Fisco, Giorgetti: taglio Irpef e rottamazione restano obiettivo, ma seguendo priorità. Salvini: rivedere l’Isee
Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla festa nazionale dell’Udc, sottolineando che «tutti gli impegni internazionali connessi alle spese della Difesa e al sostegno all’Ucraina non sono gratis»
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Taglio Irpef e rottamazione? «Il nostro obiettivo è fare queste cose, naturalmente seguendo una lista di priorità». Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla festa nazionale dell’Udc, sottolineando che «tutti gli impegni internazionali connessi alle spese della Difesa, al sostegno all’Ucraina non sono gratis e che quindi sono un elemento nuovo che dobbiamo considerare e quindi tenuto conto il quadro d’insieme metteremo in fila le priorità. Sappiamo perfettamente quelle che sono le priorità e lo faremo sempre rispondendo assolutamente a quelle che erano indicate sul nostro programma elettorale». «Abbiamo dimostrato con i fatti che siamo in grado di farlo». In collegamento con la festa dell’Udc il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato invece sulla necessità di «rivedere le regole dell’Isee perché tutti i bonus vanno troppo spesso sempre agli stessi»
La dichiarazione di Giorgetti è arrivata il giorno dopo la frenata ancora più esplicita fatta in Val d’Aosta, dove il ministro dell’Economia si trovava per un appuntamento elettorale. Occasione in cui Giorgetti ha ammesso che il quadro della manovra al quale il governo stava lavorando per il taglio dell’Irpef e la rottamazione delle cartelle «si è complicato a causa delle incertezze internazionali. Pesano gli oneri diretti e indiretti della guerra in Ucraina, dal costo dell’energia al sostegno finanziario che i paesi dovranno sostenere. La doccia fredda sulle misure era arriva in una giornata nella quale la premier aveva però garantito, sempre parlando alla festa dell’Udc, che la stella polare della manovra è il taglio delle tasse al ceto medio. Una linea che sembra il mantra dei partiti della maggioranza anche se poi resta sempre più da capire su quali misure si potrà effettivamente puntare e su come calibrarle.
I costi e lo stop ai debitori seriali
Il costo della rottamazione quinquies finora non è stato messo nero su bianco. Come anticipato da «Il Sole 24 Ore» dell’8 febbraio, la stima di un eventuale impatto saldi 2025 con la rinuncia a sanzioni, interessi e aggi si sarebbe attestata a 5,2 miliardi. Anche se l’iter del Ddl sposterebbe il problema in avanti, si tratta di una cifra decisamente elevata per consentire una definizione su ampia scala e senza filtri all’ingresso. Da qui le voci circolate sulla possibilità di prevedere dei filtri di accesso. Da un lato, con ipotesi di soglie di debito con la riscossione o ancorate a una determinata condizione del contribuente. Dall’altro, con l’intenzione di chiudere il meccanismo delle porte girevoli delle rottamazioni.
Leo: nessuno contrario a rottomazione ma selettiva
Che la coperta è corta e le risorse andranno indirizzate su alcune priorità, lo ha ricordato nei giorni scorsi anche il viceministro dell’Ecnomia Maurizio Leo. «Nessuno nella maggioranza di governo è contrario alla rottamazione» ma va fatta «cum grano salis» ha detto Leo, intervenendo alla presentazione dell’Osservatorio sul fisco locale della Cna dell’ipotesi di rottamazione quinquies in vista della prossima manovra. Leo ha parlato di «interventi selettivi per chi si trova effettivamente in difficoltà», senza dare spazio ai «recidivi che possono pagare» e che usano «meccanismi pretestuosi» per non farlo
«Detassazione premi risultato strada da seguire»
«Abbiamo introdotto la detassazione dei premi di risultato e questa è la strada da seguire. E’ giusto che il reddito che viene erogato in più sconti una tassazione minore» perché va in direzione di una maggiore produttività, ha aggiunto Leo, ribadendo che uno degli obiettivi è rendere l’Ires premiale «strutturale, semplificandola». «Vediamo come far confluire l’Ires con il principio di ’chi assume meno paga’ nella prossima legge di bilancio», ha aggiunto, puntualizzando che «la premessa fondamentale sono le risorse»







