Il 2023 anno nero per le esportazioni di vino italiano. Soprattutto per i rossi Doc
Secondo le elaborazioni Ismea-Uiv sui dati Istat il calo in volume è stato di oltre il 4% e quello in valore dello 0,8% con il fatturato che si è fermato a quota 7,7 miliardi nonostante l’inflazione
di Giorgio dell'Orefice
3' di lettura
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Per l’export di vino italiano il 2023 è stato come l’anno del Covid o quello della crisi dei mutui subprime. Senza però che ci fosse un evento scatenante. E forse è questo l’elemento sul quale occorre davvero riflettere.
L’export di vino made in Italy ha infatti chiuso il 2023 con un calo in valore dello 0,8%. Il fatturato si è infatti fermato a quota 7,7 miliardi di euro. E negli ultimi 20 anni di continua crescita un segno negativo era stato registrato solo nel 2020 per l’effetto del Covid e nel 2009 anno che ha seguito la grande crisi finanziaria. A rilevarlo è l’Osservatorio Ismea-Uiv che ha elaborato i dati ufficiali diffusi oggi dall’Istat.
«Ma al contrario dei due precedenti cali – spiegano all’Osservatorio – la flessione 2023 evidenzia difficoltà determinate non solo da variabili congiunturali ma anche da fattori di ordine strutturale, che sembrano peraltro accomunare tutti i principali Paesi produttori. L’Italia conferma comunque la sua leadership nei volumi esportati con la Spagna restando sopra quota 20 milioni di ettolitri nonostante il calo del 4,1%».
I dati definitivi certificano anche le aree di sofferenza che sono legate soprattutto ai vini fermi a denominazione in bottiglia, con flessioni in volume che sono state del -6,2% per le Dop e del -4,3% per le Igp. Magra consolazione solo il fatto che per la Francia le cose sono andate anche peggio con cali che sono stati rispettivamente del -11% e del -8%. A soffrire, in linea con le tendenze mondiali, sono soprattutto i rossi del Belpaese, che scendono dell’8% per le Dop e del 6% nel caso delle Igp, un’impasse evidenziata anche dal calo delle esportazioni di vini comuni in bottiglia (-9%).
Le difficoltà dei vini rossi penalizzano alcune regioni in particolare: -12,5% a volume per i rossi Dop veneti, meno 10,5% per i toscani, meno 5,5% per i piemontesi.
Sul versante vini bianchi - che vedono i Dop a -4,7% e gli Igp a -1,3% - si registra un calo delle vendite del 5% negli Stati Uniti chiudono a -5%, controbilanciato dal +3% del Regno Unito e dal +2% dei Paesi Bassi. Stazionaria la Germania.
Uniche note positive per l’export di vino nel 2023 si il forte incremento di vini sfusi (+12%), destinati soprattutto alla Germania, la cui incidenza sulla tipologia pesa per quasi 2/3 delle esportazioni.









