali politiche sono state interpretate dai nemici di Israele come “segni di debolezza”. “Se lo Stato di Israele non sarà sicuro, Beirut assomiglierà a Beit Hanun”, ha avvertito, ribadendo l’apprezzamento per “l’amicizia e la cooperazione con il nostro amico Stati Uniti, ma alla fine la responsabilità della sicurezza dei cittadini israeliani ricade esclusivamente sul governo israeliano”.

22 giugno 2026

Iran: Ghalibaf e Araghchi volano a Muscat per incontrare sultano Oman

Il presidente del Parlamento e capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, hanno lasciato Teheran alla volta di Muscat, la capitale dell’Oman, per incontrare il sultano, Haitham bin Tariq. Lo riferiscono i media della Repubblica islamica, precisando che durante la visita nel sultanato si parlerà della futura amministrazione dello Stretto di Hormuz. Nel fine settimana Ghalibaf e Araghchi avevano partecipato ai colloqui con la delegazione Usa ed i Paesi mediatori in Svizzera e solo da poche ore avevano fatto ritorno a Teheran.

22 giugno 2026

Rubio da domani nei Paesi del Golfo per colloqui sull’Iran

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio si recherà in missione nei Paesi del Golfo da domani nell’ambito dei negoziati con l’Iran. Lo riferisce il dipartimento di Stato americano in una nota precisando che il segretario si recherà in Kuwait, Emirati arabi uniti e Bahrein.

22 giugno 2026

Il presidente iraniano Pezeshkian atteso in Pakistan domani

Il ministero degli Esteri di Islamabad ha confermato che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso domani in Pakistan: “La visita fornirà anche un’importante opportunità per discutere degli impegni diplomatici in corso dopo la firma del memorandum di intesa” tra Usa e Iran, recita una nota del dicastero di Islamabad pubblicata su X.

22 giugno 2026

Tesoro Usa autorizza produzione e vendita petrolio Teheran per 60 giorni

“In linea con i colloqui produttivi in corso in Svizzera, l’Iran si è impegnato a garantire un transito libero e aperto nello Stretto di Hormuz e a consentire l’accesso nel proprio territorio agli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Nell’ambito di tale accordo, il Dipartimento del Tesoro ha emesso una licenza generale temporanea della durata di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano”. Lo ha annunciato su X il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent. “Sotto la guida del presidente Donald Trump e del vicepresidente JD Vance, continuiamo a rendere il mondo più sicuro e più prospero”, ha aggiunto.

22 giugno 2026

Libano, Ben-Gvir: Netanyahu rompa con Trump su tregua, siamo vicini a vittoria

Dopo aver pagato “un prezzo altissimo” negli ultimi anni di guerra, “siamo giunti al punto più vicino a una vittoria decisiva”. Lo ha dichiarato il ministro della Sicurezza israeliano Itamar Ben-Gvir, opponendosi a quelli che ha definito “cessate il fuoco deboli”. “L’equazione deve essere molto semplice e chiara: lo Stato di Israele deve essere sicuro”, ha spiegato durante la riunione settimanale del suo partito, Otzma Yehudit, alla Knesset, come riporta Times of Israel. “Lo Stato di Israele deve agire secondo un principio chiaro. Apprezziamo i nostri amici. Amiamo il presidente Trump. Ma prima di tutto, i soldati di Israele. Prima di tutto i nostri combattenti, prima di tutto i nostri cittadini», ha dichiarato. “Se il Libano permette che il suo territorio venga trasformato in una base terroristica contro lo Stato di Israele, Beirut deve capire che non può continuare a fare come se nulla fosse. Chiunque scelga la guerra contro Israele deve subirne le conseguenze. La mia posizione è che non possiamo tollerare una sola lacrima da parte di una madre israeliana, anche se ci fossero le lacrime di mille madri libanesi, e dobbiamo andare avanti”. Interpellato sulle critiche mossegli dal vicepresidente statunitense JD Vance per aver bocciato l’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, Ben-Gvir ha affermato che, pur apprezzando Vance e Trump, ci sono stati diversi “casi in cui gli americani non erano dalla nostra parte, e nonostante ciò, abbiamo vinto”. “Il mio impegno è rivolto soprattutto ai nostri soldati e ai nostri cittadini. È a loro che ci dedichiamo. Voglio ringraziare gli americani, ma la nostra linea rossa sta danneggiando i soldati e i civili”, ha proseguito. Secondo Ben-Gvir, “Netanyahu deve andare dal presidente Trump, abbracciarlo e dirgli: ’Presidente Trump, grazie, ma cosa possiamo fare? Non possiamo rispettare questo accordo. Lei non tollererebbe la presenza di nazisti al suo confine. Non tollererebbe che i suoi soldati vengano attaccati e che la loro capacità di risposta sia limitata. La nostra risposta deve essere al 100%’”.

22 giugno 2026

Idf, ’rammarico’ per studentessa uccisa in raid a Gaza, ’colpito membro Hamas’

“Questa mattina l’Idf ha colpito un membro dell’ala militare di Hamas mentre si trovava a bordo di un veicolo nell’area di Gaza city. L’esercito è a conoscenza delle segnalazioni secondo cui, a seguito dell’attacco, sarebbe stata colpita anche una persona non coinvolta. L’Idf esprime rammarico per qualsiasi danno arrecato a persone non coinvolte e adotta tutte le misure possibili per ridurre al minimo tali conseguenze”. Lo ha dichiarato l’esercito interpellato in seguito alla notizia pubblicata dai media di Gaza secondo cui una studentessa di 18 anni, Raghad Ashour, è rimasta uccisa nell’attacco israeliano.

22 giugno 2026

Vance: negoziati proseguiranno con i team tecnici

“Sto per tornare a casa negli Stati Uniti, ma i team tecnici continueranno a lavorare sotto la dovuta supervisione per garantire il raggiungimento degli obiettivi importanti per tutti”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ai giornalisti al termine dei colloqui in Svizzera. Lo riporta la Cnn. “Per quanto questo posto sia bellissimo, non posso rimanervi per i prossimi 60 giorni”, ha dichiarato, aggiungendo che i team hanno fatto “molti buoni progressi” durante i colloqui, rimanendo al tavolo delle trattative fino a dopo l’una di notte.

22 giugno 2026

Iran: ok Teheran a ritorno ispettori Aiea

L’Iran ha accettato il ritorno degli ispettori Aiea, ha anticipato il giornalista di Axios Barak Ravid, prima di dare la notizia che la conferma era arrivata anche dal vice presidente americano JD Vance. Gli ultimi ispettori dell’agenzia dell’Onu rimasti in Iran avevano lasciato il Paese lo scorso luglio, dopo il primo intervento militare israeliano sostenuto dagli Stati Uniti.

22 giugno 2026

Vance, «ok Iran al ritorno degli ispettori dell’Aiea è una pietra miliare»

“Gli iraniani hanno accettato di invitare nuovamente gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica” e questo rappresenta “una pietra miliare” per raggiungere un accordo sul nucleare iraniano. Lo ha detto il vicepresidente americano, Jd Vance. “Si tratta di un passo importante per il popolo americano - ha proseguito Vance - e di un primo passo verso la cessazione definitiva del programma iraniano di armamento nucleare. Abbiamo gettato ottime basi per un accordo finale di successo”, ha concluso il vicepresidente Usa.

22 giugno 2026

La nave Yasa Moon del gruppo D’Amico esce dal Golfo Persico grazie alla Marina Militare

Andrea Carlidi Andrea Carli

Navi nello Stretto di Hormuz, viste da Musandam, Oman, 18 giugno 2026 REUTERS

Il 21 giugno 2026, d’Amico Società di Navigazione ha comunicato in una nota che la Marina Militare ha coordinato, in collaborazione con la US Navy, il passaggio in sicurezza della portarinfuse Yasa Moon attraverso lo Stretto di Hormuz. L’operazione, stando alle indicazioni fornite dal gruppo attivo nel settore del trasporto marittimo e confermate dalla Marina Militare, è scattata quarantotto ore dopo la firma dell’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran. Di fatto l’operazione costituisce il primo dispiegamento operativo di fatto della Marina italiana nell’area di Hormuz dopo l’intesa tra Usa e Iran, in sinergia con la Marina americana.

Intanto i due cacciamine Crotone e Rimini della classe Gaeta, posizionati a Gibuti da giugno nell’ambito della missione anti-pirateria Atalanta, e formalmente inquadrabili nella missione Aspides (Mar Rosso), attendono che il governo chieda il via libera al parlamento per il loro impiego nell’attività di sminamento, sotto l’ombrello di una missione internazionale, dello Stretto di Hormuz.

22 giugno 2026

Il presidente iraniano Pezeshkian atteso in Pakistan domani

- “Gli iraniani hanno accettato di invitare nuovamente gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica” e questo rappresenta “una pietra miliare” per raggiungere un accordo sul nucleare iraniano. Lo ha detto il vicepresidente americano, Jd Vance. “Si tratta di un passo importante per il popolo americano - ha proseguito Vance - e di un primo passo verso la cessazione definitiva del programma iraniano di armamento nucleare. Abbiamo gettato ottime basi per un accordo finale di successo”, ha concluso il vicepresidente Usa

22 giugno 2026

Il presidente iraniano Pezeshkian atteso in Pakistan domani

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso in Pakistan domani, dopo i colloqui con gli Stati Uniti. Lo riferiscono i media statali iraniani.

22 giugno 2026

Iran, Vance: Hormuz è aperto

“Vogliamo creare un meccanismo per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. È aperto”, ha affermato oggi il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. “Vogliamo assicurarci di istituire un meccanismo per garantire che, quando sorgono conflitti che inevitabilmente si presentano, possiamo affrontarli e risolverli”, ha spiegato Vance, nel corso della conferenza stampa tenuta oggi al termine dei colloqui in Svizzera. “Ieri è stata una giornata davvero molto molto positiva. Abbiamo fatto molti progressi importanti. Abbiamo fatto esattamente ciò che volevamo fare” ha dichiarato Vance, intervenendo in conferenza stampa al termine dei colloqui in Svizzera.

22 giugno 2026

Iran: Cina, Washington e Teheran mantengano slancio negoziati

La Cina sostiene gli sforzi di mediazione compiuti da Pakistan, Qatar e altre parti e auspica che sia l’Iran che gli Stati Uniti mantengano lo slancio dei negoziati, continuino a collaborare e si impegnino per ottenere progressi positivi nei colloqui. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, rispondendo alle domande nel corso del briefing con la stampa. Lo riporta il Global Times.

22 giugno 2026

Iran, Sharif: conclusi colloqui, stabilita tabella di marcia

“I colloqui tra Iran e Stati Uniti si sono conclusi con successo in Svizzera. Le discussioni si sono svolte in un clima positivo e costruttivo e hanno portato a progressi incoraggianti”, ha dichiarato su X il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif.

“Le discussioni si sono svolte in un clima positivo e costruttivo e hanno prodotto progressi incoraggianti, tra cui l’accordo su una tabella di marcia per raggiungere un’intesa finale entro 60 giorni, l’istituzione di un Comitato di Alto Livello incaricato della supervisione politica del processo e l’avvio di ulteriori colloqui tecnici”, ha specificato il leader pachistano. “Mi congratulo con la leadership sia degli Stati Uniti sia dell’Iran per il loro continuo impegno a favore di un dialogo costruttivo e ringrazio tutti i Paesi fratelli e amici per il loro prezioso sostegno nel promuovere questo storico processo”, ha osservato il primo ministro pachistano, aggiungendo un pensiero anche per il corpo diplomatico del Qatar, “fondamentale supporto nel creare le condizioni necessarie affinché questi negoziati potessero procedere”. “Un ringraziamento va anche al Governo svizzero per aver facilitato e ospitato questi colloqui”, ha osservato ancora Sharif.

22 giugno 2026

L’Iran celebrerà i funerali di Khamenei in Iraq l’8 luglio

L’8 luglio si terranno i funerali dell’ex leader Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi statunitensi e israeliani del 28 febbraio, nelle città di Najaf e Karbala in Iraq, ha dichiarato Iman Attarzadeh, un funzionario incaricato delle commemorazioni del defunto leader. Le cerimonie funebri in Iran saranno dedicate al leader e a quattro membri della sua famiglia uccisi insieme a lui, ha affermato Attarzadeh, citato dall’agenzia Irna, aggiungendo che le celebrazioni inizieranno a Teheran dal 4 al 6 luglio, proseguiranno a Qom e in Iraq, e il 9 luglio Khamenei sarà sepolto nel santuario dell’ottavo Imam sciita, Reza, a Mashhad

22 giugno 2026

Iran: 18 ore di «colloqui intensi», delegazione rientra a Teheran

La delegazione iraniana lascia la sede dei colloqui in Svizzera per rientrare a Teheran. Lo riporta Tasnim. Dopo circa 18 ore di “intensi colloqui e consultazioni”, scrive l’agenzia, la delegazione iraniana ha lasciato l’edificio in cui si sono tenuti i negoziati. I colloqui con gli Stati Uniti, si sono svolti con la mediazione di Qatar e del Pakistan. I negoziati proseguiranno, ma a livello tecnico, nell’ambito di gruppi di lavoro.

22 giugno 2026

Iran, delegazione di Teheran in Svizzera riparte dopo 18 ore di discussioni

La delegazione iraniana torna a Teheran dopo “18 ore di intense discussioni” con i mediatori Usa in Svizzera. Lo riportano media statali.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 22 giugno

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22 giugno 2026

Dalla crisi dell’ottobre 1985 al no di marzo ai caccia, Sigonella ancora una volta centro dello scontro Italia-Usa

Andrea Carlidi Andrea Carli

Il Boeing 737 dell'Egypt Air con a bordo quattro terroristi palestinesi circondato dalle forze americane sulla pista, a loro volta circondate dalle forze speciali dei carabinieri, nell'iconica immagine scattata da un carabiniere l'11 ottobre 1985 nella base di Sigonella.  ANSA

Giambattista Vico parlerebbe di “corsi e ricorsi storici”, per indicare che la storia si sviluppa in maniera ciclica. C’è un filo che unisce Italia e Usa, che nel corso degli anni è risultato più o meno trasparente, e che spesso ha fatto tappa in una base aerea che sorge a circa 15 chilometri a ovest della città di Catania, è più precisamente tra il comune di Lentini (nella provincia di Siracusa, all’interno della contrada omonima “Sigonella”) e i comuni della città metropolitana di Catania, tra cui la stessa Catania, Belpasso e Motta Sant’Anastasia.

 Sigonella è un nome che i libri di storia conoscono bene.

22 giugno 2026

Iran: media, «ex capo Shin Bet Bar allontanato dagli Emirati Arabi per possibile attentato»

L’ex capo dello Shin Bet Ronen Bar e sua moglie sono stati fatti allontanare dagli Emirati Arabi Uniti dopo un allarme di un possibile attentato iraniano. Lo hanno riferito fonti anonime al Canale 13 israeliano, secondo cui Bar e la moglie avrebbero partecipato a una conferenza internazionale sulla sicurezza ospitata dal ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Una fonte vicina al Paese del Golfo ha smentito alla rete televisiva che la conferenza fosse in programma.

22 giugno 2026

Iran, Pakistan e Qatar: progressi incoraggianti in colloqui Svizzera

Riunite in un hotel di lusso sul Burgenstock, nelle Alpi svizzere, le delegazioni di Iran e Stati Uniti hanno compiuto “progressi incoraggianti”. Lo hanno dichiarato i governi di Pakistan e Qatar in una nota congiunta. Le due parti si sono “accordate su una tabella di marcia finalizzata a raggiungere un accordo definitivo entro 60 giorni, gettando così le basi per l’avvio immediato di nuovi colloqui tecnici” che proseguiranno per il resto della settimana

22 giugno 2026

Bürgenstock resort di superlusso per celebrità, jet set e politica

Delegates are seen in silhouette in the lobby of the Bürgenstock Resort in Obbuergen, near Lucerne, in Switzerland, Sunday, June 21, 2026, ahead of high-level talks aimed at advancing a deal to end the Middle East conflict. (Fabrice Coffrini/Keystone via AP)      Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain APN

Fin dalla sua apertura nel 1873 è stato un rifugio per celebrità e membri del jet set, ma anche per tanta politica. E’ il Bürgenstock, resort a cinque stelle appollaiato sull’omonima montagna che sovrasta il lago di Lucerna, in Svizzera.

22 giugno 2026

Italia-Usa: Trump, deluso non solo da Meloni ma da tutti i leader Nato

“Non sono deluso solo dall’Italia per non aver ricevuto quello di cui avevamo bisogno, ma da tutti i leader della Nato, i cui Paesi sono difesi dagli Stati Uniti”. Così il presidente americano, Donald Trump, intervistato da Maria Luisa Rossi Hawkins a Tgcom24. Lo riporta sul suo portale lo stesso Tgcom24. “Ritirarci dalla Nato? Non lo so, ma non intendo parlarne in questo momento”, ha aggiunto Trump.

22 giugno 2026

Iran: società analisi traffico navale, «navigazione a Hormuz ridotta drasticamente dopo nuova chiusura»

Secondo i dati sul traffico marittimo, ieri il numero di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz è diminuito drasticamente dopo che l’Iran ha annunciato la chiusura definitiva del canale, citando violazioni dell’accordo di pace provvisorio da parte di Israele e degli Stati Uniti. Secondo i dati della società di analisi Kpler, ieri cinque imbarcazioni hanno attraversato lo stretto, rispetto alle 26 di sabato giorno precedente. Tra queste figurano tre petroliere di grandi dimensioni che trasportavano ciascuna 2 milioni di barili di petrolio greggio e olio combustibile saudita, una delle quali diretta in Giappone.

22 giugno 2026

Da linea per Hormuz a unità per il Libano, progressi nei colloqui Iran-Usa

Una linea di comunicazione per evitare incidenti nello Stretto di Hormuz e una “unità per la gestione dei conflitti” con l’obiettivo di mettere fine ai combattimenti in Libano. Il primo round di colloqui di alto livello fra Iran e Stati Uniti in Svizzera si è concluso con “incoraggianti progressi” e le trattative al livello tecnico proseguiranno per il resto della settimana. Nonostante le minacce di Donald Trump di distruggere l’Iran che sembravano poter mettere in bilico le trattative, i mediatori Pakistan e Qatar parlano di buoni risultati. E il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sembra concordare: sono stati fatti “progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano. Per l’Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici”, ha detto su X elencando anche fra i risultati ottenuti la revoca blocco, lo sblocco di alcuni beni congelati e l’avvio di un “importante piano di ricostruzione e sviluppo”. In una nota congiunta diffusa al termine dei colloqui, Pakistan e Qatar hanno riferito che le delegazioni iraniana e americana hanno negoziato in un’“atmosfera positiva e costruttiva”, arrivando anche a delineare una “roadmap” per raggiungere un accordo definito entro i 60 giorni stabiliti. Washington e Teheran hanno deciso la creazione di un comitato di alto livello che avrà la supervisione politica della mediazioni. I capi negoziatori riferiranno regolarmente al comitato di alto livello e guideranno i gruppi di lavoro sui temi del “nucleare, della sanzioni e del monitoraggio e delle risoluzioni delle controversie”. Nel corso delle trattative Iran e Stati Uniti hanno “istituito un canale di comunicazione volto a prevenire incidenti e malintesi e a garantire il transito sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz”, hanno detto i mediatori sottolineando che è stata concordata anche la creazione di una unità di coordinamento per la prevenzione di incidenti al fine di garantire la fine delle operazioni militari in Libano”. Della cellula creata fanno parte Teheran, Washington e il Libano, e prevede il coinvolgimento anche dei mediatori.

22 giugno 2026

Media, fra Usa e Iran progressi su Hormuz, in Svizzera si è parlato si nucleare

Gli Stati Uniti, l’Iran e i mediatori hanno parlato in Svizzera dello Stretto di Hormuz e sono sono stati fatti “buoni progresso su questo fronte”. Lo riporta Axios citando un diplomatico americano, secondo il quale i colloqui di oggi si sono concentrati anche su tutti gli elementi dell’accordo sul nucleare.

22 giugno 2026

Araghchi, progressi su fine guerra in Libano, sbloccati alcuni beni congelati

“L’instancabile mediazione pakistana e qatariota ha portato a progressi significativi per porre fine alla guerra in Libano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi al termine del primo round di colloqui con gli Stati Uniti. “Per l’Iran sono state concesse deroghe alle restrizioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici, è stato revocato il blocco, sono stati sbloccati alcuni beni congelati ed è stato avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo”, ha messo in evidenza.

22 giugno 2026

Mediatori, Iran e Usa hanno creato una linea di comunicazione per Hormuz

L’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato di istituire un canale di comunicazione per evitare incidenti e proteggere il transito nello a Hormuz. Lo riferiscono i mediatori Pakistan e Qatar in una nota congiunta.

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