Un anno con Leone, il primo papa americano della storia
I viaggi: Africa e il ritorno in Europa
Il primo viaggio è arrivato a fine novembre in Turchia e Libano, un pellegrinaggio cui teneva molto Francesco. In particolare in Turchia per vivere a Íznik, l’attuale Nicea, le celebrazioni del 1700 anniversario del Concilio e poi volare in Libano a dare una carezza a gente sfiancata da guerra, crisi, povertà, emigrazioni e immigrazioni. Anche quello un pellegrinaggio – dal 27 novembre al 2 dicembre – che ha rilanciato il cammino ecumenico, con i molti incontri con il patriarca Bartolomeo, e ha offerto occasioni di dialogo coi leader di altre religioni e regalato preziosi fotogrammi. Tra questi, il Papa in preghiera silenziosa davanti alla devastazione del porto di Beirut, teatro dell’esplosione del 2020, o il Papa immerso nell’abbraccio collettivo di 15 mila giovani libanesi e non solo a Bkerké. Poi – dopo la missione lampo nel Principato di Monaco, uno “strano viaggio” come è stato definito – è arrivato quello lungo in Africa, quattro Paesi visitati – il primo è stato l’Algeria, dedicato alla visita alla patria di Sant’Agostino - in mezzo a code e platee di migliaia di fedeli in festa nonostante il caldo torrido o gli acquazzoni tropicali_ Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. In particolare si ricorda, l’appello per la giustizia - quella «vera» che corregge e risana - pronunciati nella prigione di Bata, in Guinea Equatoriale, davanti a 630 detenuti sotto la pioggia. E ancora, suppliche e invocazioni sull’equa distribuzione delle risorse e lo sviluppo integrale nell’Angola irrorata di petrolio e ricolma di giacimenti di diamanti dove, tuttavia, il 50% della popolazione vive in povertà assoluta. A breve il viaggio in Spagna e Canarie, che sancirà il ritorno di un pontefice nel cuore storico dell’Europa, che Francesco aveva deliberatamente ignorato, preferendo sempre mete nel global south (forse a settembre andrà in Francia). Per ora gli Stati Uniti non sono nel radar, sia perché a novembre si vota per il mid-term sia perché forse i tempi non sono maturi viste le tensioni politiche, che nonostante l’incontro con il Segretario di Stato Marco Rubio, non sono scomparse.

