Elezioni

Gran Bretagna, dopo trent’anni il Labour perde anche il Galles. Exploit per Reform di Farage

Sconfitta epocale per il partito di Starmer: perde oltre 500 seggi alle elezioni amministrative in Inghilterra e il controllo del Governo autonomo gallese

di Nicol Degli Innocenti

 I consiglieri del Partito Riformista espongono cartelli davanti al municipio di Havering a Londra, in Gran Bretagna, l'8 maggio 2026. Le elezioni locali si sono svolte in tutto il Regno Unito il 7 maggio 2026. I primi risultati indicano un avanzamento del Partito Riformista e una serie di perdite per il Partito Laburista.  EPA/NEIL HALL EPA

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LONDRA - Sconfitta su tutti i fronti per il partito laburista al Governo in Gran Bretagna: oltre a perdere oltre 500 seggi alle elezioni amministrative in Inghilterra, il Labour ha perso anche il controllo del Governo autonomo gallese. È una sconfitta epocale: il partito laburista ha governato a Cardiff senza interruzioni da quando il Galles ha ottenuto l’autonomia quasi trent’anni fa.

Il partito ha ammesso la sconfitta prima ancora che il conteggio dei voti fosse finito. «Non siamo in condizione di formare il prossimo Governo», ha detto il vicepremier Huw Irranca-Davies. Si prevede ora che la premier gallese, Eluned Morgan, perda addirittura il suo seggio alla Senedd, il Parlamento gallese, e sia costretta quindi a uscire di scena.

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Il partito nazionalista gallese verso la vittoria, insidiato da Reform

Plaid Cymru, il partito nazionalista gallese, si avvia alla vittoria ma è insidiato da Reform, che ha varcato i confini dell’Inghilterra e si piazzerà in seconda posizione in Galles, relegando il Labour in un umiliante terzo posto. L’affluenza al voto è stata oltre il 50%, ben al di sopra della norma, a dimostrazione dell’importanza che queste elezioni avevano per i gallesi.

Anche in Scozia prevale, come previsto, il partito nazionalista

In Scozia le previsioni della vigilia si stanno realizzando: il premier John Swinney, leader dell’Snp, il partito nazionalista scozzese, ha già dichiarato vittoria. Se otterrà una maggioranza a Holyrood intende continuare la sua lunga battaglia per l’indipendenza della Scozia. Delusione anche a Edimburgo per il partito laburista, che si avvia a perdere voti nonostante il popolare leader, Anas Sarwar, avesse tentato di prendere le distanze da Londra durante la campagna elettorale, invitando il premier Keir Starmer a dare le dimissioni.

Aumentano per Starmer le richieste di dimissioni

Una richiesta che numerosi deputati laburisti oggi stanno avanzando alla luce dei risultati disastrosi del partito in tutta la Gran Bretagna e in particolare in Inghilterra. Starmer ha però insistito che non intende lasciare l’incarico: si è assunto la piena responsabilità della sconfitta ma ha dichiarato che intende restare per realizzare i cambiamenti che la gente vuole. «Dobbiamo ritrovare la speranza e convincere gli elettori che le cose miglioreranno», ha detto il premier.

Il trionfo di Nigel Farage

Il voto del 7 maggio verrà ricordato come il trionfo di Nigel Farage: Reform, il partito da lui fondato dalle ceneri del Brexit Party, in soli cinque anni ha conquistato consensi oltre ogni previsione. Il suo messaggio populista, nazionalista e anti-immigrazione è stato recepito con entusiasmo da milioni di elettori non solo in Inghilterra, dove si avvia a conquistare 800 seggi, ma anche in Galles e Scozia.

«È un cambiamento epocale», ha dichiarato Farage, dicendo che il sistema bipartitico che è durato decenni in Gran Bretagna è ormai “morto e sepolto”. Lo stesso messaggio che dall’altro estremo della politica ha lanciato Zack Polanski, leader dei Verdi, che ha celebrato il successo del suo partito e ha apertamente chiesto le dimissioni di Starmer.

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