Garlasco, il supertestimone si mostra alle telecamere e conferma il racconto sul martello
Il supertestimone esce dall'anonimato per smentire l'avvocato dei Poggi e rivela dettagli cruciali sul delitto di Garlasco.
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La seconda puntata del programma tv Le Iene dedicata al delitto di Garlasco ha svelato l’identità del “supertestimone” scovato dalla Iena Alessandro De Giuseppe.
Il “supertestimone” si chiama Gianni Bruscagin che ha deciso di rinunciare all’anonimato per rispondere all’avvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, il quale aveva smentito la ricostruzione di Bruscagin sostenendo di conoscere «benissimo il supertestimone» e affermando che fosse una «delle tante persone che nel settembre-ottobre 2007 mi contattavano proponendo tesi, nel suo caso, proponendosi sostanzialmente come detective».
«Ci metto la faccia - dice Gianni - in quanto sono stato diffamato pubblicamente dall’avvocato della famiglia Poggi, dopo la messa in onda del servizio della settimana scorsa, quando ho parlato della rivelazione su Stefania Cappa di una donna incontrata in ospedale».
Bruscagin ha poi mostrato i bigliettini dove avrebbe annotato quanto detto dalla donna di Tromello: «L’ho fatto per non dimenticare. Io non ho paura di niente, ho detto la verità».
Il supertestimone sostiene che sia stato invece l’avvocato Tizzoni a cercarlo: «Mi ha chiamato e ci siamo visti, mi ha chiesto aiuto: il giorno dopo aver saputo di Stefania Cappa sono andato da lui, ma mi ha stoppato. Secondo lui non si poteva fare perché c’era già una pista che si stava seguendo e non mi ha detto di andare dai Carabinieri;, ma ho parlato io con un colonnello che conoscevo. il quale mi ha detto che rischiavo di andarci di mezzo io. Lui era di Milano, mi ha messo in allerta perché diceva che coloro che si stavano occupando del caso non erano affidabili».








