Dopo il referendum

Giustizia, si dimettono Delmastro e Bartolozzi. Meloni: Santanchè faccia la stessa scelta

L’addio del sottosegretario mentre emergono nuovi dettagli sulla società che deteneva con la figlia di Mauro Caroccia, legato al clan Senese. Lascia anche la capo di gabinetto del ministro Nordio

di Redazione Roma

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni «esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione». E «auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè».

Continua quindi il terremoto nel governo dopo la sconfitta referendaria. Il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro, si è dimesso. Lo scossone è arrivato all’indomani della sconfitta della maggioranza di Governo al referendum sulla riforma della magistratura, ma nella sostanza è legato agli sviluppi della vicenda legata alla sua partecipazione alla società per la gestione di un ristorante intestato alla figlia 18enne di Mauro Caroccia, condannato a quattro anni di reclusione per intestazione fittizia di beni per conto del clan Senese, in carcere da febbraio a Viterbo.

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Si dimette anche la capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi. La decisione dopo un colloquio con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, negli uffici di via Arenula, dove era stato convocato anche il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro.

Delmastro: ho commesso una leggerezza

«Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità, anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza. Me ne assumo la responsabilità, nell’interesse della Nazione, ancor prima che per l’affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio», ha dichiarato Delmastro Delle Vedove.

Il caso della Bisteccheria

Il caso è scoppiato proprio mentre la campagna referendaria era in dirittura d’arrivo. Ai tavoli della Bisteccheria d’Italia, il locale sulla Tuscolana di cui Caroccia risulta amministratrice unica e del quale Delmastro ha detenuto il 25% delle quote, il sottosegretario era di casa. Il Fatto Quotidiano ha pubblicato foto per documentare la presenza a cena anche della capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi, finita anche lei nella bufera per aver assimilato la magistratura a un «plotone d’esecuzione» nel corso di una trasmissione televisiva in Sicilia.

Le quote erano state cedute da Delmastro, ma nulla il sottosegretario aveva comunicato al ministero della Giustizia e al Parlamento. Tanto che la Commissione Antimafia ha già annunciato un approfondimento.

Le richieste delle opposizioni

Sulla vicenda l’opposizione aveva presentato interrogazioni e chiesto che del caso si occupasse la Commissione parlamentare Antimafia: Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera, aveva annunciato la richiesta, domani nella capigruppo della Camera, di calendarizzare la mozione di revoca degli incarichi a Delmastro, già depositata lo scorso giovedì. Le dimissioni di Delmastro arrivano dopo una riunione che si è tenuta nel pomeriggio al ministero tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, lo stesso Delmastro e il capo di gabinetto di Nordio Giusy Bartolozzi, finita al centro di polemiche per alcune affermazioni fatte prima del referendum: anche lei sarebbe in procinto di ufficializzare le sue dimissioni.

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