Progetto Italia-Gran Bretagna-Giappone

Gcap, il futuro cacciabombardiere più grande al mondo: ecco come sarà

Il Gcap, il cacciabombardiere di sesta generazione sviluppato da Italia, Gran Bretagna e Giappone, sarà il più grande e avanzato aereo da combattimento mai realizzato

Dal nostro inviato a Farnborough Gianni Dragoni

5' di lettura

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Il Gcap, il futuro cacciabombardiere che la Gran Bretagna sta studiando insieme a Italia e Giappone, sarà l’aereo da combattimento più grande finora conosciuto nel mondo. Un nuovo modello concettuale del Gcap, il programma che è stato lanciato nel 2018 con il nome di Tempest, è stato presentato a Farnborough , a Sud di Londra, all’inaugurazione del salone aerospaziale che quest’anno vede una presenza massiccia dei gruppi industriali soprattutto della difesa, galvanizzati dall’aumento delle spese militari che è stato deciso in seguito alla guerra Russia-Ucraina.

I partner strategici

Le tre nazioni partner del Global Combat Air Program (Gcap), insieme per la prima volta alla fiera di Farnborough, insieme ai tre partner industriali strategici, Bae Systems (Gran Bretagna), Leonardo (Italia) e Mitsubishi Heavy Industries (Giappone), hanno illustrato i passi avanti del programma che porterà al caccia di sesta generazione.

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Ala più grande

“Il modello di nuova concezione in esposizione allo stand Gcap presenta un design evoluto con un’apertura alare maggiore rispetto ai concetti precedenti per migliorare l’aerodinamica del velivolo”, dice un comunicato congiunto dei tre gruppi industriali. La nuova ala ha la forma a delta e il velivolo, nel concetto presentato, ha dimensioni impressionanti.

Crosetto e il nuovo primo ministro britannico

A Londra è arrivato il ministro della Difesa, Guido Crosetto , che lo scorso dicembre ha firmato con gli altri due paesi il trattato internazionale che prevede una struttura a doppio livello per il Gcap, un’agenzia governativa e una struttura industriale, con quartier generale in Gran Bretagna. All’evento, nel padiglione di Bae Systems, è intervenuto il nuovo primo ministro britannico, Sir Keir Starmer, il quale ha detto di “essere impegnato ad aumentare la spesa militare al 2,5% del Pil”.

A che punto è il lavoro

Il velivolo dovrebbe entrare in servizio nel 2035. “Stiamo proseguendo nel lavoro di ingegneria”, ha spiegato Guglielmo Maviglia, direttore del Gcap per Leonardo. Gli ingegneri dei tre gruppi “stanno lavorando insieme nell’ambito di un accordo di collaborazione alla progettazione e allo sviluppo del caccia di nuova generazione utilizzando una serie di strumenti e tecnologie digitali innovative, tra cui il computer modelling e la realtà virtuale che consentiranno di progettare il design dell’aereo sin dalla fase di concezione”, precisa il comunicato congiunto.

Il nuovo modello del Gcap

Il Gcap, il futuro cacciabombardiere che la Gran Bretagna sta studiando insieme a Italia e Giappone, sarà l’aereo da combattimento più grande finora conosciuto nel mondo

Da stabilire chi fa che cosa

Non è ancora stata stabilita la divisione del lavoro, cioè chi farà che cosa. Nel programma aeronautico europeo più importante, l’ Eurofighter , Leonardo costruisce l’ala sinistra a Torino Caselle. Per il Gcap non è ancora stata presa una decisione. “Il ritmo del programma è straordinario ed è incentrato su basi solide, un’eredità industriale condivisa con ogni paese, sotto la guida dei rispettivi governi. Dalla firma del trattato nel dicembre 2023, il programma ha visto un forte impegno da parte di tutti. Ognuno apporta qualità ed esigenze diverse, ma complementari. In questo momento stiamo lavorando per scambiare le reciproche conoscenze e raggiungere obiettivi comuni”, ha detto Maviglia.

A Londra sarà il Tempest

In Gran Bretagna l’aereo si chiamerà Tempest, dice il comunicato delle tre aziende, dunque viene confermato il nome con il quale il programma fu lanciato sei anni fa. Herman Claesen, a.d. di Future Combat Air Systems, per Bae Systems, ha dichiarato: “Nei 18 mesi successivi al lancio del Global Combat Air Programme, abbiamo lavorato a stretto contatto con i nostri partner industriali in Giappone e in Italia, e con i tre governi, per comprendere e allineare i requisiti per un caccia di nuova generazione. Il nuovo modello, presentato al Farnborough International Air Show, mostra notevoli progressi nella progettazione e nella concezione di questo futuro caccia. Continueremo a testare ed evolvere il design, man mano che ci avviciniamo alla fase successiva del programma”.

La collaborazione con il Giappone

Hitoshi Shiraishi, Senior fellow per il Gcap di Mitsubishi Heavy Industries ha detto: “Mhi considera il progetto una preziosa opportunità per approfondire le conoscenze, poiché Gcap è un programma di sviluppo congiunto tra Giappone, Gran Bretagna e Italia, ci aspettiamo di ottenere risultati migliori e una conoscenza più approfondita combinando le diverse culture, esperienze e conoscenze delle tre industrie coinvolte”.

Lavoro atteso per decine di migliaia di persone

L’aereo da combattimento, che entrerà in servizio nel 2035, sarà uno dei velivoli più avanzati, interoperabili, adattabili e connessi in servizio al mondo, contando su un sistema d’arma intelligente, una cabina di pilotaggio interattiva basata su software, sensori integrati e un radar di nuova generazione, in grado di fornire 10.000 volte più dati rispetto ai sistemi attuali. Le tre aziende affermano che “Gcap darà lavoro a decine di migliaia di persone qualificate in Gran Bretagna, in Giappone e in Italia, sviluppando competenze industriali e tecnologie per il futuro”.

Successore dell’Eurofighter

Il programma è stato lanciato dalla Gran Bretagna nel luglio del 2018, al salone aerospaziale di Farnborough. Si sono associate prima l’Italia e poi il Giappone. L’obiettivo è realizzare il successore dell’Eurofighter Typhoon. La fase di sviluppo del nuovo aereo da combattimento dovrebbe cominciare nel 2024. Il velivolo dovrebbe entrare in servizio nel 2035. Intanto il governo italiano ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione a comprare altri 24 Eurofighter.

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Sciami di droni

Il Gcap punta a realizzare un cacciabombardiere di sesta generazione. Sesta generazione nel gergo dell’industria delle armi significa un velivolo più evoluto rispetto all’F-35, il micidiale, ma controverso per i costi elevati, cacciabombardiere prodotto da Lockheed in un programma internazionale con molti paesi, al quale ha aderito anche l’Italia. Per semplicità si parla di aereo, ma sarà un sistema più complesso, con un velivolo da combattimento accompagnato da sciami in cui ci saranno anche droni, cioè aerei senza pilota a bordo, i tecnici del settore parlano di sistema di sistemi. Come si articolerà in concreto è materia coperta da segreto.

La prima adesione con Profumo

Quando il programma Tempest è stato lanciato nel luglio 2018 al salone di Farnborough l’a.d. del gruppo era Alessandro Profumo, che il governo Merloni ha sostituito il 9 maggio 2023 con Roberto Cingolani . La capofila fin dall’inizio è Bae Systems, primo gruppo europeo nell’industria militare. Leonardo ha aderito inizialmente solo attraverso le proprie controllate britanniche di elettronica. Non poteva partecipare attraverso le aziende italiane finché non c’è stato il via libera del governo alla partecipazione industriale e al finanziamento.

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Il via del governo Conte

Il disco verde alla partecipazione diretta italiana è arrivato solo in seguito, durante il governo Conte, quando è stato fatto un primo stanziamento pluriennale di due miliardi di euro. Nel 2022 è entrato il Giappone e il nome è stato cambiato in Gcap. Quest’anno dovrebbe cominciare la fase di sviluppo. Sotto la supervisione dell’agenzia governativa di coordinamento, il consorzio formato da Leonardo, Mitsubishi e Bae punta a completare la progettazione del velivolo entro il 2027.

L’Italia spenderà 8,8 miliardi per lo sviluppo

Il Documento programmatico pluriennale della Difesa per il triennio 2023-2025 presentato al Parlamento da Crosetto lo scorso prevede un aumento della spesa prevista per il programma, dai 3,8 miliardi già stimati nel 2022 a 8,8 miliardi, in un arco pluriennale fino al 2037. Al primo stanziamento del governo Conte si sono aggiunti oltre 6 miliardi messi a disposizione dai governi Draghi e Meloni, con finanziamenti aggiuntivi approvati dal Parlamento. Si prevede che ci saranno numerose aziende italiane coinvolte nell’attività industriale. Per ora collaborano direttamente con la capofila Leonardo le società Mbda Italia, Elettronica e, per i motori, Avio Aero (controllata da General Electric). Questi soldi saranno spesi solo per la fase di sviluppo industriale, senza considerare le somme necessarie per il futuro acquisto dei velivoli che andrebbero a sostituire gli Eurofighter.

Il programma concorrente tra Francia e Germania

In Europa il Gcap convive con un analogo programma di un nuovo cacciabombardiere, l’Fcas lanciato nel 2017 da Francia e Germania. Neppure questo programma è ancora in fase di sviluppo. È opinione di molti analisti che in Europa non ci siano risorse sufficienti per due costosi programmi aeronautici militari. Ma per unificarli bisognerebbe convincere la francese Dassault a rinunciare alla sovranità industriale. Dassault è l’azienda che ha realizzato il Mirage e il Rafale, i grandi concorrenti dell’Eurofighter e degli aerei da combattimento americani. Come andrà a finire questa partita non è ancora deciso.

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  • Gianni Dragoni

    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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