Gli Nft conquistano anche etichette di vino e cene stellate
Il mondo del collezionismo e dell’arte digitale entra a contatto con il mondo del food creando occasioni di valorizzazione del made in Italy
di Maria Teresa Manuelli
4' di lettura
I punti chiave
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La tecnologia applicata alle etichette sta conquistando una dimensione tutta nuova. Le opportunità date dalla digitalizzazione, grazie alla blockchain, hanno aperto le porte di un mercato innovativo per il mondo food: quello del collezionismo e dell’arte digitale.
Gli Nft (Non Fungible Token), nati come strumenti per digitalizzare oggetti collezionabili – e che generano un mercato da 20 miliardi di dollari – stanno diventando infatti interessanti per la valorizzazione anche dei brand e la creazione di valore aggiunto. Un mondo che si sta aprendo anche al vino e al food Made in Italy: si tratta non solo di offrire al consumatore una nuova possibilità di fruizione e collezione di una bottiglia di vino o di un altro prodotto alimentare, ma anche di creare una nuova fonte di guadagno parallela per le cantine vitivinicole e i brand del luxury food.
Le etichette Nft
Tra queste 900wine, azienda di spumanti nel Valdobbiadene, è stata la prima cantina italiana a trasformare la propria etichetta in un Nft, ovvero a dotarla di un certificato che attesta l’autenticità e la proprietà di oggetti digitali unici.
Ma come funziona? Con l'acquisto di una bottiglia di Grand Cuvée Premium, il cliente riceve un qr code attraverso il quale può riscattare sulla piattaforma OpenSea – portale che ospita e vende opere digitali da collezione – il suo Nft 900wine, un’opera d’arte digitale in 3D del valore di 900 euro (equivalente al prezzo della bottiglia). La collezione è formata da 900 pezzi unici in edizione limitata, con autenticità certificata attraverso blockchain (registri condivisi e non modificabili che garantiscono il tracciamento) e non riproducibili; ogni Nft resta di proprietà dell'acquirente e il suo valore muta nel tempo.
«L’opportunità degli Nft – racconta Andrea Tommaso d’Aietti, cofondatore del brand 900wine insieme a Yari Muzzolon e Antonio Martelli – apre nuove strade alle cantine di vino, permettendo agli appassionati e ai collezionisti di possedere un’opera il cui valore che non si esaurisce con la fisicità della bottiglia ma va oltre, per essere apprezzata e collezionata anche in una inedita forma digitale».
Dalla bottiglia al film digitale
Interessante anche l’esperimento del Consorzio di tutela Prosecco Doc che ha debuttato nel comparto con il progetto “The Italian Genio”: ha realizzato con la testata digitale Tuorlo Magazine un film originale e non riproducibile protetto da un certificato Nft basato sulla tecnologia blockchain. L’autenticità dell’opera, così assicurata, ha consentito al film di essere venduto come un prodotto artistico fisico, tanto da prevedere la sua presenza fra i beni battuti dalla casa d’aste Christie’s lo scorso 12 ottobre a Milano durante l’evento “La Vendemmia” organizzato da MonteNapoleone District (il ricavato è stato versato alla onlus Dynamo Camp).
Maia, l’avatar del vino
A gennaio, invece, Maia Wine ha lanciato il primo avatar Nft legato a un brand del vino. Costruito sul marchio dell’azienda veronese, che raffigura la ninfa Maia, e grazie alla collaborazione con l’agenzia di comunicazione UNited STudio prende vita un vero e proprio avatar che verrà presentato presto al mondo digitale e sarà quindi acquistabile come Nft.
Inoltre, sarà disponibile sul sito OpenSea una vera e propria collezione di pezzi unici ispirati a Maia e certificati ciascuno con un Nft, garantendo all’acquirente l’autenticità, come se sopra ci fosse proprio la firma dell'autore.








