
20 giugno 2025
Teheran: concessioni, ma non fermeremo l’arricchimento di uranio. Arrestata «spia europea»
Media: «Israele sta spendendo cifre record per le sue guerre». Nyt, per gli 007 Usa Teheran è ancora indecisa sulla costruzione di bombe nucleari. UK chiude l’Ambasciata di Teheran
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Sintesi per punti
20 giugno 2025Aggiornamento fissato
Francia, Gb, Germania e Ue: garantire che Teheran non abbia atomica. Iran: a Ginevra colloqui seri
I ministri degli Affari esteri di Francia, Germania e Regno Unito, insieme all’Alto rappresentante dell’Unione europea, al termine dell’incontro a Ginevra con il loro omologo iraniano “hanno espresso il parere che tutte le parti dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano portare a un ulteriore inasprimento della situazione nella regione e trovare urgentemente una soluzione negoziata per garantire che l’Iran non ottenga né acquisisca mai armi nucleari”. È quanto si legge in una nota congiunta.
“I ministri dell’E3 e l’Alto rappresentante dell’Unione europea hanno ribadito le loro preoccupazioni di lunga data riguardo all’espansione del programma nucleare iraniano, che non ha scopi civili credibili e viola quasi tutte le disposizioni del JCPoA”, continua la nota, “hanno discusso le vie per giungere a una soluzione negoziata al programma nucleare iraniano, sottolineando l’urgenza della questione. Hanno espresso la volontà di continuare a discutere tutte le questioni relative al programma nucleare iraniano e le questioni più generali”.
Germania, Francia e Gran Bretagna hanno esortato l’Iran a “proseguire le discussioni con gli Stati Uniti” sul suo programma nucleare, durante un incontro a Ginevra con il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. “Riteniamo che non ci sia una soluzione militare definitiva alla questione nucleare iraniana”, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, mentre il suo omologo tedesco, Johann Wadephul, ha affermato che Teheran sembra “sostanzialmente pronta a proseguire le discussioni”.
L’Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha detto al termine del vertice che si è tenuto a Ginevra: “Abbiamo concordato di discutere delle questioni nucleari, ma anche di altre questioni più ampie, e di mantenere aperte le discussioni”.
I colloqui di Ginevra sono stati “rispettosi e seri” e hanno incluso i punti di vista di “tutte le parti”. Lo riporta l’agenzia di stampa statale iraniana Irna, citata da Cnn. I colloqui, scrive, sono durati quasi tre ore e mezza e hanno visto Araghchi “impegnato in discussioni e negoziati riguardanti il dossier nucleare iraniano” con i ministri. “Nella continuazione di questo processo, alcune delle questioni sollevate potrebbero diventare più chiare, aprendo la strada alla diplomazia”, ha continuato Irna, aggiungendo che i Paesi dell’E3 e l’UE sperano ancora di “svolgere un ruolo storico e ottenere un’altra opportunità per far avanzare la diplomazia”.
20 giugno 2025
Nuovi raid israeliani nell’ovest del Paese
Un’altra ondata di attacchi aerei israeliani è stata effettuata poco fa nell’Iran occidentale. Lo riporta Times of Israel. Secondo un funzionario militare, i raid hanno preso di mira i siti di stoccaggio e lancio di missili balistici.
20 giugno 2025
Media, europeo arrestato per essere spia si fingeva turista
Il cittadino europeo arrestato in Iran perchè considerato una spia stava tentando di entrare in aree sensibili del Paese fingendosi un turista. Lo riporta l’agenzia Tasnim. È stato arrestato dai soldati in borghese dell’Organizzazione di intelligence del Corpo di conquista nelle province di Kohgiluyeh e Boyer Ahmad. L’uomo è arrivato in Iran “nello stesso momento in cui è avvenuto il brutale attacco del regime sionista”, aggiunge l’agenzia, “sono state scoperte e sequestrate dal fascicolo in possesso di questo cosiddetto turista numerose immagini di luoghi e località sensibili nelle regioni desertiche del Paese”. “Questo cittadino europeo risiedeva in una città dell’Iran tramite un privato e possedeva una scheda sim intestata a un iraniano, nonché diversi telefoni cellulari per svolgere le sue attività”, ha sottolineato ancora Tasnim.
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20 giugno 2025
Trump: difficile chiedere a Israele di fermare gli attacchi, Iran a settimane o mesi dall’arma nucleare
È difficile chiedere a Israele di fermare gli attacchi in Iran: lo ha detto Donald Trump ai reporter. “Stiamo parlando con l’Iran”, “l’Iran non vuole parlare con l’Europa”: “è improbabile che gli europei possano essere d’aiuto nel porre fine alla guerra tra Iran e Israele”, ha aggiunto. Trump, parlando con i reporter, ha detto di pensare che l’Iran sia a settimane o mesi dalla bomba atomica e ha detto che la capa degli 007 Usa Tulsi Gabbard “sbaglia” sull’intelligence relativa alla distanza che separa Teheran dall’arma nucleare.
20 giugno 2025
Scossa di terremoto in Iran nel mezzo della guerra
Una scossa sismica di magnitudo 5.1 ha fatto tremare il nord dell’Iran, mentre nel Paese è in atto la guerra con Israele: lo riporta l’Usgs, il servizio geologico degli Stati Uniti.
Danni minimi e nessuna vittima si sono registrati in Iran a seguito del terremoto di magnitudo 5.2 avvenuto nel nord del Paese, a 150 km da Teheran. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Irna. Il sisma si è generato nei pressi della città di Sorkeh, nella provincia di Semnan, a una profondità di 10 km. La scossa è stata avvertita a Teheran e nelle città vicine di Karaj e di Damavand, oltre che a Qom, nel centro del paese.
20 giugno 2025
Berlino: “Tutelare la sicurezza di Israele è prioritario”
“Consideriamo il programma nucleare iraniano con grande preoccupazione. Per la Germania è di fondamentale importanza che gli interessi di sicurezza di Israele siano tutelati. Daremo priorità a questo in tutte le discussioni future”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al termine del vertice di Ginevra. “L’intera regione è in una situazione estremamente critica e il nostro obiettivo comune è evitare un’ulteriore escalation e progredire nei negoziati”, ha evidenziato, indicando che il coinvolgimento degli Usa nei negoziati “è di fondamentale importanza”.
20 giugno 2025
Francia: “Scelta militare non risolve caso nucleare Iran”
I ministri degli Esteri europei (Jean-Noel Barrot per la Francia, David Lammy per la Gran Bretagna e Johann Wadephul per la Germania, oltre alla responsabile esteri dell’UE, Kaja Kallas) hanno detto oggi al loro interlocutore iraniano a Ginevra, il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, di voler “aprire un negoziato perché l’Europa considera che non ci siano soluzione definitive per il nucleare iraniano attraverso la scelta militare, che può ritardare ma non eliminare” il problema: lo ha detto, al termine dei colloqui di Ginevra, il ministro francese Barrot.
20 giugno 2025
Israele: “Attacchi continueranno finché non sarà smantellata minaccia nucleare”
L’ambasciatore israeliano all’Onu ha giurato che il suo Paese non fermerà gli attacchi finché non sarà smantellata la minaccia nucleare iraniana. “Non ci fermeremo”, ha detto l’ambasciatore Danny Danon. “Non finché la minaccia nucleare dell’Iran non sarà smantellata, non finché la sua macchina da guerra non sarà disarmata, non finché il nostro popolo e il vostro (quello iraniano, ndr) non saranno al sicuro”. Da parte sua, l’ambasciatore iraniano all’Onu, Amir Saeid Iravani, ha esortato il Consiglio di sicurezza a intervenire. “Israele a quanto pare ha dichiarato che continuerà questo attacco per tutti i giorni necessari. Siamo allarmati da notizie credibili secondo cui gli Stati Uniti potrebbero unirsi a questa guerra”, ha aggiunto.
20 giugno 2025
Iran, possibili concessioni ma no stop arricchimento uranio
L’Iran non è intenzionata a interrompere l’arricchimento nucleare, che Teheran sostiene essere per scopi pacifici, ma sono possibili delle concessioni: “Forse può essere più basso, ma non lo fermeremo”. Lo ha detto Majid Farahani, un funzionario della presidenza iraniana, alla Cnn mentre sono in corso i colloqui a Ginevra. Il canale diplomatico con l’Iran - ha poi aggiunto - potrebbe “facilmente” riprendere se il presidente Usa Donald Trump ordinasse alla leadership israeliana di interrompere gli attacchi contro l’Iran: “Può facilmente fermare la guerra con una sola telefonata agli israeliani”.
20 giugno 2025
Terminato incontro a Ginevra tra Araghchi, ministri europei e Kallas
E’ terminato l’incontro a Ginevra tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ed i capi delle diplomazie di Germania, Francia, Regno Unito, insieme all’Alto rappresentante della politica estera della Ue, Kaja Kallas. Lo ha riferito i media iraniani.
20 giugno 2025
Netanyahu: obiettivo Israele è distruggere programmi nucleari Iran
“L’obiettivo” di Israele “è distruggere i programmi nucleari dell’Iran, e abbiamo le capacità per farlo”. Lo ha sottolineato, in una conferenza stampa a Rehovot, il primo ministro dello stato ebraico, Benjamin Netanyahu. “Credo che la guerra durerà finché sarà necessario, perché ci troviamo di fronte a una minaccia esistenziale, che è duplice: 20mila missili e una bomba nucleare, che potrebbero essere nelle mani di questo regime folle”, ha insistito il capo del governo ebraico mentre si trovava di fronte alle macerie di un edificio colpito da un missile iraniano.
20 giugno 2025
Teheran: “Trump può mettere fine alla guerra con una telefonata”
“Il presidente Trump può facilmente fermare la guerra con una sola telefonata agli israeliani”. Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza iraniana, Majid Farahani, ribadendo alla Cnn la posizione di Teheran, secondo cui negoziare è impossibile mentre Israele continua a bombardare. “L’Iran crede nel dialogo civile. In modo diretto o indiretto non è importante”, ha aggiunto il portavoce.
20 giugno 2025
Falso allarme missilistico a base Usa in Turchia
Un messaggio automatico inviato venerdì pomeriggio al personale militare della base aerea Usa di Incirlik, in Turchia, per avvertire dell’arrivo di un missile balistico è stato inviato per errore e non vi era alcuna minaccia missilistica. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense all’Associated Press. Le autorità Usa stanno ancora indagando sul motivo dell’invio del messaggio di allerta.
20 giugno 2025
Media iraniani, “arrestati due agenti del Mossad”
L’Iran ha arrestato due “agenti del Mossad” stranieri a Karaj, a ovest di Teheran. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim.
20 giugno 2025
Aiea, no radiazioni dopo attacchi a siti nucleari, ma rischio c’è
“Gli attacchi ai siti nucleari nella Repubblica Islamica dell’Iran hanno causato un grave deterioramento della sicurezza nucleare e della sicurezza fisica in Iran. Sebbene finora non abbiano provocato emissioni radioattive che abbiano interessato la popolazione, esiste il pericolo che ciò possa verificarsi”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
20 giugno 2025
L’Iran annuncia l’arresto di una “spia europea”
Un cittadino europeo descritto come “spia” è stato arrestato in Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, nell’ottavo giorno di conflitto tra la Repubblica Islamica e Israele. “Un cittadino europeo che voleva spiare aree sensibili del Paese” è stato arrestato nel sud-ovest del Paese, ha riferito Tasnim, senza specificare la sua nazionalità o la data dell’arresto. “Aveva visitato il Paese come turista al momento del brutale attacco del regime sionista”, ha sottolineato Tasnim alludendo a Israele.
20 giugno 2025
Capo Idf, israeliani si preparino a campagna militare prolungata
Il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), tenente generale Eyal Zamir, afferma che gli israeliani devono prepararsi a una “campagna prolungata” contro l’Iran, al fine di “eliminare una minaccia di questa portata”. In una dichiarazione video, Zamir ha detto che l’Iran sta “costruendo da anni un piano chiaro per distruggere lo Stato di Israele” e che negli ultimi mesi “il piano ha raggiunto il punto di non ritorno, dove le capacità hanno raggiunto la capacità operativa”. “Abbiamo lanciato la campagna quando l’Iran possedeva circa 2.500 missili terra-terra, con un elevato tasso di produzione, tanto che entro circa due anni si prevedeva che avrebbe posseduto circa 8.000 missili”, ha aggiunto, “l’Idf non resterà a guardare mentre le minacce si sviluppano. Nell’ambito di una dottrina emergente, agiremo in modo proattivo e preventivo per prevenire una minaccia esistenziale e affrontare qualsiasi sfida”. Lo riporta il Times of Israel.
20 giugno 2025
Ong, 206 arresti in Iran per post sul conflitto con Israele
Sono almeno 206 le persone che sono state arrestate in varie città dell’Iran, in una settimana, per avere pubblicato online messaggi relativi al conflitto con Israele. Lo riporta Human Rights Activists News Agency (Hrana), organizzazione non governativa indipendente iraniana che si occupa di diritti umani, a una settimana dall’inizio dell’attacco. In mattinata il portale NetBlocks aveva segnalato che l’Iran ha subito un blackout totale di Internet durato 24 ore, descrivendolo come la più grave interruzione delle comunicazioni dalle proteste del novembre 2019.
20 giugno 2025
Iran, Aiea: «Attacco contro centrale Bushehr avrebbe conseguenze molto gravi»
Un attacco diretto alla centrale nucleare iraniana di Bushehr, attualmente in funzione, avrebbe conseguenze molto “gravi”, con il potenziale rilascio di grandi quantità di radiazioni nell’ambiente. Lo ha detto il capo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) Rafael Grossi durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Allo stato attuale, gli attacchi israeliani contro l’Iran “non hanno causato un rilascio di radiazioni tale da poter danneggiare la popolazione”, ma “esiste il pericolo che ciò possa accadere”, ha aggiunto Grossi.
20 giugno 2025
UK ritira il personale diplomatico dall’Iran. La Svizzera chiude l’ambasciata
Il governo britannico ha disposto il ritiro temporaneo del suo residuo personale diplomatico dall’Iran. Lo ha reso noto il Foreign Office. Ufficialmente si tratta di una misura precauzionale, per tutelare la sicurezza e l’incolumità di funzionari e dipendenti sullo sfondo della guerra in atto con Israele.
La Svizzera ha chiuso “temporaneamente” la sua ambasciata a Teheran, ma continua a rappresentare gli interessi americani in Iran. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri, chiedendo “un urgente ritorno al dialogo in vista di una de-escalation”.
In assenza di relazioni diplomatiche o consolari tra Stati Uniti e Iran, la Svizzera, tramite la sua ambasciata a Teheran, rappresenta ufficialmente gli interessi americani in Iran dal 1980, nell’ambito dei suoi “buoni uffici”.
20 giugno 2025
Iran, sul tavolo proposta di mediazione europea. Gli Usa: non è troppo tardi
L’Iran è pronto a negoziare “limitazioni” ai suoi programmi d’arricchimento dell’uranio “a uso civile”, ma “respinge categoricamente” ogni proposta “di arricchimento zero”, tanto più alla luce dell’attacco d’Israele. Questa sarebbe però la richiesta avanzata dalla rappresentanza europea. Lo riporta il sito della Reuters, citando una fonte diplomatica di Teheran a margine dei colloqui di Ginevra con Francia. Germania e Regno Unito. La fonte sottolinea poi il ruolo cruciale del dialogo diplomatico con i Paesi europei del cosiddetto gruppo E3, visto il rifiuto iraniano di negoziati diretti con gli Usa nella situazione di minaccia bellica attuale: “La situazione è cambiata, l’Europa deve accelerare”.
I colloqui di Ginevra fra europei e Iran sono stati poi sospesi su richiesta della delegazione iraniana per consultazioni interne, un’iniziativa che sembra suggerire che la proposta sul tavolo, avanzata da Francia-Gb-Germania, sia significativa. Fonti del Quai d’Orsay confermano che i colloqui sono interrotti per una “pausa tecnica” e che ogni delegazione è rientrata in una sala di lavoro separata.
“Non è troppo tardi perché l’Iran faccia la cosa giusta. Il presidente Donald Trump è stato chiaro negli ultimi giorni sul fatto che la leadership di Teheran deve abbandonare completamente il programma di arricchimento nucleare e ogni aspirazione ad acquisire un’arma atomica. Il governo iraniano rappresenta da tempo una minaccia costante per la pace e la sicurezza dei suoi vicini e del mondo intero, che questo Consiglio è incaricato di preservare”. Lo ha detto l’ambasciatrice americana ad interim all’Onu, Dorothy Shea, parlando in Consiglio di Sicurezza.
20 giugno 2025
Netanyahu: «Fermeremo nucleare dell’Iran con o senza Trump»
Fermeremo il nucleare dell’Iran con o senza Trump: così il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, in una intervista all’emittente israeliana del circuito Kan. “Il nostro principale obiettivo è fermare il programma nucleare, eliminare la minaccia, mentre il secondo obiettivo è fermare la capacità balistiche dell’Iran. Se Trump vuole partecipare o meno - afferma Netanyahu - è una sua decisione, lui farà ciò che è meglio per gli Stati Uniti. Io farò ciò che è meglio per Israele”
20 giugno 2025
Macron: niente giustifica i raid contro infrastrutture nucleari civili e i civili
Emmanuel Macron si è espresso sugli attacchi all’Iran: niente, ha detto, giustifica i raid israeliani contro infrastrutture nucleari civili e contro la popolazione civile. Ma l’Iran, ha continuato il presidente francese, deve dimostrare la sua volontà di tornare al tavolo negoziale.
20 giugno 2025
Araghchi parlerà oggi al Consiglio Onu dei diritti umani
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi parlerà al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite venerdì, ha dichiarato il portavoce del massimo organo delle Nazioni Unite per i diritti umani. Lo ha annunciato un portavoce dell’organizzazione spiegando che “Araghchi interverrà di persona, all’inizio della riunione pomeridiana del Consiglio”, alle 13. Una portavoce delle Nazioni Unite ha aggiunto che Daniel Meron, ambasciatore di Israele presso l’Onu a Ginevra, avrebbe parlato con i giornalisti poco prima. Araghchi è a Ginevra per incontrare i ministri di Francia, Gran Bretagna e Germania e l’Alto Rappresentante Ue.
20 giugno 2025
Israele, Iran inganna il mondo, non rinuncerà al nucleare
“Nulla è cambiato. L’Iran sta ingannando il mondo e sta semplicemente cercando di perdere tempo. Non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo programma nucleare, che rappresenta una minaccia esistenziale per Israele e mette in pericolo il mondo intero”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, postando la dichiarazione dell’omologo iraniano Abbas Araghchi secondo cui Teheran non negozierà con gli Stati Uniti finché Israele continuerà gli attacchi sull’Iran.
20 giugno 2025
Nuovo bilancio su vittime raid Israele in Iran, almeno 657 morti
E’ salito ad almeno 657 morti stimati e oltre 2.000 feriti il bilancio indicativo delle vittime dei raid condotti da Israele contro l’Iran aggiornato oggi da Human Rights Activists News Agency (Hrana), organizzazione non governativa indipendente iraniana che si occupa di diritti umani, a una settimana esatta dall’inizio dell’attacco. L’ong - citata daIl’Iran International, portale legato all’opposizione all’estero con base a Londra - indica non più di 164 degli uccisi come militari o appartenenti ai corpi di sicurezza, con 263 morti civili accertati e altri 230 da identificare.

Un uomo ferito dopo un’esplosione a Tehran (AP Photo/Amir Kholousi/ISNA)
20 giugno 2025
Iran: Mezzaluna Rossa, 5 ospedali danneggiati in raid Israele
Cinque ospedali in Iran sono stati danneggiati a seguito degli attacchi israeliani. Lo ha dichiarato il direttore della Mezzaluna Rossa iraniana, Pirhossein Kolivand, in un’intervista rilasciata all’Irna, ma senza indicare quali strutture siano state colpite e quando sono state attaccate. ’’Le finestre di vetro sono andate in frantumi e i pazienti hanno avuto difficoltà respiratorie a causa del fumo delle esplosioni’’ ha affermato Kolivand. Gli ospedali non sono stati presi di mira direttamente, ha precisato, ma la questione sarà sollevata dalla Mezzaluna Rossa presso i procuratori internazionali. “Abbiamo inviato alle istituzioni internazionali un documento sugli attacchi del regime israeliano, che sono contrari ai principi internazionali”, ha dichiarato Kolivand all’Irna.
20 giugno 2025
Iran, Consiglio Sicurezza Onu fermi raid di Israele sul nucleare
Dopo l’attacco di Israele che ha colpito il reattore del complesso nucleare iraniano di Arak, Teheran ha esortato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a sostenere e applicare un risoluzione, adottata nel 1981, secondo cui gli attacchi contro i siti nucleari costituiscono un minaccia al regime di salvaguardia dell’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica (Aiea). “Qualsiasi attacco militare agli impianti nucleari costituisce un attacco all’intero regime dei controlli di sicurezza dell’Aiea e, in definitiva, al Tnp (trattato di non proliferazione nucleare)”, ha affermato su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, aggiungendo che “mentre il Consiglio di Sicurezza si riunisce oggi, è imperativo che rispetti e applichi la propria Risoluzione 487, adottata all’unanimità in risposta all’attacco del regime israeliano del 1981 all’impianto nucleare iracheno”. Definendo quella risoluzione come “un chiaro standard giuridico contro l’uso o la minaccia della forza contro impianti nucleari sottoposti a controlli di sicurezza”, Araghchi ha dichiarato che “se il Consiglio non interviene, deve spiegare alla comunità internazionale perché i suoi principi giuridici si applicano solo selettivamente a una questione così cruciale. Sarà inoltre responsabile, insieme al regime israeliano, qualora un giorno il regime globale di non proliferazione dovesse crollare”.
20 giugno 2025
Media, «spiava per Israele, arrestato in Iran»
Cinque persone sono state arrestate in Iran, di cui una con l’accusa di spionaggio per conto di Israele e quattro per aver appoggiato gli attacchi israeliani: lo riporta l’agenzia di stampa Tasmin.
20 giugno 2025
Iran: Katz avverte Hezbollah, con terroristi abbiamo perso la pazienza
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha avvertito il leader di Hezbollah Naim Qassem di procedere “con cautela” dopo che ieri ha dichiarato che l’organizzazione “agirà come riterrà opportuno” in risposta alla guerra tra Israele e Iran. “on ha imparato dai suoi predecessori e minaccia di agire contro Israele”, ha dichiarato Katz, riferendosi all’ex capo di Hezbollah Hassan Nasrallah, assassinato da Israele lo scorso settembre. “Gli suggerisco di stare attento e di capire che Israele ha perso la pazienza con i terroristi che lo minacciano. Se c’è terrore, non ci sarà Hezbollah”.

L’evacuazione di civili dopo che un missile dall’Iran ha colpito Tel Aviv (AP Photo/Baz Ratner)
20 giugno 2025
Iran: Araghchi: «Nessun negoziato con Usa fino a che Israele ci attacca»
’’L’Iran non è disponibile a tenere alcun negoziato mentre continuano gli attacchi israeliani’’. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riporta Sky News Arabiya, allontanando la prospettiva di negoziati con gli Stati Uniti. Araghchi è atteso oggi a Ginevra per incontrare i suoi omologhi di Francia, Germania e Gran Bretagna, oltre all’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione europea.
20 giugno 2025
Iran, timori di una “nuova Libia” frenano Trump
Donald Trump ha rinviato di due settimane la decisione finale su un possibile intervento militare statunitense contro i siti nucleari iraniani. Secondo fonti interne alla Casa Bianca, il timore principale che frena il presidente americano è quello di trasformare l’Iran in una “nuova Libia”, con il rischio di destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente e ripetere gli errori degli interventi statunitensi del passato.
“Non vuole che l’Iran si trasformi in un’altra Libia,” ha dichiarato una fonte vicina all’amministrazione. “Quel precedente pesa molto su di lui.”
Il riferimento è alla crisi del 2011, quando un intervento NATO fortemente voluto dalla Francia e sostenuto dagli USA sotto la presidenza Obama, contribuì alla caduta del colonnello Gheddafi. In seguito, la Libia è sprofondata in un decennio di anarchia, dominata da milizie, estremisti islamici e traffico di migranti, con il collasso della strutture statali.
“Ci sono due ragioni per cui Trump cita spesso la Libia,” ha spiegato una fonte al Post. “Primo, il caos seguito alla caduta di Gheddafi; secondo, il fatto che quell’intervento ha reso più difficile negoziare con regimi come Iran o Corea del Nord.”
Nonostante il rinvio, il presidente non ha escluso l’uso della forza. Una delle opzioni in discussione è un attacco mirato con bombe “bunker buster” da 30.000 libbre su impianti come Fordow e Natanz, nascosti in profondità sotto terra e non accessibili agli armamenti israeliani.
Una fonte ha riferito che Trump sarebbe favorevole a un’azione molto limitata, che non abbia come obiettivo un cambio di regime. “Se il regime crolla, non sarà per colpa sua,” ha detto il funzionario.(Segue)
20 giugno 2025
Giù il prezzo del petrolio dopo il rinvio di Trump su Iran
Il rinvio della decisione, per due settimane, da parte del presidente Usa Trump di un attacco all’Iran fa scivolare sui mercati il prezzo del petrolio. Il Wti del Texas e il Brent del Mare del Nord cedono oltre il 2% con ribassi rispettivamente a 73,4 e 76,7 dollari. Gli investitori restano comunque timorosi dell’inasprimento del conflitto fra Israele e Iran e della chisuura dello stretto di Hormuz, passaggio chiave per il petrolio della regione.
20 giugno 2025
Israele-Iran, Barrot e Rubio si sono sentiti al telefono
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha avuto ieri sera una conversazione telefonica col segretario di Stato Usa Marco Rubio per parlare dei colloqui che si dovrebbero tenere oggi a Ginevra con l’Iran. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.
I ministri degli Esteri di Germania, Francia e Regno unito si incontrano oggi a Ginevra con il loro omologo iraniano, Abbas Araghchi.
Barrot e Rubio “hanno congiuntamente ricordato la minaccia rappresentata dal programma nucleare e balistico iraniano per Israele, per la regione e per l’Europa”, ha segnalato Quai d’Orsay. Rubio ha sottolineato che gli Stati uniti “sono pronti a un contatto diretto con gli iraniani in qualsiasi momento”
20 giugno 2025
Iran: Trump convoca Consiglio per la sicurezza nazionale
Il presidente americano Donald Trump ha convocato per le 11 di questa mattina ora locale, le 17 in Italia, il Consiglio per la sicurezza nazionale a Washington per valutare gli ultimi sviluppi della guerra tra Israele e Iran. Lo rende noto la Casa Bianca.
20 giugno 2025
Iran: Lammy, «situazione pericolosa, 2 settimane per soluzione diplomatica»
’In Medioriente la situazione è pericolosa’’ e restano ’’due settimana per una soluzione diplomatica’’ della crisi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico David Lammy, che oggi si recherà a Ginevra per un incontro con il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araqchi insieme agli omologhi di Francia e Germania, oltre che all’alto rappresentante della politica estera della Ue Kaja Kallas. ’’Siamo determinati a far sì che l’Iran non debba mai possedere un’arma nucleare’’, ha detto Lammy su ’X’ condividendo fotografie del suo incontro ieri alla Casa Bianca con il Segretario di Stato americano Marco Rubio. ’’Oggi alla Casa Bianca abbiamo discusso di come un accordo potrebbe evitare un conflitto sempre più profondo. Ora c’è una finestra temporale entro le prossime due settimane per raggiungere una soluzione diplomatica’’, ha scritto.
20 giugno 2025
Iran: Cremlino, «cambio di regime inaccettabile, aprirebbe vaso Pandora»
Un cambio di regime in Iran è ’’inaccettabile ed inimmaginabile’’ e ’’scoperchierebbe il vaso di Pandora’’. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di una intervista a Sky News, affermando che la Russia reagirebbe “in modo molto negativo” se la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, venisse ucciso. “La situazione è estremamente tesa e pericolosa non solo per la regione, ma a livello globale”, ha affermato Peskov sottolineando che ’’ampliare il numero dei partecipanti al conflitto è potenzialmente ancora più pericoloso. Ciò porterà solo a un altro ciclo di scontro e a un’escalation della tensione nella regione’’.
20 giugno 2025
Idf, bombardato il centro di ricerca armi nucleari iraniano
L’esercito israeliano (Idf) ha reso noto di aver bombardato decine di obiettivi a Teheran durante la notte, tra cui quello che ha definito un “centro di ricerca e sviluppo per il progetto di armi nucleari dell’Iran”. “L’esercito ha effettuato una serie di attacchi nel cuore di Teheran: decine di obiettivi sono stati colpiti, tra cui siti di produzione di missili militari e il quartier generale dell’Spnd, l’organizzazione responsabile della ricerca e dello sviluppo del programma nucleare militare iraniano”, si legge in un comunicato stampa.
20 giugno 2025
Presidente israeliano Herzog: non abbiamo come obiettivi Khamenei né un cambio di regime
“Non abbiamo come obiettivo Khamenei, né un cambio di regime”. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog in un’intervista a Politico. “Ma potrebbe essere storicamente un chiaro effetto collaterale di grandi conseguenze storiche che faranno del bene al popolo iraniano,” ha aggiunto. Pur riconoscendo la possibilità di un cambio di regime a Teheran, Herzog ha sottolineato che l’obiettivo principale di Israele è eliminare i programmi nucleari e missilistici dell’Iran, che ha definito una minaccia alla sicurezza globale. “Stiamo affrontando il programma nucleare iraniano, che è una mostruosità, una mostruosità tentacolare con molti elementi, e dobbiamo rimuoverla e delimitare la loro capacità“, ha dichiarato.
Parlando del possibile coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto, Herzog ha aggiunto: “Rispettiamo il presidente Trump. Pensiamo che abbia la saggezza, le capacità e una chiara comprensione della situazione. Credo che questa sia un’opportunità rara per rimuovere una minaccia che incombe sul mondo”.
20 giugno 2025
Nyt, per gli 007 Usa Teheran è ancora indecisa sulla costruzione di bombe nucleari
Le agenzie di intelligence statunitensi continuano a ritenere che l’Iran non abbia ancora deciso se costruire una bomba nucleare, nonostante abbia sviluppato una grande scorta di uranio arricchito necessario per farlo. Lo riporta il New York Times, citando funzionari dell’intelligence e altri funzionari americani, secondo cui questa valutazione non è cambiata da quando le agenzie di intelligence si sono occupate l’ultima volta della questione delle intenzioni iraniane, a marzo, nonostante Israele abbia attaccato impianti nucleari iraniani.
Alti funzionari dell’intelligence statunitense hanno affermato che i leader iraniani potrebbero decidere di procedere con la costruzione di una bomba se l’esercito americano attaccasse il sito di arricchimento dell’uranio di Fordow, oppure se Israele uccidesse la Guida Suprema dell’Iran Khamenei. La questione se l’Iran abbia deciso o meno di completare la costruzione di una bomba, sottolinea il Nyt, è irrilevante agli occhi di molti falchi anti-Iran negli Stati Uniti e in Israele, i quali sostengono che Teheran sia comunque sufficientemente vicina a rappresentare un pericolo esistenziale per Israele. Tuttavia, questo tema è da tempo un punto critico nel dibattito sulla politica verso l’Iran ed è tornato alla ribalta mentre il presidente Trump valuta se bombardare Fordow.

I dimostranti portano manifesti dei comandanti iraniani uccisi negli attacchi israeliani di venerdì a Teheran (AP Photo/Vahid Salemi)
20 giugno 2025
Media: «Israele sta spendendo cifre record per le sue guerre»
Oltre 67 miliardi di dollari per la guerra a Gaza e 735 milioni di dollari al giorno per il conflitto in Iran: Israele sta affrontando il periodo militare più costoso della sua storia, spendendo per le sue due offensive belliche ad un ritmo che rischia di riscrivere il suo futuro economico. Senza contare i raid in Libano.
Lo scrive The Economic Times, una testata indiana in lingua inglese del gruppo The Times, chiedendosi nel titolo “Può Israele continuare a pagare per la sua guerra con l’Iran?”. Secondo il sito economico israeliano Calcalist, citato dal quotidiano, il costo della guerra di Gaza aveva già superato i 250 miliardi di shekel (oltre 67,5 miliardi di dollari) entro la fine del 2024. Una cifra indicata anche da Reuters e Guardian.
Ora, con l’apertura di un nuovo fronte contro l’Iran, la spesa per la difesa sta accelerando. Nelle prime ore della campagna militare israeliana contro Teheran, i costi sono aumentati vertiginosamente. Un rapporto di Ynet News, scrive The Economic Times, ha citato il generale di brigata (in congedo) Re’em Aminach, ex consulente finanziario del capo di stato maggiore delle Forse di difesa israeliane (Idf), secondo cui solo le prime 48 ore di operazioni sono costate 5,5 miliardi di shekel (1,45 miliardi di dollari). Il ritmo non ha rallentato.
Israele spende ora circa 2,75 miliardi di shekel, ovvero 725 milioni di dollari, al giorno in operazioni militari dirette nel conflitto iraniano. Oltre al combattimento, il massiccio arruolamento dei riservisti sta riducendo la produttività civile.
La testata indiana ricorda inoltre che il bilancio del Ministero della Difesa è quasi raddoppiato in soli due anni ed assorbe ora quasi il 7% del Pil di Israele, secondo solo all’Ucraina a livello globale. Gli esperti avvertono che anche una rapida fine delle ostilità non cancellerà il danno fiscale già causato. I servizi pubblici, in particolare sanità e istruzione, rischiano di essere messi da parte. Infine, con un limite massimo di deficit del 4,9% del Pil, equivalente a 27,6 miliardi di dollari, il bilancio di Israele è già sotto una pressione immensa, mentre il ministero delle finanze ha rivisto le previsioni di crescita del Pil per il 2025 dal 4,3% al 3,6%.
20 giugno 2025
Trump: deciderò se attaccare l’Iran entro due settimane
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che deciderà entro due settimane se l’esercito statunitense sarà direttamente coinvolto nel conflitto tra Israele e Iran. Trump ha cercato di mantenere aperta la porta alla diplomazia sul programma nucleare di Teheran.
20 giugno 2025
Missile iraniano colpisce appartamenti e un ufficio Microsoft a Beer Sheva
Un singolo missile balistico lanciato dall’Iran ha provocato un’ingente devastazione a Beer Sheva, nel sud di Israele. L’ordigno caduto stamani in un parcheggio vicino a edifici residenziali ha distrutto diversi appartamenti, lasciato un cratere a terra, veicoli in fiamme, facciate di edifici e balconi crollati. L’Mda segnala sette feriti. Le Ferrovie israeliane hanno comunicato che la stazione di Beer Sheva Nord è stata chiusa per danni. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato che «il sito Microsoft di Beer Sheva è stato attaccato perché collabora con l’esercito israeliano». Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano che il malfunzionamento del sistema di intercezione è probabilmente la causa del mancato abbattimento del missile iraniano che ha colpito Beer Sheva.

Membri del team del Comando del Fronte Interno Israeliano camminano sul luogo in cui i missili balistici iraniani hanno colpito edifici residenziali a Beer Sheva, nel sud di Israele EPA/ABIR SULTAN EPA
20 giugno 2025
Israele, ondata di attacchi su siti militari e nucleari iraniani
Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano che l’Aeronautica militare dello Stato ebraico ha effettuato un’ondata di attacchi su Teheran durante la notte, prendendo di mira decine di strutture militari e siti di ricerca nucleare iraniani. Lo riportano i media israeliani. Oltre 60 aerei da combattimento sono stati coinvolti negli attacchi sganciando 120 munizioni, rendono noto le Idf. Tra gli obiettivi figuravano “diversi siti di produzione missilistica industriale” a Teheran che in passato rappresentavano il “cuore industriale del Ministero della Difesa iraniano; siti militari che producevano componenti missilistici e impianti per la produzione di materie prime utilizzate per la fusione dei motori missilistici”. Gli attacchi hanno colpito anche il “quartier generale del progetto nucleare Spdn”, affermano le Idf.







