Accanto alle foto della Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei (a sinistra), e di suo padre, il defunto leader supremo ayatollah Ali Khamenei, su una barricata eretta nella strada che conduce al complesso residenziale dove l’ayatollah Ali Khamenei è stato ucciso durante l’attacco sferrato da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio, a Teheran, in Iran, lunedì 31 agosto 2026. (Foto AP/Vahid Salemi)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

01 settembre 2026

Guerra, ultime notizie. Nuovi raid Usa su Hormuz, Teheran annuncia rappresaglia “decisiva»

Si riaccende la tensione in Medio Oriente tra Usa e Iran. Stanotte una petroliera è stata colpita da proiettili nello Stretto di Hormuz. Si dimette intanto il segretario dell’esercito americano Driscoll, dopo mesi di tensioni con Hegseth

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1 settembre 2026Aggiornamento fissato

Nuovi raid Usa su Hormuz, Teheran annuncia rappresaglia “decisiva”

Si infiamma il conflitto fra gli Stati Uniti e l’Iran con nuovi raid mirati condotti dalle forze statunitensi nella regione dello Stretto di Hormuz. Raid che hanno scatenato la reazione immediata di Teheran che ha annunciato una rappresaglia contro obiettivi Usa che ha definito “operazione decisiva”. La televisione di Stato di Teheran ha riferito che cinque deflagrazioni sono state udite nei pressi del villaggio di Masan nell’isola di Qeshm, e altre quattro nello Stretto di Hormuz, sul quale si affaccia l’isola, vicino alla città di Bandar Abbas. L’agenzia Irna ha riferito che quattro proiettili hanno colpito alcune zone della provincia sud-orientale del Sistan-Baluchistan, a est dello Stretto. Un aeroporto nel sud dell’Iran, Jiroft, nella provincia di Kerman, è stato preso di mira da un attacco aereo statunitense, secondo la televisione di stato iraniana, che però non ha fornito immediatamente informazioni su vittime o danni, dopo altri attacchi nel sud del paese vicino allo Stretto di Hormuz.

Secco il presidente Usa Donald Trump che ha parlato di raid “massicci e potenti” decisi “in risposta al fallito tentativo iraniano di piazzare mine navali nello Stretto, attualmente privo di mine”, e “al lancio di otto missili (tutti abbattuti con successo) contro la nostra base militare in Giordania”. “Se l’Iran dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità”, ha scritto Trump sul suo social Truth. E poi in un’intervista a Fox rincara la dose: “Se l’Iran dovesse reagire agli attacchi americani di oggi verrebbe completamente annientato”.

Ma i Guardiani della rivoluzione (i Pasdaran) hanno subito risposto che gli Stati Uniti “si pentiranno” di avere compiuto i nuovi raid. “Una punizione severa attende gli aggressori; gli Stati Uniti si pentiranno dei loro nuovi attacchi”, ha dichiarato il portavoce dei Guardiani, Hossein Mohebi. Ancora più duro l’annuncio dell’esercito iraniano secondo il quale è stata lanciata un’“operazione decisiva” contro obiettivi statunitensi nella regione. Intanto a sei mesi dall’attacco israelo-americano che ha dato il via alla guerra nel Golfo Persico, il presidente iraniano Massud Pezeshkian ha incontrato Vladimir Putin e Xi Jinping, incassando in particolare dal leader del Cremlino l’assicurazione che Mosca rimane fedele ai rapporti di amicizia sulla base del Trattato di partenariato strategico tra i due Paesi e quindi intende fornire a Teheran “l’aiuto necessario” in “questo periodo difficile”.

Poche ore dopo i colloqui, svoltisi a Bishkek a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco), gli americani hanno ripreso a bombardare postazioni dei Pasdaran iraniani vicino allo Stretto di Hormuz. Il vertice Sco a Bishkek ha offerto a Pezeshkian l’occasione per affermare che la Repubblica islamica punta sulla via diplomatica per mettere fine al conflitto. “Se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nel Memorandum d’intesa (firmato in giugno), faremo lo stesso immediatamente”, ha assicurato il presidente iraniano. Il primo ministro pachistano, Shehbaz Sharif, ha detto che il Memorandum, sottoscritto grazie alla mediazione del suo governo, offre “la via più praticabile per una pace duratura”. Pezeshkian ha tuttavia lamentato che, “anche quando le parti raggiungono un quadro politico per fermare il conflitto e avviare i negoziati, la mancanza di garanzie per un’attuazione efficace e il ritorno a una politica di pressione e minacce possono portare al fallimento del percorso diplomatico”. Perciò, “gli Stati Uniti devono tornare ai loro impegni e rispettare i termini del Memorandum d’intesa di Islamabad per porre fine alla guerra”, ha rincarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Quanto alla Russia, essa rimane “solidale con il popolo iraniano”, ha garantito Putin. “Ammiriamo il vostro coraggio e la vostra determinazione nella lotta per i vostri interessi nazionali”, ha aggiunto il presidente russo, nel primo incontro con il presidente della Repubblica islamica dall’inizio delle ostilità. “Apprezziamo e vi ringraziamo - ha risposto Pezeshkian - per le vostre posizioni in ogni fase, sia durante il periodo in cui si sono verificati i combattimenti e gli atti di aggressione, sia in circostanze normali, quando gli Stati Uniti ci imponevano sanzioni, sia alle Nazioni Unite che nei forum internazionali”.

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1 settembre 2026

Khamenei: «Daremo a Usa lezione indimenticabile»

«Il popolo iraniano e il Fronte di Resistenza daranno lezioni indimenticabili agli Stati Uniti». Lo ha affermato la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio dopo la nuova escalation con Washington.

Un uomo passa in auto davanti a uno striscione con il ritratto della Guida Suprema iraniana, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, nel centro di Teheran, in Iran, lunedì 31 agosto 2026. (AP Photo/Vahid Salemi) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

1 settembre 2026

Ft: «Mosca sta segretamente aiutando Teheran a sviluppare missili supersonici»

La Russia sta segretamente aiutando l’Iran a sviluppare missili da crociera supersonici avanzati. Lo riporta il Financial Times citando una sua indagine iniziata nel 2023 e continuata fino alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Il programma segreto pluriennale, che ha il nome in codice C430L, ha coinvolto alcuni dei più esperti specialisti missilistici russi per assistere l’Iran nello sviluppo di una nuova classe di armi, capace di minacciare le portaerei statunitensi e altre navi da guerra in Medio Oriente.

1 settembre 2026

L’Iran ha colpito un base aerea giordana che ospita forze Usa

L’Iran ha colpito la base aerea giordana di Muwaffaq Salti, che ospita forze statunitensi, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa iraniane Mehr e Tasnim. Il sito Haaretz riferisce che l’esercito israeliano ha dichiarato di aver rilevato lanci di missili iraniani diretti verso la Giordania.

1 settembre 2026

Media Iran, “esercito lancia operazione decisiva contro obiettivi Usa”

L’esercito iraniano ha lanciato un’“operazione decisiva” contro obiettivi statunitensi nella regione. Lo scrive l’agenzia di stampa Tasnim secondo cui “è iniziata un’operazione decisiva da parte delle forze armate iraniane in risposta al nemico statunitense. Le basi e gli interessi statunitensi nella regione sono presi di mira da missili e droni iraniani”.

1 settembre 2026

Raid Usa contro aeroporto civile iraniano di Jiroft

Un attacco statunitense ha colpito l’aeroporto civile di Jiroft, nella provincia di Kerman nel sud est dell’Iran. Lo rende noto la televisione iraniana Irib.

1 settembre 2026

Trump: accordo con Iran «non vale la carta su cui è scritto»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che un accordo con l’Iran “non vale la carta su cui è scritto”, aggiungendo che Washington ha concesso a Teheran molte opportunità per raggiungere un’intesa.

“Penso che un accordo con loro non valga la carta su cui è scritto. Abbiamo dato loro molte possibilità”, ha detto Trump a Fox News.

1 settembre 2026

Pasdaran: «Usa si pentiranno dei raid, punizione severa li attende»

“Una punizione severa attende gli aggressori. Gli Stati Uniti si pentiranno dei loro ultimi attacchi” contro l’Iran. Lo ha scritto su X Hossein Mohebi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran.

1 settembre 2026

Aiea, mancanza accesso ai siti nucleari è problema che va affrontato con la più grande urgenza

“La mancanza di accesso ai siti nucleari iraniani per verificare il materiale nucleare «deve essere risolta con la massima urgenza”. Ad affermarlo è l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) in un rapporto riservato consultato dall’Afp. “L’assenza di informazioni da parte dell’Agenzia” sul nucleare iraniano e “la mancanza di accesso agli impianti che ne consentirebbe la verifica costituiscono un motivo di preoccupazione in materia di proliferazione”, si legge nel rapporto.

1 settembre 2026

Trump: se l’Iran reagirà a questo attacco, sarà colpito ancor più duramente

“Se l’Iran reagirà a questo attacco più che giustificato, sarà colpito di nuovo, più duramente e a un livello molto più alto”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth, confermando i nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani.

1 settembre 2026

Idf, sesto sottomarino Ins Drakon in viaggio dalla Germania verso Israele

L’Idf e il ministero della Difesa israeliano annunciano la partenza questa mattina dalla Germania del sottomarino di classe Dolphin 2 destinato a Israele, che diventa il sesto sottomarino della marina militare israeliana. ’’L’Ins Drakon sarà equipaggiato con tecnologie innovative e avanzate che pongono Israele all’avanguardia della tecnologia militare globale e aumenteranno la flessibilità operativa della marina israeliana per gli anni a venire’’, affermano in una nota celebrando la partenza del sottomarino dai cantieri di Thyssenkrupp Marine Systems, il cui amministratore delegato, Oliver Burkhard, ha dichiarato: ’’Con la partenza dell’Ins Drakon, portiamo a termine con successo un programma complesso e impegnativo che, nel corso degli anni, si è contraddistinto per fiducia, competenza tecnologica e responsabilità condivisa. Israele è un partner importante per noi nel settore marittimo’’.

1 settembre 2026

Slittano i colloqui sul Libano, Aoun cerca sostegno ad Atene

Il negoziato tra Israele e Libano si allontana nel tempo mentre sul terreno, nonostante il cessate il fuoco, non si ferma l’offensiva israeliana attorno a una roccaforte di Hezbollah, il partito armato libanese alleato dell’Iran. Dopo la missione diplomatica del presidente Joseph Aoun in Grecia, è stato di fatto rinviato a metà settembre il terzo round di colloqui romani tra Stato ebraico e governo di Beirut, atteso per questa settimana. Le autorità libanesi avevano da giorni fatto capire che non era possibile sedersi al tavolo sotto la pressione del fuoco israeliano, mentre da Israele è trapelata una forte insoddisfazione per quella che viene descritta come l’incapacità dell’esercito libanese di disarmare Hezbollah nelle “zone pilota” concordate nei mesi scorsi. In questo quadro, un alto funzionario Usa esclude ormai, nel breve periodo, un ulteriore ritiro dell’esercito israeliano dalla “zona di sicurezza” nel sud libanese, ammettendo che “ci vorrà del tempo” per un’intesa. Washington continua a presentare il governo di Beirut come l’unico “legittimo interlocutore” del dossier, ma il quadro libanese resta più composito di quanto la formula lasci intendere. Sebbene il Dipartimento di Stato Usa dichiari che Hezbollah non dialoghi con nessuno perché “prende ordini dall’Iran” e ribadisca che il gruppo “deve disarmare”, c’è anche l’inamovibile presidente del Parlamento, Nabih Berri, alleato del movimento sciita e principale canale di dialogo tra Hezbollah e interlocutori esterni. In questa situazione, Berri respinge l’accordo quadro stipulato a giugno tra israeliani e libanesi con la mediazione di Washington, sostenendo come ben sette round negoziali abbiano finora solo esteso il raggio dell’occupazione territoriale israeliana. La tattica negoziale del presidente Aoun è invece diversa: ad agosto ha chiesto prima all’Italia e poi alla Grecia, stretti alleati di Israele e degli Stati Uniti, di intercedere presso lo Stato ebraico perché rispetti “pienamente e bilateralmente” l’accordo mediato dagli Stati Uniti, costruito attorno all’equazione schieramento dell’esercito libanese-disarmo di Hezbollah-ritiro israeliano dal sud. La visita di questi giorni di Aoun ad Atene è coincisa con un accordo di forniture militari Atene-Israele da 3,5 miliardi di dollari. Ai rappresentanti greci, Aoun ha ricordato gli oltre 4.300 libanesi uccisi e i più di 12mila feriti dall’inizio del conflitto con Israele lo scorso marzo. Intanto, sulla collina di Ali Taher, vicino Nabatiye, l’esercito israeliano porta avanti da giorni quella che i media di Beirut definiscono un’“escalation graduale” per conquistare l’altura dove combattenti di Hezbollah sarebbero asserragliati dentro tunnel e bunker sotterranei. Più a sud, nei distretti di Tiro, Bint Jbeil e Marjayun, si moltiplicano demolizioni e raid da parte dell’esercito di occupazione israeliano. E sul fronte diplomatico, sebbene al Palazzo di Vetro circoli ipotesi di un rinnovo in extremis della missione Onu schierata dal 1978 nel sud del Libano, circa 8.100 caschi blu, in scadenza il 31 dicembre, Stati Uniti e Israele restano fortemente ostili a questa ipotesi. Ecco perché si fa strada la proposta “leggera” di Bruxelles: l’alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha parlato di un’ipotesi di missione europea che non intende sostituire l’Unifil, ma che si limiterebbe ad addestrare l’esercito libanese per aumentare le sue capacità.

1 settembre 2026

Usa, abbiamo iniziato a colpire obiettivi iraniani a Hormuz

Alle 18.00 ora italiana le “forze americane hanno iniziato a colpire target del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie in Iran”. Lo annuncia il Us Central Command. “Gli attacchi fanno seguito ai recenti tentativi di aggressione da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie contro il traffico mercantile nello Stretto di Hormuz e contro il personale militare statunitense nella regione”, mette in evidenza il Us Central Command. (ANSA).

1 settembre 2026

Iran, esplosioni a Bandar Abbas e su isola di Qeshm

La tv di stato iraniana ha riferito di diverse esplosioni nella città portuale di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, e sull’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz.

1 settembre 2026

Axios: «Raid americani contro target iraniani nello Stretto di Hormuz»

Nuovi raid americani in Iran. Gli Stati Uniti stanno infatti colpendo target iraniani nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando un funzionario americano.

1 settembre 2026

Gb annuncia misure contro insediamenti, Sa’ar: «Risponderemo di conseguenza»

Il Regno Unito introdurrà nelle prossime settimane misure contro gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania.Lo ha annunciato il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband in Parlamento spiegando che il progetto dell’insediamento E1 “rischia di rendere irrealizzabile uno stato palestinese”. Ma ’’questo governo non acconsentirà alla distruzione della soluzione dei due Stati - ha dichiarato Miliband - Agiremo e nelle prossime settimane presenterò un pacchetto completo di misure’’. La risposta israeliana non si è fatta attendere. ’’Agiremo di conseguenza’’, ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gedeon Sa’ar, sostenendo che le misure britanniche rappresenterebbero un’interferenza nelle elezioni. “Se la Gran Bretagna agisse contro lo Stato di Israele, si tratterebbe di un’ingerenza nella campagna elettorale israeliana”, ha dichiarato Sa’ar a Ynet. Una simile mossa “avrebbe l’effetto opposto a quello che si potrebbero immaginare”, ha aggiunto.

1 settembre 2026

Sulla Tomba di Giuseppe, il sito conteso a cui mirano i coloni

Roberto BongiorniRoberto Bongiorni

L’Ufficiale Ammar Keno, da 30 anni in servizio, è incaricato di sorvegliare l’entrata della tomba di San Giuseppe, luogo conteso, che sempre più spesso attira coloni ebrei che arrivano senza coordinarsi con l’esercito (foto di Roberto Bongiorni)

Dal nostro inviato - NABLUS (Cisgiordania)

Ammar lo sa bene: l’ultima volta non sarà l’ultima. Anzi, la prossima visita dei coloni alla Tomba di San Giuseppe — «irruzione», la chiamano i suoi colleghi — sarà questione di settimane, forse non di giorni.

1 settembre 2026

Wsj, un’alleanza tra al-Qaeda e Houthi il nuovo incubo Usa

Un’alleanza terroristica tra i miliziani yemeniti Houthi e al-Qaeda, tramite il gruppo affiliato di al-Shabab. Questo il ’’nuovo grattacapo letale per Washington’’, come scrive il ’Wall Street Journal’. Che ricostruisce il tentativo americano di rompere ’’l’improbabile alleanza tra due implacabili nemici degli Stati Uniti’’.

Da una parte i militanti di al-Shabab legati ad al-Qaeda e che combattono in Somalia da vent’anni, dall’altra gli Houthi che beneficiano di armi e addestramento da parte dei Pasdaran iraniani. Citando funzionari statunitensi, somali e yemeniti il Wsj spiega che lo scorso febbraio, due settimane prima di attaccare l’Iran, un raid aereo Usa ha ucciso l’uomo che faceva da tramite tra Houthi e al-Qaeda almeno dal 2023, il somalo Jibril “Monco” Yahya Ali. Ma per gli Stati Uniti, la morte di Jibril è arrivata troppo tardi per fermare la catena di eventi che lui stesso aveva contribuito a innescare.

Gli Houthi e al-Shabab erano nemici settari, sciiti i primi e sunniti i secondi, fino a quando Jibril non ha contribuito alla loro alleanza, che ora minaccia di destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente e i mercati energetici di tutto il mondo. Due fonti americane a conoscenza dell’operazione hanno confermato che Jibril è stato ucciso da un attacco aereo statunitense, aveva 38 anni. “Al-Shabaab, la più grande e redditizia affiliata di Al-Qaeda, sta ottenendo accesso ad armi e addestramenti più sofisticati”, ha dichiarato al Wall Street Journal il generale statunitense Dagvin Anderson, comandante delle forze americane in Africa. “Dall’altro lato, gli Houthi stanno estendendo la loro portata geografica, consolidando la loro presenza in un’area che potrebbe destabilizzare ulteriormente uno dei punti nevralgici dell’economia mondiale - ha aggiunto - Non si tratta solo di un problema regionale. Ha implicazioni globali”.

1 settembre 2026

Le tensioni a Hormuz sono già costate all’Europa 50 miliardi, solo in combustibili

Una porta container nello stretto di Hormuz nei pressi della spiaggia di  Bandar Abbas via REUTERS

Lo Stretto di Hormuz ha rivelato il paradosso centrale della potenza iraniana: Teheran può condizionare l’arteria attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto scambiati nel mondo, ma non può comprimerla senza colpire la propria economia. La crisi del 2026 ha quindi accelerato una trasformazione destinata a sopravvivere alla guerra: ferrovie verso Russia e Cina, porti caspici, collegamenti con l’Iraq stanno componendo una rete concepita non per sostituire Hormuz, impresa fisicamente impossibile, ma per impedire che una pressione marittima e finanziaria prolungata produca l’isolamento totale dell’Iran. Per l’Europa, e soprattutto per Italia, Francia, Germania e Regno Unito, la posta in gioco attraversa energia, inflazione, industria, porti, sanzioni e sicurezza delle rotte.

1 settembre 2026

Libano, Kallas: più di 10 paesi disponibili a missione Ue

“Più di 10 paesi” dell’Unione europea hanno espresso la disponibilità a “fornire risorse e personale” per “una nuova missione dell’Ue” in Libano, che “non intende sostituire Unifil”, ma “fornire consulenza e addestramento alle forze armate, anche in materia di sicurezza delle frontiere e marittima”. Lo ha detto il capo della diplomazia Ue, Kaja Kallas, nella conferenza stampa tenuta al termine della riunione informale dei ministri della Difesa dell’Ue oggi a Wicklow, in Irlanda.

“Il nostro obiettivo è rafforzare le forze armate libanesi e la capacità dello Stato libanese di garantire la sicurezza su tutto il suo territorio - ha rimarcato Kallas - la pianificazione sta procedendo bene e puntiamo a ottenere la decisione del Consiglio per l’avvio del progetto in ottobre”.

1 settembre 2026

Operazione Idf a Gaza, bilancio sale a 4 morti

Il bilancio dell’operazione israeliana nella Striscia di Gaza e che puntava ad arrestare un alto esponente di Hamas sale a 4 morti. Nella prime ore di oggi una decina di attacchi aerei, insieme a intensi attacchi con droni, hanno colpito la parte occidentale di Gaza City, hanno riferito all’Afp un testimone e una fonte della sicurezza palestinese. La Protezione civile di Gaza, il servizio di soccorso che opera sotto l’autorità di Hamas, ha riferito di quattro morti, tra cui tre bambini, e sette feriti a seguito di attacchi condotti da “aerei da combattimento dell’esercito israeliano”. Due bambini i cui corpi sono stati avvolti nei sudari prima di essere portati via, riferisce l’Afp. Poco dopo i bombardamenti, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che il suo Paese aveva arrestato un “terrorista di alto rango”, senza fornire ulteriori dettagli sulla sua identità o sulle circostanze dell’arresto. “Non lasceremo Gaza finché la Striscia non sarà smilitarizzata, Hamas non sarà disarmato e tutti i tunnel terroristici non saranno distrutti”, ha aggiunto. L’arresto non è stato confermato dal movimento islamista palestinese. Una fonte della sicurezza a Gaza ha dichiarato all’Afp che un’operazione israeliana volta a catturare un esponente di Hamas era stata “sventata”, senza tuttavia precisare chi fosse il bersaglio. L’operazione israeliana è stata condotta congiuntamente dall’esercito israeliano e da un gruppo armato palestinese ostile ad Hamas, ha aggiunto la fonte, senza fornire ulteriori dettagli. Un altro esponente palestinese ha inoltre affermato che l’operazione aveva mancato il proprio obiettivo, descritto senza ulteriori precisazioni come una “figura centrale” di Hamas, ma ha dichiarato che un altro membro del movimento era stato “rapito” durante l’attacco. Oltre alle quattro vittime di Gaza City, altre due persone, tra cui un bambino, sono state uccise oggi nella parte centrale della Striscia da colpi israeliani, ha riferito l’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa. Secondo il ministero della Salute di Gaza, sotto l’autorità di Hamas, le operazioni israeliane hanno provocato almeno 1.318 morti dall’entrata in vigore del cessate il fuoco. L’esercito israeliano ha riferito di cinque militari uccisi nelle proprie file nello stesso periodo, oltre a un dipendente civile a contratto.

1 settembre 2026

Sara Netanyahu: Yair Golan sapeva in anticipo del 7 ottobre

In un’intervista andata in onda ieri sul filogovernativo Canale 14, Sara Netanyahu, moglie del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha sostenuto che il principale esponente dell’opposizione del Paese, il presidente de “I Democratici” Yair Golan, era a conoscenza in anticipo del massacro che Hamas avrebbe compiuto il 7 ottobre 2023. Lo riportano i media israeliani.

Le accuse di Sara Netanyahu, formulate senza fornire alcuna prova, hanno provocato la dura reazione di Golan, il quale ha dichiarato oggi di voler querelare la moglie di Netanyahu: “Presenteremo sicuramente una denuncia contro Sara Netanyahu”, ha affermato Golan alla radio dell’esercito. La moglie del primo ministro non gode di immunità legale.

Golan, ex vice capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il 7 ottobre fu tra i primi a recarsi sul luogo del massacro al festival musicale Nova, soccorrendo alcune persone e guadagnandosi in seguito elogi per il suo gesto.

Secondo Sara Netanyahu invece, la pronta reazione di Golan al massacro proverebbe proprio che egli fosse stato avvertito in anticipo: “Quando sei un militare di così alto grado... e che già di prima mattina era lì, già vestito e pronto, a un’ora molto, molto mattutina, quando altri, come il primo ministro, non lo sapevano...”. D’altronde, ha ironizzato la moglie del premier, “chi è il primo ministro per sapere che sta scoppiando una guerra? Perché informarlo?”.

In realtà Golan - ricorda il Times of Israel - ha affermato più volte di essersi diretto a sud intorno alle 8 del mattino, un’ora e mezza dopo l’inizio dell’attacco.

1 settembre 2026

Kallas, progressi sulla missione Ue per il Libano ma non sostituirà Unifil

“I ministri hanno discusso i nostri piani per una nuova missione dell’Ue volta a fornire consulenza e addestramento alle forze armate del Libano, anche in materia di frontiere e questioni marittime. L’Ue non intende sostituire l’Unifil. Stiamo investendo nella capacità del Libano di garantire autonomamente la propria sicurezza. Il nostro obiettivo è rafforzare le forze armate libanesi e la capacità dello Stato libanese di garantire la sicurezza su tutto il proprio territorio”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del consiglio informale difesa. La pianificazione sta “procedendo bene” e si attende una decisione entro ottobre.

1 settembre 2026

Putin a Pezeshkian: «Ammiriamo vostro coraggio nella lotta per interessi nazionali»

“La Russia è solidale con il popolo iraniano, ammiriamo il vostro coraggio e la vostra determinazione nella lotta per i vostri interessi nazionali”. Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, incontrando oggi a Bishkek il suo omologo iraniano Massud Pezeshkian. Lo riferisce il Cremlino. È questo il primo colloquio in presenza tra i due presidenti dall’attacco israelo-americano del 28 febbraio scorso che ha dato inizio alla guerra nel Golfo Persico.

1 settembre 2026

Pakistan: «Il memorandum di Islamabad resta la via migliore per la pace»

Il quadro di pace tra Stati Uniti e Iran, mediato con l’aiuto del Pakistan, offre le migliori prospettive per una pace regionale duratura. Lo ha dichiarato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif al vertice Sco a Bishkek, secondo quanto scrive Iran International. Sharif ha affermato che i continui sforzi diplomatici hanno portato al Memorandum d’intesa di Islamabad, definendolo un passo cruciale verso la de-escalation e il ripristino della pace. “Crediamo fermamente che il Memorandum d’intesa di Islamabad offra la via più praticabile e duratura per una pace duratura”, ha affermato.

1 settembre 2026

Iran: «Ue cede sovranità per sostenere terrorismo economico Usa»

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha affermato su X che l’Unione Europea “sembra rinunciare alla propria sovranità e alle proprie leggi”, per sostenere “il terrorismo economico di Washington” contro l’Iran.

“L’Ue sembra rinunciare alla propria sovranità, alle proprie leggi e regolamenti, ai propri valori e alla propria etica per la coercizione americana - ha scritto il portavoce- in base alla propria legislazione, l’Unione Europea non riconosce l’applicazione extraterritoriale delle leggi adottate da paesi terzi e considera tali effetti contrari al diritto internazionale. Lo Statuto di blocco dell’Ue vieta espressamente agli operatori dell’Ue di rispettare qualsiasi requisito o divieto basato su specifiche leggi straniere”.

“Come può dunque l’Unione sostenere oggi le misure coercitive unilaterali, predatorie e illegali contro l’Iran?”, ha proseguito Baqaei, ricordando che nel 1996 “l’Ue decise di agire in modo indipendente a difesa della propria sovranità contro il regime di sanzioni americane e adottò lo Statuto di blocco”, mentre “oggi è diventata complice della condotta illegale di Washington”.

1 settembre 2026

Pezeshkian ringrazia Putin «per le sue posizioni durante la guerra con gli Usa»

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato il presidente russo Vladimir Putin per la posizione assunta da Mosca durante la guerra in Medio Oriente, nel loro primo incontro dallo scoppio del conflitto. “Apprezziamo e vi ringraziamo per le vostre posizioni in ogni fase, sia durante il periodo in cui si sono verificati i combattimenti e gli atti di aggressione, sia in circostanze normali, quando gli Stati Uniti ci imponevano sanzioni, sia alle Nazioni Unite che nei forum internazionali”, ha detto Pezeshkian a Putin durante un incontro a margine del vertice Sco in Kirghizistan. “Questo dimostra che la nostra è una relazione strategica; non è una relazione ordinaria”, ha aggiunto.

1 settembre 2026

Israele nega permessi, scuole cristiane chiuse a Gerusalemme

Lezioni sospese in tutte le scuole cristiane di Gerusalemme in segno di protesta contro il mancato rinnovo da parte di Israele dei permessi d’ingresso a oltre 70 insegnanti e membri del personale provenienti dalla Cisgiordania. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa, precisando che la decisione riguarda oltre 8.500 studenti.

“Mentre le nostre scuole si preparavano all’inizio del nuovo anno scolastico 2026-2027, siamo stati purtroppo colti di sorpresa, ancora una volta, dal mancato rinnovo dei permessi d’ingresso a oltre 70 insegnanti e dipendenti del nostro personale didattico, amministrativo e di supporto. Questo è avvenuto all’improvviso e senza preavviso, impedendo loro di raggiungere le rispettive scuole e compromettendo direttamente la preparazione degli istituti per l’inizio dell’anno scolastico”, ha affermato la Segreteria generale per gli Istituti di istruzione Cristiana di Gerusalemme in un comunicato stampa.

“L’assenza di un numero così alto di membri del personale incide su diversi aspetti del funzionamento scolastico, inclusi i servizi didattici, amministrativi e sanitari, oltre ai servizi di pulizia e alle procedure di sicurezza. Questo rende impossibile garantire un inizio sicuro e stabile per i nostri studenti”, si sottolinea nella nota.

“Pertanto, dopo consultazioni e in coordinamento con le autorità competenti, con i rappresentanti dei genitori e con le scuole di Gerusalemme, è stato deciso di sospendere la frequenza scolastica nelle scuole della città di Gerusalemme a partire dalla mattina di martedì 1 settembre 2026 fino al rilascio e al rinnovo dei permessi necessari per insegnanti e personale, garantendo così che il processo educativo possa procedere in modo sicuro e corretto”, ha rimarcato la Segreteria generale, auspicando che “questa crisi si risolva il più rapidamente possibile” in modo da “garantre agli studenti il diritto a un’istruzione regolare e sicura e di consentire alle nostre scuole di portare avanti la loro missione educativa e umanitaria”.

1 settembre 2026

Gaza, una donna e due bambini uccisi in attacchi israeliani

Una donna e due bambini sono stati uccisi negli attacchi lanciati oggi dalle forze israeliane ad Al-Katiba, a ovest di Gaza City. Lo ha riferito ad Al Jazeera una fonte dell’ospedale Al Shifa, aggiungendo che altre otto persone sono rimaste ferite.

Secondo quanto riferito dal direttore dell’ufficio media di Gaza, Ismail al-Thawabta, l’esercito israeliano ha lanciato pesanti raid aerei nell’area dopo che è stata scoperta un’operazione condotta da commando israeliani. Altri media palestinesi hanno affermato che l’operazione sarebbe stata condotta da milizie locali sostenute da Israele.

L’esercito israeliano ha fatto sapere di avere lanciato attacchi contro “diversi obiettivi” nella Striscia di Gaza, affermando che l’obiettivo era “eliminare le minacce alle forze di sicurezza”.

Da parte sua, secondo quanto riportato dai media israeliani, il ministro della Difesa, Israel Katz, ha riferito di “un alto esponente di Hamas” catturato nella Striscia di Gaza, senza però precisare chi abbia condotto l’operazione.

“Questa è la nostra politica: non aspettiamo le minacce, diamo la caccia agli agenti di Hamas, li contrastiamo e distruggiamo la loro infrastruttura terroristica”, ha aggiunto Katz.

1 settembre 2026

Pezeshkian, «Non abbiamo iniziato noi la guerra, diplomazia resta via maestra»

“L’Iran non ha iniziato la guerra. Si è difeso. Allo stesso tempo, l’Iran continua a considerare la diplomazia e il negoziato come la via principale per risolvere le controversie”. Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso pronunciato al vertice Sco in Kurdistan, citato dall’agenzia iraniana Irna. “Ma una diplomazia senza buona fede, senza rispetto degli impegni e senza astenersi dal ricorrere alla forza non può creare una pace duratura”, ha aggiunto.

1 settembre 2026

Kallas, no a pedaggi nello Stretto di Hormuz

“La libertà di navigazione deve essere rispettata. Per noi è importante che non vengano introdotti pedaggi o tariffe sulle rotte che in precedenza erano aperte”. Lo ha detto l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio informale dei ministri della Difesa dell’Ue in Irlanda. Kallas ha sottolineato che gli sforzi diplomatici sullo Stretto di Hormuz sono ancora in corso, ma “al momento non hanno prodotto risultati”. “La libertà di navigazione deve essere rispettata”, ha ribadito. La sicurezza marittima sarà tra i temi discussi dai ministri della Difesa Ue, insieme alla protezione delle infrastrutture sottomarine critiche, come i cavi che attraversano i fondali e che, ha osservato Kallas, hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini europei.

1 settembre 2026

Pezeshkian accusa Usa, «violato accordo giugno ma pronti a rispettare impegni se Washington lo farà»

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha accusato gli Stati Uniti di aver rinnegato l’accordo raggiunto con Teheran a giugno, dichiarandosi tuttavia pronto a rispettare gli impegni se Washington rispetterà i propri. “Se l’America tornerà a rispettare i propri obblighi previsti nel suddetto memorandum d’intesa, la Repubblica Islamica dell’Iran lo farà immediatamente”, ha sottolineato Pezeshkian durante il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) nella capitale kirghisa Bishkek, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Irna.

1 settembre 2026

Kallas: «Sulla Cisgiordania azioni forti manderebbero messaggio chiaro»

«I video che provengono dalla Cisgiordania sono inquietanti, tutti gli Stati membri li hanno condannati: ci sono Paesi che hanno chiesto il blocco del commercio con i territori occupati ma non abbiamo ancora una proposta dalla Commissione e non tutti i Paesi sono d’accordo». Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al consiglio difesa. Abbiamo mandato dei segnali a Tel Aviv ma azioni forti lancerebbero un messaggio chiaro», ha aggiunto.

1 settembre 2026

Teheran: «Supporto Ue alle pressioni Usa va contro diritto internazionale»

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha affermato che il recente sostegno dell’Ue alle pressioni economiche statunitensi sull’Iran rappresenta «una violazione del diritto internazionale, contraria alle leggi dell’Ue, ai valori e agli standard morali che l’Ue stessa professa, di fronte alle intimidazioni statunitensi. “L’Ue non può approvare il terrorismo economico statunitense e allo stesso tempo affermare di voler allentare le tensioni nella regione», ha scritto su X, aggiungendo: «Tali azioni irresponsabili dimostrano l’incompetenza morale e politica dell’Ue e gli europei dovrebbero essere ritenuti responsabili delle loro azioni».

1 settembre 2026

Pezeshkian: «Se Usa torneranno a rispettare il Memorandum, faremo altrettanto»

L’Iran ricambierà immediatamente se gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo provvisorio firmato a giugno. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante il vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai a Bishkek, in Kirghizistan, come riporta l’agenzia di stampa Isna.

1 settembre 2026

Araghchi: «Usa tornino ai loro impegni e rispettino il Memorandum»

«Gli Stati Uniti devono tornare ai loro impegni e rispettare i termini del Memorandum d’intesa di Islamabad per porre fine alla guerra». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kirghizistan. Lo riporta l’agenzia iraniana Irna. «Solo in questo caso, tutto potrà tornare sulla giusta strada. Continueremo a difendere con fermezza i nostri diritti».

1 settembre 2026

Driscoll e gli altri: dimissioni ed epurazioni di Hegseth al Pentagono

Il segretario dell'Esercito degli Stati Uniti Daniel Driscoll si è dimesso a seguito di dissidi con Hegseth (REUTERS)

Il segretario dell’Esercito statunitense Dan Driscoll ha presentato le sue dimissioni al presidente Donald Trump e lascerà il suo incarico al Pentagono nei prossimi giorni. Il Wall Street Journal è stato il primo a dare la notizia dell’addio. Un funzionario dell’esercito ha dichiarato alla Cnn che Driscoll «ha parlato con il presidente della situazione attuale dell’esercito e ha presentato le sue dimissioni».

Le dimissioni di Driscoll, detto «drone guy», giungono dopo mesi di tensione con il titolare della Difesa Pete Hegseth. «Il segretario Driscoll si è dimostrato estremamente efficace nel promuovere l’agenda del Presidente Trump per “Rendere l’America di nuovo forte”, fornendo una leadership eccezionale durante operazioni storiche militari, ripristinando l’enfasi sulla prontezza operativa e sulla letalità, assistendo nei negoziati tra Russia e Ucraina e altro ancora», ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly in un comunicato.

1 settembre 2026

Iran avverte i Paesi della regione: «Non concedete basi agli Usa»

Le forze armate iraniane hanno avvertito i Paesi del Medio Oriente contro la concessione del proprio territorio e del proprio spazio aereo agli Stati uniti per attacchi contro l’Iran, affermando che Teheran risponderà con una forza «significativamente maggiore» a ogni nuova aggressione. L’avvertimento è contenuto in una dichiarazione del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya e dello Stato maggiore delle forze armate iraniane, diffusa dall’emittente statale Irib.

«Nonostante i precedenti avvertimenti e le dichiarazioni ufficiali di diversi Paesi della regione secondo cui non avrebbero mai consentito all’esercito aggressore americano di utilizzare il loro territorio e il loro spazio aereo, l’esercito degli Stati uniti continua a utilizzarli per attaccare il nostro Paese e alcune strutture militari iraniane», si legge nella nota.

1 settembre 2026

Con il corpo in prima linea: l’altra Israele che sfida i coloni

Roberto Bongiornidal nostro inviato Roberto Bongiorni

Harry e Yousef. Harald Finkbeiner è un osteopata in pensione. Gira tra i villaggi per curare i traumi dei palestinesi. (foto Roberto Bongiorni)

VALLE DEL GIORDANO - L’uomo che aggiusta le ossa arriva nella piana rovente come un miraggio. La sagoma sottile pare sdoppiarsi nel paesaggio ocra della Valle del Giordano. Harry scende dall’auto. Il figlio maggiore di Yousef sa già cosa fare: apre il portabagagli e trasporta una valigia di alluminio più grande di lui verso tre alberelli. Sotto la sola ombra disponibile, Harry monta il lettino, i bambini osservano curiosi. Tocca la colonna di Yousef, la ascolta, poi lo fa adagiare e inizia con uno strumento in legno, di sua produzione. Ha fatto l’osteopata per tutta una vita. Ora è in pensione. Continua a farlo.

«Per difendere i diritti dei palestinesi bisogna far sì che siano in grado di lavorare. Senza il corpo che funziona, sarebbero perduti. Io mi occupo di questo. Li rimetto in piedi», confida Harald Finkbeiner, 68 anni, passaporto israeliano. «Qui, a Kirbet Makhoul come negli altri villaggi, mi conoscono tutti come Harry».

1 settembre 2026

Colpita petroliera che attraversava Hormuz

Tre «proiettili non identificati« hanno colpito una petroliera che transitava in uscita nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato oggi l’agenzia marittima britannica Ukmto dopo la nuova escalation della guerra tra Stati Uniti e Iran. L’incidente è avvenuto 31 chilometri a est di Khasab, in Oman. Non sono state segnalate vittime né impatti ambientali. Precedentemente l’agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva comunicato che «una petroliera saudita di nome “Cedar” è stata fermata mentre attraversava il corridoio meridionale dello Stretto».

1 settembre 2026

Dissidi con Hegseth, si dimente il segretario all’esercito Usa Driscoll

Il segretario dell’Esercito Usa Dan Driscoll ha rassegnato le sue dimissioni a Donald Trump dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che Driscoll lascerà il Dipartimento della Difesa nei prossimi giorni.

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