La ricerca

Imprese familiari: la sostenibilità come leva per innovazione e crescita

Studio di Fabula - Università Liuc - con Banca Sella e il patrocinio Aidaf sui temi Esg. Coinvolti sei casi d’eccellenza: Brembo, Davines Group, Ferragamo, Ferrari–Lunelli, illycaffè e Ponti

LIUC LIBERA UNIIVERSITA DI CASTELLANZA CARLO CATTANEO

5' di lettura

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La sostenibilità si è trasformata per le imprese familiari in una leva capace di guidare innovazione e crescita, e di influenzare positivamente la cultura aziendale, la coesione familiare e anche la reputazione dell’impresa. Sono, queste, alcune delle evidenze che emergono dalla ricerca “Esg e imprese familiari”, condotta da Fabula, il Family Business Lab dell’Università Liuc di Castellanza in collaborazione con Banca Sella e con il patrocinio di Aidaf (l’Associazione italiana delle aziende familiari). «Le imprese familiari più lungimiranti hanno ormai compreso che abbracciare i temi Esg non è più solo una “buona prassi”, ma una vera e propria sfida che permette loro di tracciare un percorso di innovazione e trasformazione, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile ad ampio raggio. E le aziende oggetto della ricerca ne sono un chiaro esempio» affermano Salvatore Sciascia e Valentina Lazzarotti, co–direttori di Fabula.

A finire sotto la lente sono state sei imprese familiari considerate “best in class” che - spiegano gli auto della ricerca - da tempo hanno intrapreso un percorso virtuoso integrando le tematiche Esg (acronimo di Environmental, Social, Governance) al loro interno: Brembo (Bergamo), Davines Group (Parma), Ferragamo (Firenze), Ferrari–Lunelli (Trento), illycaffè (Trieste) e Ponti (Novara). «Si tratta - chiariscono da Fabula - di aziende leader nei rispettivi settori, dalla moda alla cosmetica, dal food & beverage alla componentistica automotive, che si distinguono come eccellenze del Made in Italy e della sostenibilità».

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Il peso specifico

Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, l’81% delle aziende italiane ha una struttura proprietaria di tipo familiare, mentre Aidaf evidenzia come queste contribuiscano a circa l’80% del Pil nazionale. L’analisi ha evidenziato fattori comuni a tutti i casi osservati, che riguardano gli aspetti di business e quelli più familiari, individuando driver e benefici. A indirizzare le scelte Esg in maniera significativa è l’esposizione internazionale, ossia la presenza delle aziende su mercati esteri dove questi temi si sono manifestati per primi consentendo di adottare determinate pratiche con maggiore tempestività ed efficacia, e la professionalizzazione, ossia l’apertura a manager esterni alla famiglia che facilita l’adozione di pratiche e strategia Esg. Un ulteriore driver è la strategia di differenziazione, che si basa sull’idea che un’azienda possa creare un vantaggio competitivo impegnandosi nelle pratiche sostenibili e non solo offrendo prodotti e servizi unici, spiega la ricerca della Liuc.

Imprese familiari italiane: crescono lavoro e ricavi

I quattro “fattori familiari”

Dalla ricerca emerge che a livello familiare sono quattro i driver individuati. L’impronta del fondatore, presente in tutti i casi analizzati, con le sue attitudini, convinzioni e valori che influenzano l’orientamento verso la sostenibilità dell’azienda; il presidio dei temi Esg da parte di un componente della famiglia, ossia il coinvolgimento attivo nel monitoraggio e nella promozione di pratiche sostenibili che spesso va oltre il contesto aziendale e riguarda anche le associazioni di categoria; emergono, inoltre, come fattori altrettanto importanti la cultura familiare e il radicamento nel territorio che spingono le aziende ad adottare pratiche sostenibili al fine di rafforzare questo legame nel contesto locale.

L’evoluzione delle imprese

Il percorso di sostenibilità delle aziende - spiegano Salvatore Sciascia e Valentina Lazzarotti -, radicato nella visione del fondatore, «si è evoluto, strutturato e consolidato nel tempo. In queste realtà, infatti, la sostenibilità è diventata un autentico punto di forza, che permette loro di distinguersi nel panorama competitivo, proiettandosi verso un futuro più responsabile e prospero. Nel corso del tempo, la consapevolezza delle imprese familiari italiane riguardo ai temi Esg è maturata particolarmente: l’attenzione maggiore è solitamente rivolta all’aspetto ambientale; segue tipicamente l’ambito sociale e infine l’attenzione alla governance. Esistono naturalmente anche delle aree di miglioramento rispetto alle quali le imprese familiari possono ispirarsi ai casi da noi analizzati, come la formalizzazione della strategia ESG, la sua integrazione in tutti i processi aziendali e il coinvolgimento degli stakeholder».

I vantaggi competitivi

La ricerca condotta da Fabula sulle sei imprese rivela coma a livello aziendale i principali risultati includano l’efficienza operativa, dettata da una riduzione dei costi energetici; un packaging più sostenibile e un uso intelligente delle risorse e dei materiali; il miglioramento della reputazione aziendale; la crescita delle vendite, grazie ad una maggiore fiducia da parte dei consumatori e l’innovazione sotto molteplici aspetti, dal prodotto ai materiali usati, ai processi, fino al modello di business. L’insieme dei benefici emersi evidenziano, in sintesi, l’esistenza di un circolo virtuoso tra risorse investite in Esg, performance aziendale e risultati economici, consolidando il ruolo strategico della sostenibilità per il successo a lungo termine delle imprese.

Per quanto riguarda gli aspetti familiari, invece, i principali benefici derivanti dall’adozione di pratiche Esg riguardano il rafforzamento della cultura familiare; l’armonia e la coesione tra i membri della famiglia; la facilitazione del passaggio generazionale e l’attrattività verso la “next gen”, ovvero le nuove generazioni che entreranno in azienda.

La voce delle aziende coinvolte

Per Lara Ponti «Le imprese famigliari possono essere una grande risorsa per un futuro più sostenibile perché si pensano costantemente all’interno delle tre dimensioni ambientali, sociali e di continuità aziendale. Nella tradizione delle imprese di famiglie la ricchezza è storicamente un bene reinvestito nei territori. Oggi questa dimensione assume una nuova consapevolezza e un nuovo orizzonte, volta anche a creare le condizioni perché il futuro sia possibile e migliore dell’oggi».

«I temi Esg - dichiara Cristina Bombassei, Chief Legacy Officer di Brembo dal 2025, dopo undici anni alla guida della Direzione Sostenibilità del Gruppo, da lei fondata - sono valori profondamente radicati e prioritari in Brembo. Questo impegno guida le nostre strategie di business e ci spinge a promuovere pratiche sostenibili che abbiano un impatto positivo e duraturo per le persone e per i territori in cui operiamo nel mondo».

«Per un’azienda come illycaffè, l’integrazione dei principi Esg non è una questione di conformità normativa, ma rappresenta il cuore della sua identità e missione», afferma David Brussa, chief Total Quality & Sustainability officer di illycaffè. «L’azienda, ricertificata B-Corp, opera in modo da ottimizzare il proprio impatto positivo verso i dipendenti, le comunità di riferimento e l’ambiente - prosegue Brussa -, dimostrando che è possibile coniugare successo economico e valori etici».

Sonia Ziveri, chief Sustainability officer del Gruppo Davines, ricorda che «il gruppo è una B Corp dal 2016: questo significa perseguire un modello di business che sia una force for good e impatti positivamente il pianeta e le persone. Il nostro Gruppo è stakeholder-driven: attraverso il coinvolgimento attivo di tutti i nostri stakeholder perseguiamo obiettivi comuni, con una mission condivisa, che possano garantire un cambiamento positivo effettivo e sostenibile nel tempo».

«Generare benessere, sicurezza e bellezza per i nostri stakeholder e per la comunità che ci ospita» è uno degli obiettivi di Lunelli indicati da Camilla Lunelli, direttrice della comunicazione e delle relazioni esterne del Gruppo Ferrari-Lunelli. Una visione, spiega, che è frutto «del profondo attaccamento che la nostra famiglia ha da generazioni al territorio in cui operiamo. Territorio che vogliamo tutelare con una viticoltura rispettosa della biodiversità, nonché con il raggiungimento della carbon neutrality per le emissioni dirette della cantina, ma che vogliamo anche promuovere e valorizzare dal punto di vista sociale, turistico e culturale, in una prospettiva di lungo periodo».

Una profonda trasformazione è quella che ha caratterizzato negli ultimi anni l’industria della moda, secondo James Ferragamo, chief Transformation & Sustainability officer di Ferragamo. Una dinamica «accelerata dalla crescente consapevolezza dei consumatori in merito all’impatto ambientale e sociale. Questo cambiamento ha elevato la sostenibilità a una funzione strategica. In questo contesto, le aziende a conduzione familiare godono di un vantaggio unico: la loro visione a lungo termine, i valori profondamente radicati e l’impegno verso la comunità e il patrimonio culturale si allineano naturalmente con la crescente richiesta dei consumatori di autenticità, innovazione responsabile e impatto positivo».

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