Consumi non solo estivi

Gelati confezionati, i supermercati guidano la ripresa delle vendite

Dopo una frenata dei volumi nel 2025 i primi sei mesi dell’anno registrano segnali positivi nel retail, grazie a prodotti premium e più salutari, in un settore che secondo Unione italiana food vale 3 miliardi

di Maria Teresa Manuelli

Nei primi mesi  del 2026  il mercato retail segna +9% a volume e +10,7% a valore rispetto allo stesso periodo del 2025

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Il gelato confezionato entra nell’estate 2026 con un mercato che ha chiuso lo scorso anno in tenuta a valore ma con volumi in contrazione. I primi mesi del nuovo anno mostrano però già segnali di ripresa nei consumi domestici, che pesano ormai per quasi la metà del giro d’affari del settore (gelati artigianali a parte) e che i produttori sperano possano riflettersi anche nei consumi fuori casa in questa estate che si presenta molto calda.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Secondo i dati di Unione Italiana Food, il 2025 ha chiuso con una produzione di 261mila tonnellate di gelati per un valore all’origine di circa 3 miliardi di euro e un consumo pro capite di quasi 3 chili. L’export ha raggiunto 116mila tonnellate per 468 milioni di euro, con il 64% dei volumi verso Paesi europei a conferma del peso dell’Italia, seconda in Europa per valore della produzione e terza per volume.

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Il traino delle vendite nei supermercati

Per quel che riguarda le vendite per i consumi domestici, il quadro tracciato da NielsenIQ su Iper, Super, Liberi Servizi e Discount a chiusura 2025 è quello di un comparto che ha raggiunto 1,5 miliardi di euro di fatturato, sostanzialmente stabile, con volumi a 206 milioni di kg (-1,4%) e unità a 465 milioni di confezioni (-3%). A sostenere il valore è stato il prezzo medio al kg, salito a 7,31 euro (+1,5%). A frenare la categoria, invece, la riduzione della pressione promozionale: come spiega Elena Pezzotti, insight analyst di NielsenIQ, «la riduzione dell’intensità promozionale emerge come uno dei principali fattori abilitanti la frenata della categoria, impattando trasversalmente su aree geografiche, canali e segmenti».

I gelati multipack (62%) hanno trascinato al ribasso l’intera categoria (-1,9% a volume e -4,7% le unità), con gli stecchi a -10,1% a volume. In controtendenza, ghiaccioli e similari crescono del +6,6% a volume, le barrette del +5,4%. Il segmento più dinamico è quello dei gelati dessert: +20,7% a valore e +1,9 a volume, con i Bon Bon praticamente raddoppiati (+99,8% a valore, +64,9% a volume): «Nicchie dinamiche su basi ancora contenute», le definisce Pezzotti.

I segnali dei primi mesi del 2026 sono, però, incoraggianti: il mercato segna +9% a volume e +10,7% a valore rispetto allo stesso periodo del 2025.

Aspettative positive per l’estate

«Una crescita che ci auguriamo possa persistere nel prosieguo della stagione estiva», commenta Lorenzo Bagnoli, neo presidente della divisione gelato di Unione Italiana Food, «e che possa riflettersi non solo nelle vendite retail, ma anche nel consumo fuori casa». Le aziende guardano quindi alla stagione con aspettative positive. «Il 2026 sta confermando una dinamica di crescita solida – osserva Giuseppe Fascia, head of marketing di Froneri Italia –. Il punto, oggi, non è solo crescere all’interno della categoria, ma innovare in maniera rilevante andando a rispondere a bisogni sempre più differenziati dei consumatori, contribuendo così ad ampliare le abitudini di consumo». Froneri, secondo produttore al mondo con brand come Maxibon, Coppa del Nonno e Nuii, dichiara una crescita più accelerata nel retail: +26,4% a valore e +23,1% a volume nei primi cinque mesi.

Dello stesso avviso Sammontana, che quest’anno compie 80 anni. «La partenza anticipata del caldo ci fa ben sperare – dichiara Annalisa Ferri, chief marketing officer del Gruppo – ma saranno le condizioni meteo e i flussi turistici a determinare l’esito della stagione. Quello del gelato è pur sempre un mercato stagionale che ha registrato nel tempo forti oscillazioni dovute a fattori che non possiamo controllare».

Le tendenze più frozen

Sul fronte delle tendenze, il banco freezer registra un’evoluzione dei gusti che le aziende leggono come strutturale. «Fenomeni come quello del pistacchio e del mango da qualche anno sono diventati tra i gusti preferiti – osserva Ferri di Sammontana – decretando il successo di quei gelati che li hanno saputi interpretare al meglio». Su questo sfondo emergono tre filoni. Il primo è il co-branding con marchi della tradizione dolciaria: Tonitto 1939 porta sul mercato il gelato Grisbì, Cubik Elah ispirato alla caramella mou, il Gelato Buondì Bauli e il Gelato Galatine. «Il consumatore cerca nel banco freezer gli stessi sapori che conosce già dalla dispensa», spiega Massimiliano Dovo, co-owner di Tonitto 1939.

Il secondo filone è quello “salutare” e legato al fenomeno plant based. «Il gelato vegetale ha segnato +3,7% nel 2025, secondo i dati NielsenIQ in nostro possesso. Una performance in controtendenza rispetto al mercato del gelato convenzionale», commenta Andrea Panzani, ad di Valsoia. L’azienda, leader con quota del 77,5%, ha chiuso l’anno con volumi a +4%. A trainare i risultati la linea Zero, che ha «superato le aspettative», confermando «la forte attenzione dei consumatori verso proposte innovative e funzionali». Per l’estate 2026 arrivano il Cono Zero e la Vaschetta bi-gusto Nocciola e Pistacchio.

Il terzo filone è la premiumizzazione: Froneri rafforza Nuii e lancia Baci Gelato. «Il banco freezer non è più solo un luogo di scelta impulsiva – sottolinea Fascia – ma uno spazio in cui il consumatore cerca brand e prodotti coerenti con il proprio stile di vita, capaci di combinare qualità percepita, intensità sensoriale, praticità e forza del brand».

Sostenibilità con packaging riciclabile e ingredienti certificati

Il gelato confezionato non si misura più solo con il gusto. La filiera italiana sta attraversando una transizione green, ben descritta nel report “Studio delle performance ambientali nella produzione del gelato confezionato in Italia”, condotto da Ergo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per l’Istituto del Gelato Italiano (Igi), con dati raccolti nel 2025.

Sul fronte delle materie prime, quasi il 70% del latte è italiano; il cacao da coltivazione certificata sostenibile arriva al 98,5%; l’olio di palma, dove non è stato sostituito, è certificato al 100% (standard Rspo). Il packaging è il fronte in cui i progressi sono più visibili: il 72% delle confezioni è fatto solo di carta, con oltre il 53% di carta riciclata. Passare dalla plastica alla carta per prodotti da freezer non è banale: richiede test industriali, adeguamenti produttivi e nuove valutazioni sugli approvvigionamenti.

Tonitto 1939 negli ultimi cinque anni ha ridotto del 50% l’uso di plastica sulle principali linee, introducendo packaging in cartoncino certificato Fsc. «Abbiamo affrontato un cambiamento complesso che ha coinvolto sviluppo, produzione e organizzazione industriale», spiega Massimiliano Dovo, co-owner dell’azienda.

Quasi il 50% dell’elettricità acquistata dal comparto proviene da fonti rinnovabili. I sottoprodotti di lavorazione vengono destinati a mangimi o biogas. Tra gli obiettivi futuri, la sperimentazione di formulazioni con bevande vegetali in parziale sostituzione del latte vaccino e la decarbonizzazione del sistema energetico. «Oggi la qualità si misura con i dati, la trasparenza e la capacità di innovare i processi produttivi – commenta Michelangelo Giampietro, presidente Igi –. Questo report non è un traguardo, ma una bussola».

La sostenibilità, per l’Istituto del gelato italiano, include anche la dimensione sociale. Lorenzo Bagnoli, presidente della divisione gelato di Unione italiana food, indica tra i prossimi obiettivi «la collaborazione con Caritas e l’analisi delle prestazioni ambientali, mettendo al centro la responsabilità verso comunità e ambiente». Sul versante sociale, Sammontana ha coinvolto, con “Ambassadors for Change” realizzato insieme a InVento Innovation Lab e Ashoka Italia, 50 studenti dell’Iss “Il Pontormo” di Empoli in percorsi su educazione civica e uso consapevole dell’intelligenza artificiale.

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