Usa

Concerti, Live Nation condannata per monopolio: ecco che succede ora

Storica sentenza in materia di Antitrust che potrebbe rivoluzionare il comparto, fino all’obbligo per il gruppo di cedere Ticketmaster

di Francesco Prisco

Aggiornato il 17 aprile 2026, ore 18:04

Michael Rapino, amministratore delegato di Live Nation Entertainment, al tribunale di New York per il processo per monopolio REUTERS

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Alla fine i 34 Stati che non si sono persi d’animo dopo il dietrofront del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti la hanno spuntata: il Tribunale federale di Manhattan ha stabilito che il gigante dei concerti Live Nation Entertainment e la sua controllata Ticketmaster hanno monopolizzato illegalmente il mercato americano del live.

La sentenza, arrivata mercoledì 15 aprile dopo cinque settimane di sedute, condanna infatti il gigante dei concerti in un procedimento destinato a fare la storia in materia di Antitrust. Secondo il dispositivo stilato dai giudici, nello specifico, «Ticketmaster ha acquisito o mantenuto intenzionalmente un potere di monopolio nel mercato dei servizi di biglietteria primaria per le principali sedi di concerti attraverso comportamenti di esclusione. Ticketmaster ha fatto lo stesso nel mercato dei servizi di biglietteria primaria per i concerti nelle principali sedi di concerti. Live Nation ha acquisito o mantenuto intenzionalmente un potere di monopolio nel mercato dei grandi anfiteatri attraverso comportamenti di esclusione».

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Live Nation, secondo il giudice, avrebbe illegittimamente vincolato i servizi di promoting degli artisti all’uso delle proprie arene (il che significa che gli artisti erano tenuti a utilizzare i servizi di promoting di Live Nation per potersi esibire nelle sue venue). E nella conta dei danni, la giuria ha stabilito che ai consumatori sono stati addebitati 1,72 dollari in più per ogni biglietto per i concerti principali nelle principali sedi di 22 stati e nel Distretto di Columbia. La giuria ha inoltre riscontrato violazioni delle leggi statali sulla concorrenza in California, Florida, Illinois, Indiana, Kansas, New York, Carolina del Sud, Tennessee e Vermont.

Tutto era partito nel maggio 2024 quando il Dipartimento di Giustizia dell’allora amministrazione Biden citò in giudizio Live Nation e Ticketmaster, con l’adesione dei procuratori generali di decine di Stati e del Distretto di Columbia. Al processo però si è arrivati a marzo di quest’anno, con l’amministrazione Trump. E la musica sembrava diversa: Live Nation ha subito raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia che le permetteva di mantenere la proprietà di Ticketmaster. L’accordo prevedeva un fondo di 280 milioni di dollari per le richieste di risarcimento danni da parte degli Stati e una serie di cessioni sul fronte delle venue.

Ma 34 dei 40 Stati che si erano mossi hanno deciso di tirare dritto, in sede giudiziaria. Il giudice che presiede il caso, Arun Subramanian, stabilirà in un procedimento separato le sanzioni che potrebbero includere disinvestimenti significativi da parte di Live Nation o persino lo smembramento di Live Nation e Ticketmaster.

L’anno scorso, l’azienda ha organizzato 55mila eventi e venduto 646 milioni di biglietti in tutto il mondo, fatturando 25,2 miliardi. E Ticketmaster vende circa 10 volte il numero di biglietti del suo rivale più diretto, Aeg. Non è la prima volta che la piattaforma si trova al centro di controversie e denunce. Il caso più noto fu la caotica prevendita per l’Eras Tour di Taylor Swift, con ore di attesa, errori di sistema e prezzi folli, che l’azienda attribuì ad un attacco informatico. Fu proprio quell’episodio a spingere l’amministrazione di Biden e il Congresso americano ad aprire un’indagine per monopolio sui due colossi dei concerti.

Per la multinazionale del live, guidata da Michael Rapino, «il verdetto della giuria non rappresenta l’ultima parola in merito. Saranno le istanze pendenti a determinare se le decisioni relative alla responsabilità e al risarcimento dei danni saranno confermate. Live Nation presenterà a breve una nuova istanza di giudizio di diritto che il Tribunale ha rinviato fino a dopo la pronuncia del verdetto da parte della giuria. Tale istanza affronta tutte le teorie relative alla responsabilità. Il Tribunale aveva già osservato in precedenza che l’istanza di Live Nation solleva questioni di rilievo».

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