Conserve

Giornata mondiale del tonno, aumentano le vendite di quello certificato sostenibile

In uno scenario di leggera ripresa per le conserve, nell’ultimo anno è stata registrato un aumento del 50% delle vendite con il bollino Msc

di Davide Madeddu

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Cresce la domanda di tonno certificato e sostenibile. La tendenza, globale, riguarda anche l’Italia, dove si registra in incremento nei consumi e negli acquisti. A delineare lo scenario, nella Giornata mondiale del tonno, il 2 maggio, è il report sul tonno sostenibile, di Msc, (Marine Stewardship Council) l’organizzazione internazionale non-profit che «lavora per avere oceani pieni di vita oggi, domani e per le generazioni future». L’organizzazione, con il suo programma di etichettatura e certificazione «riconosce e premia le pratiche di pesca sostenibili con l’obiettivo di creare un mercato di prodotti ittici sostenibile».

Secondo il report in Italia, da marzo 2025 ad aprile 2026 sono state vendute oltre 21 mila tonnellate (+50% rispetto all’anno fiscale 2024/2025) di tonno certificato Msc, di cui il 94% destinate a prodotti in conserva.

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«Il tonno è una delle specie chiave del mercato ittico italiano, sia per il consumo domestico sia per l’industria conserviera, che rappresenta il principale driver per valore e volumi - sottolineano dall’organizzazione -. Si tratta di una categoria matura ma in evoluzione: secondo il Report Gdo 2026 cresce in modo contenuto (+1,1% a valore e +1,8% a volume), in un contesto sempre più competitivo, caratterizzato da forte pressione promozionale (46,4% delle vendite) e da una crescente polarizzazione tra segmenti».

All’interno del comparto, il tonno sott’olio in lattina resta centrale (oltre il 50% del valore e circa il 60% dei volumi). «Le referenze più elaborate risultano in contrazione, riflettendo un cambiamento nelle preferenze dei consumatori - sottolinea ancora l’organizzazione -. In questo scenario, la sostenibilità si conferma una leva competitiva. Dopo il rallentamento del 2024 legato a inflazione e aumento dei costi produttivi, il tonno certificato torna a crescere».

Nello scenario globale «il volume di tonno venduto con il marchio blu Msc ha superato le 400 mila tonnellate metriche, crescendo del 39% rispetto allo scorso anno». Non solo, «nel 2025 sono state sbarcate 3,1 milioni di tonnellate di tonno proveniente da attività di pesca certificate Msc, pari a oltre la metà delle catture globali di tonno, considerando le principali specie commerciali». Il report sottolinea che 182 attività di pesca del tonno sono coinvolte nel programma Msc nel mondo. Inoltre i volumi «aumentano del +1,8%, segnale di una domanda stabile e reale; il prezzo medio resta sostanzialmente fermo (-0,7% €/kg)». Il tonno sott’olio in lattina pesa oltre il 54% del valore e quasi il 60% dei volumi.

In questo quadro diventa strategica la sostenibilità, «non solo per i grandi brand, ma anche per le private label che crescono fino a rappresentare il 27% dei volumi di tonno certificato Msc (dal 15% dell’anno fiscale precedente)». Non è tutto. «Questa crescita è sostenuta da una maggiore disponibilità di materia prima certificata - prosegue il report -: oggi il 67% del pescato mondiale di tonno proviene da attività certificate Msc, per oltre 3,46 milioni di tonnellate, con ulteriori prospettive grazie alle attività coinvolte nei programmi di miglioramento». La crescita riguarda anche il coinvolgimento delle attività del settore. «Dall’inizio del 2026, quattro nuove attività sono state certificate negli oceani Atlantico e Indiano - conclude il documento -. In particolare, il tonno pinna gialla dell’Oceano Indiano, dopo quasi un decennio di gestione e sforzi congiunti, è stato riconosciuto come non più sovrasfruttato né soggetto a sovrasfruttamento, consentendo l’estensione della certificazione anche a questa specie e aumentando così i volumi disponibili».

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