Gcap, il futuro cacciabombardiere più grande al mondo: ecco come sarà
Il Gcap, il cacciabombardiere di sesta generazione sviluppato da Italia, Gran Bretagna e Giappone, sarà il più grande e avanzato aereo da combattimento mai realizzato
Dal nostro inviato a Farnborough Gianni Dragoni
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I punti chiave
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Il Gcap, il futuro cacciabombardiere che la Gran Bretagna sta studiando insieme a Italia e Giappone, sarà l’aereo da combattimento più grande finora conosciuto nel mondo. Un nuovo modello concettuale del Gcap, il programma che è stato lanciato nel 2018 con il nome di Tempest, è stato presentato a Farnborough , a Sud di Londra, all’inaugurazione del salone aerospaziale che quest’anno vede una presenza massiccia dei gruppi industriali soprattutto della difesa, galvanizzati dall’aumento delle spese militari che è stato deciso in seguito alla guerra Russia-Ucraina.
I partner strategici
Le tre nazioni partner del Global Combat Air Program (Gcap), insieme per la prima volta alla fiera di Farnborough, insieme ai tre partner industriali strategici, Bae Systems (Gran Bretagna), Leonardo (Italia) e Mitsubishi Heavy Industries (Giappone), hanno illustrato i passi avanti del programma che porterà al caccia di sesta generazione.
Ala più grande
“Il modello di nuova concezione in esposizione allo stand Gcap presenta un design evoluto con un’apertura alare maggiore rispetto ai concetti precedenti per migliorare l’aerodinamica del velivolo”, dice un comunicato congiunto dei tre gruppi industriali. La nuova ala ha la forma a delta e il velivolo, nel concetto presentato, ha dimensioni impressionanti.
Crosetto e il nuovo primo ministro britannico
A Londra è arrivato il ministro della Difesa, Guido Crosetto , che lo scorso dicembre ha firmato con gli altri due paesi il trattato internazionale che prevede una struttura a doppio livello per il Gcap, un’agenzia governativa e una struttura industriale, con quartier generale in Gran Bretagna. All’evento, nel padiglione di Bae Systems, è intervenuto il nuovo primo ministro britannico, Sir Keir Starmer, il quale ha detto di “essere impegnato ad aumentare la spesa militare al 2,5% del Pil”.
A che punto è il lavoro
Il velivolo dovrebbe entrare in servizio nel 2035. “Stiamo proseguendo nel lavoro di ingegneria”, ha spiegato Guglielmo Maviglia, direttore del Gcap per Leonardo. Gli ingegneri dei tre gruppi “stanno lavorando insieme nell’ambito di un accordo di collaborazione alla progettazione e allo sviluppo del caccia di nuova generazione utilizzando una serie di strumenti e tecnologie digitali innovative, tra cui il computer modelling e la realtà virtuale che consentiranno di progettare il design dell’aereo sin dalla fase di concezione”, precisa il comunicato congiunto.










