Non solo a Natale

Gli italiani non rinunciano al cioccolato, ma la corsa dei prezzi cambia i consumi

Il caro cacao fa aumentare i listini a doppia cifra e la spesa delle famiglie cresce dell’8,4 per cento. Ma se le quantità acquistate calano del 7% l’alto di gamma e le private label conquistano quote di mercato

di Manuela Soressi

Gli aumenti dei costi del cacao non fanno rinunciare gli italiani al cioccolato, soprattutto a Natale

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Rinunciare ai cioccolatini e alle praline sotto l’albero di Natale? Per gli italiani non se ne parla, nonostante il cioccolato sia uno dei prodotti alimentari più colpiti dal carovita. A ottobre, rileva l’Istat, i prezzi a scaffale erano superiori del 10% rispetto allo stesso mese del 2024, anno in cui cioccolatini e praline erano già rincarati del 7% mentre snack e tavolette segnavano un +15% (fonte Circana), in un mercato, quello della grande distribuzione che vale 1,7 miliardi di euro, per la metà generati da tavolette e barrette (fonte Niq).

La campagna festiva sembra comunque portare una boccata d’ossigeno ai produttori di cioccolato, per cui gli ultimi anni sono stati tutt’altro che facili.

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Tempesta perfetta sul cacao

La filiera del cacao ha vissuto una crisi mai vista prima: la domanda globale in crescita ha dovuto fare i conti con raccolti ridotti a causa di eventi climatici estremi, malattie delle piante e invecchiamento delle coltivazioni. La penuria di materia prima, combinata con le speculazioni finanziarie, ne ha fatto volare le quotazioni, che in tre anni sono triplicate toccando il record storico nel 2024. Nel 2025 il trend è stato deflattivo ma i livelli restano doppi rispetto alla campagna 2022/23 (fonte Areté).

«I primi segnali del periodo festivo 2025 stanno evidenziando una maggiore tolleranza agli aumenti di prezzo, confermando il potere delle abitudini rituali, l’importanza dei regali e l’apprezzamento per le edizioni limitate proposte da molte aziende», dichiara Marco Pellizzoni, commercial director di YouGov Shopper. 

Yougov: acquisti più frequenti

I produttori di cioccolato hanno reagito dapprima ammortizzando gran parte dei costi, poi adottando scelte “difensive” (come la “sgrammatura” delle confezioni e la semplificazione delle gamme di prodotti) e infine ritoccando i prezzi, secodo YouGov saliti complessivamente del 17% in media su base annua.

Non per questo gli italiani hanno rinunciato al cioccolato: nel 2025 ne hanno comprato di meno (-7%) ma più spesso (+1%), aumentando dell’8,4% la spesa media per famiglia arrivata oltre i 72 euro annui. E anche il numero dei consumatori è lievemente aumentato, arrivando a coinvolgere il 93% degli italiani. Secondo Unione Italiana Food solo a dicembre gli italiani consumano 18mila tonnellate tra tavolette e praline. Insomma, il mercato ha tenuto. Ma è cambiato.

Top di gamma e private label

Oggi solo il 3% dell’offerta di prodotti al cioccolato costa meno di 10 euro/Kg contro il 24% del 2021, mentre la fascia con prezzi superiori ai 20 euro/Kg è salita al 47% contro il 17% di cinque anni fa, afferma un’analisi di Altroconsumo. 

«Il segmento di primo prezzo ha sofferto, mentre sono andati meglio la fascia premium e i prodotti a private label, come i nostri che hanno registrato una crescita importante anche in quantità – spiega Francesca D’Auria, category manager generi vari di Coop Alleanza 3.0, che in dicembre vede salire mediamente del 18% gli incassi generati dalle vendite di cioccolato – Questi risultati sono anche frutto del rinnovamento dell’offerta, allineata ai nuovi trend di consumo, come l’attenzione al salutismo che premia il cioccolato proteico e quello senza zuccheri».

Secondo un’analisi Circana, le private label hanno generato oltre la metà di tutta la crescita di valore del segmento con aumenti che sono stati quasi il doppio rispetto ai marchi industriali.

Dubai Chocolate e Angel Curls

E poi ci sono i fenomeni di moda. Quello del 2025 è stato il Dubai Chocolate, che ora sembra pronto a passare il testimone all’Angel Curls, un cioccolato con un cuore di sottilissimi fili di zucchero filato turco (pişmaniye), avvolti in una crema di pistacchio. Da Lidl la tavoletta da 150 grammi viene venduta a 4,99 euro contro i 3,99 euro della tavoletta da 122 g di Dubai Chocolate.

È sulla fascia top del mercato che le aziende puntano per sostenere la crescita del retail. Per fare del cioccolato un “lusso accessibile”, si punta (anche) sull’experience. Che non significa solo eventi e musei immersivi, ma anche punti vendita monomarca, dove i consumatori possono sì comporre il proprio sacchetto di praline e tavolette, ma anche fare nuove esperienze, come avviene nei Chocolate bar inserti all’interno dei 39 negozi Lindt aperti in Italia.

Tra limited edition e calendari

Sono esperienze effimere, perché proposte per un periodo limitato, anche le limited edition che tanto funzionano tra i choco-lover, come l’edizione speciale dei Baci Perugina ai cristalli di arancia o la winter edition di Ritter Sport, con tre tavolette che racchiudono i sapori delle feste (come i biscotti speziati Speculoos).

C’è anche una categoria di prodotti che vive solo per un mese: sono i calendari dell’Avvento, che, anno dopo anno, guadagnano consensi anche tra gli adulti. La conferma viene dall’aumento dell’offerta, con una ventina di proposte disponibili nella Gdo e firmate dai principali brand del settore. 

Un goloso cadeau per arrivare con dolcezza al 2026, anno che si preannuncia storico per il cioccolato italiano. Dopo un lungo e combattuto iter, Gianduiotto di Torino dovrebbe finalmente fregiarsi dell’Igp, primo cioccolatino incartato al mondo a ottenere questo riconoscimento.

Eventi e musei alla ribalta

È nato a Perugia il più grande museo esperienziale al mondo dedicato al cibo degli dei: è la Città del cioccolato, inaugurato a inizio novembre negli oltre 2.800 mq dello storico mercato coperto cittadino da Destinazione Cioccolato e sostenuto da Invitalia. «Vogliamo rendere il cioccolato motore di innovazione e sviluppo territoriale e fare di Perugia una destinazione turistica permanente sul tema, valorizzando cultura, sostenibilità e filiere internazionali», ha spiegato Vasco Gargaglia, presidente di Destinazione Cioccolato Srl, la società benefit che riunisce imprese, associazioni di categoria e la finanziaria regionale Gepafin Sp. Sempre a Perugia, nella prima sede produttiva della Perugina ha preso via il “Lab-Luisa Annibale Base”, che propone sessioni di degustazioni e cooking class su cacao e cioccolato.

I primi a sperimentarli sono stati gli oltre un milione di visitatori della 31esima edizione di Eurochocolate, la più popolare kermesse italiana dedicata al cioccolato, che ha già annunciato le date del 2026. Anno che si aprirà con Chocomodica e Cioccolatò a Torino, città che ospita da un anno il Museo del cioccolato e del gianduja, format ideato dal belga Eddy Van Belle (azionista ed ex presidente di Puratos Group, ndr) e oggi presente in 15 città del mondo, dove oggetti e tecnologie fanno scoprire e vivere la magia di questi prodotti.

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