Giustizia

Gli atti su Delmastro in Antimafia. Schlein: “Meloni spieghi prima del referendum”

Lo scandalo a pochi giorni dal volto, l’opposizione chiede le dimissioni

di Redazione Roma

ANDREA  DELMASTRO DELLE VEDOVE SOTTOSEGRETARIO GIUSTIZIA DELMASTRO CONDANNATO A 8 MESI - FOTO ARCHIVIO 7146

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A pochi giorni dal voto per il Referendum Costituzionale in materia di Giustizia si aggiunge l’ombra del caso Delmastro, il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia accusato di essere stato socio in affari della figlia dicottenne di un condannato per camorra.

La segreteria dem Elly Schlein chiede alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di prendere una posizione prima di domenica, in vista delle votazioni, mentre il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte chiede di far dimettere i componenti del governo coinvolti in procedimenti giudiziari.

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«Per me la mafia è una montagna di m...», si difende Delmastro prendendo in prestito la celebre citazione di Peppino Impastato e negando ogni accusa mossa nei sui confronti.

La vicenda: dalla foto col camorrista alla società con la figlia

È bufera sulla vicenda giudiziaria che vede come protagonista Andrea Delmastro Delle Vedove, numero due del ministero della Giustizia.

I riflettori sono puntati su uno scatto risalente al 2023 in cui l’esponente di Fratelli d’Italia si trova all’interno di un ristorante, in cui abbraccia sorridente - mentre fa l’ok col pollice - il ristoratore Mauro Caroccia.

Nulla di strano se non fosse che l’uomo è stato condannato in via definitiva quest’anno a quattro anni di carcere con l’aggravante mafiosa e sta scontando la sua pena nel carcere di Viterbo.

Ma l’accusa è che i legami tra quest’ultimo e l’esponente di Fratelli d’Italia siano proseguiti negli anni a causa di Miriam Caroccia, la figlia del camorrista.

Il giorno in cui la ragazza ha spento diciotto candeline ha dato il via ad una società impegnata nel settore della ristorazione scegliendo come soci in affari Delmastro insieme ad altri quattro colleghi del partito della premier.

Sarebbe nata in questo contesto la Srl Le 5 Forchette, fondata davanti ad un notaio di Biella, che aveva l’unità locale in via Tuscolana, al civico 452, dove è stato aperto il ristorante Bisteccheria d’Italia. Sull’insegna dell’osteria la scritta “Papà non vole”.

Il grido dell’opposizione

È la leader del Pd Elly Schlein a prendere la parola, chiedendo che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni possa esprimersi sulla vicenda prima dell’appuntamento alle urne. L’accusa è che la leader di Palazzo Chigi sapesse della vicenda da almeno un mese.

Andrea Delmastro «si deve assolutamente dimettere», è il commento del presidente del M5s Giuseppe Conte, arrivando all’Università di Statale per una iniziativa con gli studenti a favore del No al referendum sulla giustizia. Il leader dei pentastellati ha inoltre annunciato che presenterà in queste ore la richiesta di revoca della sua nomina a Sottosegretario.

Ad aggiungere ulteriori punti interrogativi sulla questione è Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che oltre a definire la situazione di una «gravità inaudita», cita un altro elemento che non torna: «Delmastro non ha comunicato alla Camera, come la legge prevede, il fatto che possedeva azioni di una società. Ogni deputato è obbligato a farlo. Perché non lo ha fatto?».

Il ristorante nelle mani del clan Senese

Probabile che la questione, chiuse le urne, si trasferisca in Commissione Antimafia. La volontà sarebbe quella di chiarire la questione senza alcuna intenzione di tirarsi indietro.

Risultano già da tempo negli atti dell’Antimafia i fascicoli relativi all’indagine sul clan Senese. Una maxi indagine portata avanti dai pm della Dda di Roma e arrivata a conclusione con la pronuncia della Cassazione nel febbraio scorso.

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